Penn Badgley e la produzione di You sulle accuse di molestie a Chris D’Elia: “Bisogna credere alle vittime”

Il protagonista di You reagisce alle accuse di molestie sessuali rivolte all'attore Chris D'Elia e spiega come si è mossa la produzione dopo la notizia

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La vicenda di Chris D’Elia, l’attore di You e noto comico accusato di molestie sessuali da numerose ragazze via Twitter, è solo l’ennesima emersa negli ultimi anni grazie ad una nuova consapevolezza sui temi della violenza di genere e dell’abuso di potere.

Nel caso di D’Elia l’accusa è di aver chiesto foto di nudo e incontri alle sue fan durante alcune chat. Ad aggravare la sua posizione c’è il fatto che molte di loro, all’epoca dei fatti, fossero minorenni. Le ragazze hanno iniziato a raccontare le loro esperienze dopo che una di loro ha rotto il silenzio su Twitter commentando come fosse “ironico” che D’Elia interpretasse un attore pedofilo nella serie Netflix You. Al momento non risultano denunce presentate nelle sedi competenti, ma la questione ha scosso l’ambiente dello spettacolo e spinto la produzione della serie – nonostante il personaggio di D’Elia sia morto nella seconda stagione e dunque non sarà certamente nella terza – a prendere le distanze.

Il protagonista Penn Badgley, contattato dal Los Angeles Times ha detto di essere “profondamente colpito” da questa storia ed ha espresso solidarietà alle vittime: “Ne sono rimasto turbato. Mi preoccupa molto. So che, se c’è qualcosa che dobbiamo fare in questo momento, è credere alle donne“.

Badgley ha anche approfondito il ruolo della serie You nell’attuale dibattito sulle relazioni tossiche, sulla mascolinità violenta e sull’endemica mancanza di parità di genere nelle società contemporanee. L’attore, che interpreta uno stalker e serial killer convinto di amare profondamente le sue vittime, ha sempre avvertito il pubblico anche in passato, mettendo in guardia le ragazze dal farsi affascinare da un uomo che perseguita, manipola e uccide in nome di una malsana idea di amore. Alla luce delle accuse al collega D’Elia, precisa che serve un cambiamento radicale di prospettiva nei rapporti uomo-donna e che, in questo senso, i mass media hanno un ruolo cruciale.

L’idea che uno spettacolo come il nostro possa essere indirettamente, inconsapevolmente, un paradiso per le persone violente è inquietante. È molto inquietante. Cosa possiamo fare per cambiare le cose? Perché non si tratta solo di vigilare sulle persone. Deve esserci un cambiamento nella cultura e nell’atteggiamento in modo tale che quel tipo di comportamento sia considerato chiaramente riprovevole, sia così chiaramente, come dire, anti-umano.

Badgley ha fatto sapere anche che i produttori di You, dopo lo scandalo che ha travolto D’Elia, hanno contattato la giovane attrice che aveva interpretato una sua vittima nella serie, la diciassettenne Jenna Ortega, per sapere come si sentisse. Poi ha auspicato che anche la serie affronti in maniera più consapevole i temi della violenza di genere e degli abusi sessuali, lasciando intendere tra le righe che il rischio di romanticizzare lo stalking o di rendere le relazioni tossiche in qualche modo affascinanti (che poi è il grande problema di You) è sempre dietro l’angolo.

Per quanto riguarda il nostro spettacolo, c’è molto di cui possiamo assumerci la responsabilità. E dico “noi” piuttosto in generale, perché tutti abbiamo un ruolo. In fin dei conti io sono attore e non ho molto a che fare con cose del genere. Ma penso che, in futuro, vorrei che ciò cambiasse, personalmente.

All’inizio di quest’anno è iniziata la produzione della terza stagione di You, poi interrotta a causa dell’emergenza Covid.

You (versione italiana)
  • Kepnes, Caroline (Author)

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