I 40 anni di Tiziano Ferro e quel monologo pieno d’amore

Tiziano Ferro compie 40 anni. Lo festeggiamo ricordando le sue profonde parole piene d'amore per se stessi

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Tiziano Ferro festeggia oggi 40 anni. I 40 anni di Tiziano Ferro vengono celebrati in tutto il mondo, dalla sua immensa fan base, sparsa in più continenti.

Tra qualche mese festeggerà sul palco del suo tour negli stadi della penisola, un tour pensato appositamente per celebrare i suoi 40 anni d’età spenti al fianco di suo marito Victor Allen.

Ospite fisso al recente Festival di Sanremo, Tiziano Ferro ha recitato un toccante monologo pieno d’amore che si è poi rivelato essere una vera e propria riflessione sui suoi 40 anni di vita, più della metà trascorsi nella musica.

Sono passate più o meno due settimane da quando Tiziano Ferro ha pronunciato quelle parole profonde, in grado di far commuovere tutta l’Italia attraverso attimi di vita reale, vissuta davvero, da uno dei cantautori italiani più apprezzati del momento.

Tiziano Ferro raccontava di aver sognato Dio. Gli diceva che è riuscito a strappare a morsi la vita che voleva. Ed è proprio questo – anche questo – ciò in cui i suoi fan hanno bisogno di ritrovarsi.

Tiziano Ferro è uno degli artisti più apprezzati la cui vocalità è fuori da ogni discussione così come la sua “penna” è tra le preferite di milioni di persone. Ma c’è di più: in Tiziano Ferro, almeno una vota nella vita, tutti noi abbiamo trovato una spalla su cui piangere, un confidente buono in grado di capirci e di supportarci ma soprattutto un esempio da osservare (e seguire).

Dalla provincia laziale di Latina, Tiziano Ferro ha strappato a morsi la vita a cui aspirava quando era poco più di un bambino e pesava 111 chilogrammi, come il titolo del suo secondo disco di inediti.

La determinazione di dimagrire e quella di proporsi senza remore a qualche concorso di canto, l’esclusione dal concorso che portava i giovani al Festival di Sanremo quando era ancora un adolescente e il fortunato incontro con Mara Maionchi e Alberto Salerno. All’epoca i discografici credevano davvero negli artisti: i due hanno puntato su Tiziano, hanno scommesso su quel ragazzo di provincia che custodiva un grande sogno, hanno iniziato a lavorare con lui su Xdono e poi sull’album Rosso Relativo.

Un successo inaspettato, quello della hit che lo lanciò nell’ormai lontano 2001, che Tiziano Ferro ha conservato e custodito di anno in anno, fino a farlo crescere sempre di più.

I social non esistevano ancora e gli unici contatti virtuali con i fan erano delegati al sito del Fan Club ufficiale. Tiziano Ferro chattava e lasciava messaggi, a volte li sorprendeva con appuntamenti inaspettati solo per qualche saluto. Era un ragazzo con un grande sogno e lo aveva appena tirato fuori dal cassetto.

I primi live in piazza e le prime ospitate in radio. Xdono viene tradotta in diverse lingue e lancia Tiziano Ferro sul mercato europeo e poi americano ma è con il secondo album e con il singolo Sere Nere che ottiene il consenso anche da chi lo vedeva solo come una matricola passeggera fino all’anno prima.

Era l’epoca dei tormentoni estivi indimenticabili, realizzati da cantanti dimenticabili e dimenticati con il trascorrere degli anni. Tiziano Ferro avrebbe potuto essere uno di loro ma con il secondo progetto discografico di inediti ha convinto anche i più scettici mostrando ogni sua sfumatura vocale con acuti da fare invidia ai migliori.

Parallelamente ha proposto un modo di scrivere differente: più esplicito, meno complicato, più poetico e diretto. Ha mostrato il suo animo semplice e fragile a suon di canzoni come le celebri Ti Voglio Bene, Non Me Lo So Spiegare ma anche con le perle che solo chi lo segue davvero conosce come Giugno ’84, 13 Anni, Chi Non Ha Talento Insegna ed Eri Come L’Oro Ora Sei Come Loro.

Le piazze diventavano club e lo stadio Francioni di Latina era sold out solo per lui. Tiziano Ferro ha dedicato alla sua città il brano Latina, poi inciso nella raccolta di successi TZN-The Best of Tiziano Ferro. Intanto spopolava in Messico e in Argentina alla conquista del calore del Latin America.

Era chiaro ormai che Tiziano Ferro sarebbe stato destinato a grandi cose nel mondo della musica e i passi successivi lo hanno confermato fino al disco di diamante, fino ai numerosi platini, fino al debutto negli stadi, rigorosamente sold out.

Ma Tiziano Ferro è tutt’altro che soli numeri. A conquistare il pubblico è stata anche la sua anima, il suo coraggio nell’affrontare in continuazione temi importanti, non solo l’omosessualità.

Tiziano Ferro ci ha insegnato a credere un po’ di più nei nostri sogni, e renderli realizzabili pur non vivendo al centro del mondo. Ci ha insegnato ad amarci quel po’ che basta per non sentirci continuamente “sbagliati”. E a Sanremo diceva: “Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno”.

E poi l’amore, quello sofferto, quello agognato, quello sognato, quello sperato, quello trovato. Il Tiziano Ferro tormentato ha di recente lasciato il posto ad un Tiziano Ferro completamente nuovo: felice, felice davvero.

A 40 anni pesano le cicatrici di un passato non sempre facile, come pesano a 30, a 20, a 50, a 60. Ma è nel futuro da vivere attraverso il filtro di queste che si trova la consapevolezza di ciò che si è, ricordando che “subire non è una disgrazia, è una scelta, e la felicità non è un privilegio, è un diritto”.

L’ultimo disco rilasciato dall’artista è Accetto Miracoli, disponibile dallo scorso novembre. Tiziano Ferro ha coronato poco prima il suo sogno d’amore sposando il compagno americano Victor Allen.

A maggio tornerà dal vivo sui palchi degli stadi italiani e poi in autunno partirà per la tournée europea.

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Il monologo di Tiziano Ferro a Sanremo

Tra due settimane compio 40 anni. 
A 40 anni per la prima volta ho sognato Dio. Aveva il viso di un adolescente, e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo. 
A 40 anni ho scoperto che non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l’arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma.

A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all’amore del padre e della madre, mai, né per orgoglio né per timore. 

L’amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare.

A 40 anni so che nessuno può vedere quanto è bello l’amore se non condividi col mondo il tuo sorriso da innamorato. Ci ho messo 40 anni ma adesso so che il brutto tempo non esiste, è tutto un susseguirsi di stagioni. Solo questione di ripararsi o scoprirsi al momento giusto. 

A 40 anni guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno.

Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire. Perché subire non è una disgrazia, è una scelta. E la felicità non è un privilegio, è un diritto.

A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli.

Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai.

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