Succession su Sky Atlantic, 5 motivi per dare una chance all’odiosa famiglia Roy

Negli Stati Uniti ne parlano tutti, e adesso anche l'Italia sembra convincersi della grandezza di Succession. Ecco perché scoprire le vicende dei Roy

Conflitti familiari, meschini colpi bassi, soverchianti interessi economici… Succession ha davvero tutto ciò che serve per attrarre il pubblico e tenerlo incollato al divano settimana dopo settimana. La seconda stagione del drama satirico HBO è in onda su Sky Atlantic dal 9 ottobre, e ciò significa che chi non lo ha ancora fatto può finalmente cogliere l’occasione di rimanere invischiato nelle sordide vite della famiglia Roy. Perché farlo? Ci vengono in mente almeno cinque buoni motivi.

Presenta un nuovo modello di famiglia disfunzionale

Al centro di Succession troviamo le vicende dei Roy, una famiglia disfunzionale il cui capostipite – Logan – guida un impero della comunicazione, la multinazionale Waystar Royco. A causa del precario stato di salute di quest’ultimo, i quattro figli – Connor, Kendal, Roman e Siobhan – affilano le proprie armi non convenzionali, sperando di prenderne il posto o comunque assumere un ruolo di maggior rilievo all’interno dell’azienda.

Le premesse non appaiono forse così innovative: quali famiglie ricche e potenti possono considerarsi al sicuro da meschine faide familiari? Eppure Succession brilla in questa tragicomica rappresentazione degli ultraricchi dei tempi moderni. I personaggi possono vantare una caratterizzazione estremamente accurata, incentrata com’è sull’eccentricità di ciascun membro dei Roy. E se non si può negare che ognuno di essi sia vittima delle proprie personalissime debolezze, è altrettanto vero che a unirli è l’incalcolabile livello di crudeltà ed egoismo.

Ci costringe a odiare i Roy, poi a compatirli, infine ad amarli

Sembra quasi che al peggiorare del loro comportamento aumenti la dipendenza dalla serie. È tipico di tutti i ricchi e potenti finiti sul piccolo schermo o è una peculiarità di Succession? Entrambe le cose. Intrighi e meschinità familiari sono sempre stati fattori di interesse morboso, tanto nella vita reale quanto al cinema o in televisione, ma Succession è particolarmente efficace nel rendere queste dinamiche davvero appetibili. E così col passare degli episodi finiamo col notare tanti piccoli dettagli in grado di umanizzare i giovani Roy. C’è l’infanzia complicata dal distacco del padre, ad esempio, o la palese infelicità che ne influenza le vite a dispetto dell’enorme disponibilità economica. Per non parlare dei compromessi che ciascuno di loro è costretto ad accettare per ottenere ciò che crede di desiderare.

Ci convince di aver capito tutto, per poi smentirci inesorabilmente

Il pilot di Succession sembra indirizzare la serie verso un chiaro svolgimento: Logan ha un attacco di cuore e uno dei ragazzi deve procedere alla transizione per rimpiazzarlo nel ruolo di leader della multinazionale. Gli indizi portano immediatamente a Kendall, il più serio e posato nonostante il passato difficile, ma da qui in poi i colpi di scena rimescolano le carte episodio dopo episodio. Si siglano e si spezzano accordi e alleanze, si sabotano i piani altrui, si mettono a punto strategie complesse e inestricabilmente intrecciate alla politica.

Succession Stg.1
  • Wb (04/23/2019)
  • Jeremy Strong, Kieran Culkin, Nicholas Braun, Sarah Snook, Alan Ruck,...

Porta sullo schermo un cast equilibrato con picchi di eccellenza

Il cast di Succession si fa forte di un grande equilibrio fra volti noti e meno noti nel panorama televisivo. Una menzione d’onore va a Brian Cox, il cui Logan Roy è un perfetto esemplare di uomo in declino ma ancora capace di suscitare negli spettatori i più svariati sentimenti, dalla paura al disprezzo, dalla soggezione all’empatia. È comunque il cast nel suo insieme a dimostrarsi oliato ed efficiente episodio dopo episodio, raggiungendo un incredibile grado d’intesa nella seconda stagione di Succession.

Impossibile, in particolare, non rimanere affascinati dalla capacità di Kieran Culkin di tratteggiare un Roman sbruffone e scaltro, subdolo e assetato di potere nonostante l’apparente noncuranza. Allo stesso modo Jeremy Strong è abilissimo nel trasmettere le ansie, le frustrazioni e le debolezze del suo Kendall, vittima dei costanti agguati di demoni interiori all’apparenza imbattibili.

Ci delizia con una colonna sonora da ascoltare e riascoltare

In un’epoca di serie tv sempre più attente alla propria componente musicale, Succession si fa bella con una colonna sonora firmata dal compositore Nicholas Britell, già noto per il lavoro svolto in Moonlight e Se la Strada Potesse Parlare. Dai titoli di testa ai momenti più densi di ciascun episodio, la musica in Succession è una magistrale espressione di sentimenti, lotte interiori, conflitti, stati d’ansia addirittura soffocanti. Le melodie di Britell si intersecano così mirabilmente alle vicende dei Roy da esser state definite un ulteriore personaggio della serie.

Succession (Original Series Soundtrack)
  • Nicholas Britell, Succession (Original Series Soundtrack)
  • VIDOL

Succession 2 va in onda il mercoledì su Sky Atlantic. Tutti gli episodi sono disponibili on demand su NOW TV.

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