In The Handmaid’s Tale 3×11 la ruota inizia a girare: è l’inizio della fine per i Waterford e Gilead? (recensione)

Finalmente qualche gioia, per June e tutti noi. Che sia o meno il preludio di nuove disgrazie, l'aria a Gilead comincia a cambiare

16
CONDIVISIONI

Che in questa serie le cose non vadano mai secondo le attese non è una novità, ma mai come in The Handmaid’s Tale 3×11 si è assistito a un tale susseguirsi di colpi di scena. Liars, terzultimo episodio della stagione, si apre con la minaccia di Eleanor Lawrence di uccidere il marito. Resa instabile e rabbiosa dall’interruzione delle terapie, la donna punta in lacrime una pistola contro di lui. June, sopraggiunta pochi istanti prima, mantiene la calma e prova a dissuaderla.

So che vorresti ucciderlo; anche io vorrei farlo, ma mi serve vivo, le dice provando a farla ragionare. Il piano di far fuggire i bambini da Gilead dipende strettamente dal contributo di Joseph Lawrence, e dunque June non può che indurre la moglie a metter giù la pistola. La fiducia che Eleanor nutre nei suoi confronti si dimostra infine un buon deterrente.

Lawrence è chiaramente scosso dall’intera faccenda. Lo si vede bere del liquore con mani tremanti e poi porgere bicchiere e bottiglia a una June più fredda che mai. Nonostante l’emotività del comandante, la donna non ha tempo da perdere e gli ricorda di essere in credito nei suoi confronti: ci sono 52 bambini da portare in Canada, dunque deve procurarle più furgoni. La richiesta lascia l’uomo a bocca aperta, che però promette di fare il possibile.

Il comandante non è però l’unico a essere colpito dalla portata della missione di June. Le marta a capo della rete clandestina si presentano infatti nello scantinato dei Lawrence per chiederle come si sia permessa di mettere a rischio i loro piani e la riempiono di domande per capire come intenda muoversi. Sei salita su un treno in movimento e adesso pensi di essere Che Guevara, commentano aspramente.

View this post on Instagram

Muffins mean… game on. 🧺 WEDNESDAY | @Hulu

A post shared by The Handmaid's Tale (@handmaidsonhulu) on

D’altronde le marta vivono un momento davvero cruciale: devono gestire una grossa consegna con un volo cargo in arrivo la settimana successiva e qualsiasi mossa sbagliata aumenterebbe i controlli di sicurezza. Le possibilità di successo sono poche e non vogliono che altri piani mal concepiti le riducano ulteriormente. June fa notare loro di poter contare sul sostegno del comandante Lawrence e sull’aiuto di 52 marta, e promette di aspettare la settimana successiva per non causare alcun problema. Le donne sembrano convincersi.

Come già negli altri episodi della stagione, però, anche in The Handmaid’s Tale 3×11 a ogni passo avanti ne corrispondono due indietro. La mattina successiva June scopre infatti che Joseph ed Eleanor sono fuggiti, distruggendo ogni documento contenuto nello studio del comandante e lasciando un semplice scusa su un foglio. Le marta dei Lawrence vanno immediatamente nel panico ed è ancora una volta June a dover mantenere la calma. Calcola di avere ancora un giorno o due per trovare una soluzione alternativa, ma nel giro di poche ore il comandante torna a casa.

Fuggire non è semplice come previsto, rivela. Servono nuove autorizzazioni per lasciare il Paese, e lui non le ha. A questo punto June non può far altro che rivolgersi a Billy, bartender di Jezebel e già collaboratore delle marta. Dopo un lungo tira e molla lo convince a far partire i bambini sull’aereo cargo in arrivo a Gilead; in cambio l’uomo otterrà i Picasso, i Cézanne, i Pissarro, tutte le opere d’arte confiscate da Lawrence e che fanno della sua casa un attico del MoMa.

Le cose sembrano prendere una buona piega, ma mentre sta per lasciare la sala June si sente chiamare dal comandante Winslow, il quale la porta in camera con sé. Le chiede perché sia lì, e lei inventa di avere il permesso di andare a Jezebel per poi raccontare al comandante Lawrence le storie delle sue avventure sessuali. Winslow è deciso a dar davvero qualcosa da raccontare al collega e intima a June di togliere l’intimo e sdraiarsi sul letto di spalle.

L’uomo vuole semplicemente soggiogarla e imporre la propria autorità. Seppure June ripeta ancora una volta nella sua mente di dover rimanere inerte e staccarsi dal suo corpo, l’istinto la porta a colpire Winslow con un calcio. L’uomo reagisce picchiandola più volte, ma June trova una penna sul pavimento e lo colpisce ripetutamente al petto e alla schiena. Quando finalmente riesce a rimettersi in piedi, June prende un soprammobile e si prepara a scagliarlo contro di lui. I miei bambini!, implora l’uomo prima di essere ucciso da un colpo di quello stesso soprammobile.

June è in shock e sembra incapace di reagire, ma una marta arrivata per le pulizie in camera è pronta ad aiutarla. È stata June a evitarle l’infausto destino delle colonie e adesso è il suo turno di salvarla; la indirizza quindi verso un ascensore di servizio perché possa lasciare l’edificio senza problemi. Le marta incaricate della pulizia di Jezebel, intanto, ripuliscono la camera di ogni traccia di sangue, lavano le lenzuola e bruciano il corpo del comandante Winslow sulle note di Cloudbusting di Kate Bush.

The Handmaid’s Tale 3×11 ha clamorosi sviluppi in serbo anche per i Waterford. Fred e Serena sono pronti a incontrare Mark Tuello, così noleggiano un’auto e si mettono in viaggio per raggiungere il luogo dell’appuntamento. I due sembrano aver ritrovato equilibrio, intesa e persino intimità in nome della salvezza di Nichole e dei principi di Gilead. Ospiti in una sorta di pensione in una zona remota del Paese, li si vede trascorrere la notte insieme e sognare di crescere la bambina nella tranquillità di quel luogo remoto, abbandonando i giochi politici di Washington.

La mattina dopo si rimettono in viaggio e incontrano Tuello, il quale li invita a seguirli in una zona sicura per discutere il da farsi. Le inquadrature dall’alto mostrano le due auto percorrere un lungo tragitto fra boschi e un ponte semidistrutto, fino a fermarsi nel bel mezzo di un sentiero isolato. Tuello comunica loro di aver oltrepassato il confine con il Canada e arresta Fred per crimini di guerra commessi in violazione dei trattati internazionali sui diritti umani e del diritto internazionale. Fred si ribella e urla di lasciar stare Serena, ma Tuello prosegue imperterrito leggendogli i suoi capi d’accusa: persecuzione e tortura di civili, trattamenti crudeli e inumani, rapimento, schiavitù e stupro.

L’ultima scena mostra Serena a bordo di un altro mezzo. Nonostante le sue palesi responsabilità in qualità di membro dell’alta società di Gilead, la donna non è in manette. E in un attimo è chiaro che l’arresto di Fred è al contempo il lasciapassare di Serena. La donna lo ha tradito per i propri interessi, vendendolo a quel che resta degli Stati Uniti in cambio di ciò che crede possa riportarle Nichole.

The Handmaid’s Tale 3×11 si chiude quindi con la promessa di una resa dei conti per i cattivi di Gilead. Dopo settimane di tentativi falliti e passi falsi – quando non palese immobilismo –, infatti, ci pensa Liar a riportare azione, vendetta, sangue e strategia nell’oscuro ma sempre più traballante mondo della serie.

Finalmente corroborata dalla sostanza di un piano concreto, June ritrova la lucidità e mantiene i nervi saldi anche dinanzi all’ennesimo sforzo frustrato. La momentanea fuga di Lawrence non la piega, anzi la convince a correre rischi ancora maggiori coinvolgendo un nuovo soggetto senza scrupoli, al contempo la sua unica possibilità e la più grande minaccia alla sua vita nel caso qualcosa vada storto.

L’adrenalinica sequenza dell’incontro con Winslow porta invece con sé uno dei punti deboli della serie, ossia la volontà di tirar fuori June dai guai a prescindere. Per quanto vederle uccidere l’arrogante e misogino comandante dia un incommensurabile senso di soddisfazione, è davvero troppo che a darle una mano arrivi proprio una delle cinque marta da lei salvate a inizio stagione. Sarebbe stato forse più interessante osservarla elaborare un piano frettoloso e imperfetto per sbarazzarsi del cadavere, ripulire la camera e abbandonare l’edificio. Ad ogni modo veder soccombere uno dei principali artefici degli orrori del regime mitiga la severità di qualsiasi considerazione critica.

La sempre interessante e tormentosa dinamica tra i Waterford raggiunge l’apice in Liar. Forse non si dovrebbe essere così certi che Serena abbia svenduto Fred alle autorità americane dopo aver raggiunto un accordo con loro, ma questa sembra la possibilità più verosimile e anche giustificata. Per capirlo basta ricordare tutto ciò che la donna ha sopportato – voluto sopportare – e di cui il marito è responsabile, dalla rinuncia alla carriera ai tradimenti istituzionalizzati e al taglio del dito.

L’ultima conversazione fra i due nel bosco e l’intimità notturna sembrano rispondere al desiderio di Serena di mettere le carte in tavola e dare una sorta di addio silenzioso al marito. Qualsiasi giudizio sulle sue azioni, comunque, non può prescindere dalla consapevolezza delle pesantissime responsabilità della donna in seno al regime.

Il filo che lega i principali eventi in The Handmaid’s Tale 3×11 è dunque il tema della sopravvivenza. June deve sopravvivere fisicamente alla violenza di Winslow e spiritualmente ai continui fallimenti dei propri piani, dunque contribuisce alla sopravvivenza del comandante Lawrence. Anche le prove di fuga di quest’ultimo sono un disperato tentativo di salvarsi da un regime ormai ostile. E poi c’è Serena, la cui salvezza passa dal più irreversibile dei tradimenti nei confronti di un marito orribile.

L’unica sopravvivenza davvero a rischio, in questo momento, pare tuttavia quella delle 52 marta disposte ad aiutare June, e di cui quest’ultima sembra essere del tutto inconsapevole o disinteressata. Se la missione andasse in porto e i bambini lasciassero davvero Gilead, infatti, le donne incaricate della loro cura sarebbero certamente le prime a pagarne le conseguenze con la vita. Bisognerà però vedere se la nuova situazione dei Waterford porterà o meno a un cambiamento di programma e a nuove misure di sicurezza nelle case e fra le strade di Gilead.

In attesa di scoprire i prossimi sviluppi, celebriamo il rinnovo della serie per una quarta stagione e il suo ritorno a un ritmo vibrante, adrenalinico, carico di sorprese, e concludiamo con il promo di The Handmaid’s Tale 3×12, penultimo episodio della terza stagione.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.