L’Amica Geniale Storia del Nuovo Cognome segna uno strappo nell’amicizia di Lila e Lenù: le rivelazioni in conferenza stampa

Saverio Costanzo racconta L'Amica Geniale Storia del Nuovo Cognome tra immagini e backstage in conferenza stampa

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La presentazione de L’Amica Geniale Storia del Nuovo Cognome è andata in scena oggi in quel di Roma in una sede Rai colma di giornalisti pronti ad incontrare i vertici della tv pubblica, i piani alti della maxi produzione dietro la fiction e anche i volti che stanno davanti e dietro la macchina da presa compreso quello di Alice Rohrwacher, new entry di questa stagione. Proprio lei in conferenza stampa si è definita come “uno chef che deve lavorare in una cucina che non è la sua” ma affrontando positivamente tutto quello che questo ha significato per lei e per i ragazzi sul set.

In particolare, la regista si è occupata degli episodi 4 e 5 segnando uno strappo con tutto quello che la storia significa e con il lavoro fatto da Saverio Costanzo:

“Una rottura importante nella vita di Elena e Lila, i due episodi saranno un microromanzo e farmi entrare per far rompere il legame con Saverio Costanzo per loro è stata una prova di difficoltà, loro sono cresciute nella relazione con lui e questa rottura ha messo insieme e aiutato gli episodi 4 e 5 come se fosse una continuità con la storia raccontata ne L’Amica Geniale 2“.

A confermare il clima di rottura tra Lila e Lenù è stato lo stesso padrone di casa sottolineando che in Storia del Nuovo Cognome c’è uno strappo tra le due protagoniste, lo stesso che lui ha cercato di raccontare con le immagini e le musiche scelte per i nuovi episodi che, lo ricordiamo, saranno otto.

In particolare, Saverio Costanzo ha raccontato:

L’Amica Geniale è un insieme di cose ed è difficile sviluppare un aspetto rispetto ad un altro. Sarà una stagione diversa e l’azione che Elena Ferrante ha raccontato sarà la stessa che vedremo ovvero quella degli anni ’50 sia nel modo di agire e reagire delle persone che ancora dovevano capire ancora dov’erano e lo stesso hanno fatto gli spettatori all’inizio.. l’orizzonte si apre e questo significa che tutto accelera, gli scambi fra i personaggi e con il mondo fuori diventano forti, c’è il desiderio di scoprire altro. Di conseguenza il cinema evolve con la storia anche italiana, con la condizione sociale, se la prima stagione si ispirava ad un racconto neorealista e più ingenuo e timido, questo secondo si permette, nell’evoluzione delle cose, anche un’evoluzione cinematografica”.

Il racconto poi si estende a tutti gli episodi della serie ed è proprio il regista a fare una sorta di passeggiata in quello che ha raccontato:

“C’è questa frattura di Ischia dove le carte si mischiano in un certo senso, l’anarchia della mia messa in scena prende forma in un altro modo per poi uscire da questa frattura del terzo episodio nel sesto con un inno alla rabbia che strappa tutto per entrare nel settimo episodio abitato da fantasmi che sarà colpito dai primi sussulti di rivoluzione (siamo nel ’66) per tornare ad allargarsi in un epica del ritorno nell’ottavo episodio, come un ritorno ad una sorta di forma originaria, tornare da un mondo altro al nostro mondo che è rimasto uguale anche se tutto è cambiato”.

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