Steve e Robin di Stranger Things dovevano essere una coppia, il coming out è un’idea degli attori

Nell'intenzione degli showrunner Steve e Robin di Stranger Things sarebbero diventati una coppia, ma i due attori hanno spinto perchè lei si rivelasse gay

L’idea originaria era che Steve e Robin di Stranger Things diventassero una coppia al termine della terza stagione. D’altronde gli stilemi della classica storia d’amore adolescenziale c’erano tutti: l’antipatia iniziale, le frizioni condite di frecciatine sul personale, l’attrazione che monta pian piano, la sintonia e la protezione reciproca nel momento del pericolo. Poi, però, il colpo di scena: quando sembra che Robin voglia dichiararsi a Steve dopo che quest’ultimo le ha mostrato il suo interesse, ecco che arriva il coming out. Robin è gay e ha avuto un’ossessione per Steve negli anni del liceo solo perché la ragazza di cui era innamorata aveva occhi solo per lui.

Così Stranger Things 3 ha introdotto il primo personaggio regolare della serie apertamente omosessuale, raccontando la difficoltà di sentirsi liberi di affermare il proprio orientamento in una piccola comunità americana nel bel mezzo degli anni Ottanta.

Ma la scelta di rendere gay il personaggio interpretato dalla rivelazione Maya Truman Hawke è arrivata in corso d’opera. Inizialmente, infatti, non solo non era previsto che Robin fosse lesbica, ma nelle intenzioni degli sceneggiatori avrebbe maturato un sentimento ricambiato per Steve.

In una nuova intervista con il Wall Street Journal, la Hawke ha spiegato che gli showrunner Matt e Ross Duffer avevano inizialmente previsto la nascita di un amore tra il suo personaggio e quello interpretato da Joe Keery. A metà della produzione della stagione, sono stati i due attori a spingere perché la storia mutasse il suo corso e non diventasse la classica relazione adolescenziale, ma un’amicizia tra uomo e donna in cui condividere l’intimità del racconto della propria identità sessuale. Idea apprezzata dai fratelli Duffer e dal produttore esecutivo Shawn Levy, che si sono subito messi all’opera per stravolgere i loro piani.

Durante le riprese, abbiamo iniziato a sentire come se lei e Steve non dovessero stare insieme, e che lei fosse gay. Anche quando torno indietro e guardo gli episodi precedenti, sembra proprio la decisione più ovvia di sempre. I fratelli Duffer e io, e Shawn Levy, abbiamo avuto molte conversazioni durante le riprese ed è stato solo quando abbiamo girato l’episodio quattro e cinque, penso, che abbiamo preso la decisione finale. È stata una conversazione collaborativa, e sono davvero molto contenta di come è andata.

Un bell’esempio di come gli attori possano avere una significativa voce in capitolo sulle opere a cui lavorano, senza limitarsi a seguire pedissequamente un copione ma aggiungendo invece valore alle loro interpretazioni anche modificando radicalmente i personaggi a cui danno vita. Per Stranger Things 3 Robin ha rappresentato una ventata di aria fresca e nuova, un personaggio non stereotipato grazie al quale la serie si apre non tanto e non solo alla rappresentazione di personaggi LGBTQ, quanto al racconto del processo di scoperta dell’orientamento sessuale, del percorso verso la conoscenza della propria identità più intima, della crescita intesa come conquista di una maggiore consapevolezza di sé e della comprensione della diversità come valore.

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