Cosa aspettarci da Pose 2, alla celebrazione del voguing si affianca il rifiuto dell’AIDS come “punizione divina” (trailer e promo)

Il rivoluzionario drama di Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals manterrà il suo stile glamour e si aprirà a riflessioni sociali e politiche nuove.

Pose 2 ha debuttato su FX l’11 giugno. Pur non avendo ancora informazioni ufficiali sul suo arrivo su Netflix, possiamo fare il punto su cosa ci aspetta basandoci sul trailer ufficiale, i promo e gli indizi raccolti dal primo episodio.

Cominciamo proprio dal trailer ufficiale di Pose 2. In questa stagione seguiamo i nostri protagonisti fino ai primi anni ’90, quando la ballroom culture che è loro tanto cara finisce sotto i riflettori grazie al successo della canzone Vogue di Madonna.

La realtà del decennio è tuttavia estremamente complessa e dolorosa per la comunità LGBTQ. Nel 1990 l’epidemia di AIDS raggiunge infatti il suo apice, decimando la popolazione e costringendo le persone ad adattarsi a un mondo in cui la sopravvivenza è un privilegio. Se negli anni in cui la storia di Pose ha inizio le morti dovute alla malattia sono circa 5.000, nel 1990 superano abbondantemente le 14.000.

Così come la realtà cambia, altrettanto è costretto a fare Pray Tell. La vicinanza fisica ed emotiva a Blanca e alla sua House of Evangelista non sono sufficienti a liberarlo dal senso di perdita che lo opprime per la morte del compagno e di tanti altri uomini. Nel corso di Pose 2 lo vediamo quindi acquisire nuova consapevolezza dei suoi sentimenti e sfruttare il dolore in modo più produttivo.

Blanca, intanto, deve fare i conti con i suoi doveri di madre. Ciascuno dei ragazzi affronta sfide e difficoltà diverse e lei ha il dovere di assicurarsi che non ricadano in vecchie e cattive abitudini. Allo stesso tempo deve superare il senso di rifiuto nei confronti del virus, non più HIV ma ormai AIDS conclamato. La sua storyline si intreccia così a quella dell’infermiera Judy, una sempre eccellente Sandra Bernhard.

La pur determinante componente sociale di Pose 2 non oscura la grandiosità dello stile che ha contraddistinto la stagione precedente. Il glamour delle ambientazioni e dei costumi è ancora protagonista, come possiamo intuire dal trailer. Notiamo per esempio un’eccentrica riproduzione del look di Elektra in stile Maria Antonietta, e pure le seducenti pose di Angel, pronta a una nuova ma potenzialmente rischiosa carriera da modella.

Come già dichiarato da Ryan Murphy al PaleyFest di Los Angeles, Vogue di Madonna non è la semplice colonna sonora di Pose 2, ma il filo conduttore di un’ampia riflessione sulla visibilità della scena ballroom.

E in effetti lo notiamo subito in Blanca e nella sua iniziale convinzione che essere menzionati da una popstar bianca ed eterosessuale in una canzone di successo significhi essere riconosciuti e accettati. Com’è naturale, la realtà è diversa e Blanca vi si scontra duramente nel corso della stagione.

Un’altra gradita novità di Pose 2 è l’approccio sempre più corale alla realizzazione della serie, assemblata con cura certosina in ogni dettaglio. Nella seconda stagione i creatori Ryan Murphy, Brad Falchuk e Stevan Canals lasciano più spesso le redini a Janet Mock. E infatti la sua prospettiva di donna trans sopravvissuta è fondamentale per la scrittura e la direzione di svariati episodi di questa nuova stagione, a partire dal secondo.

Il promo di Pose 2×02, intitolato Worth It, ne è una palese conferma. In poco meno di un minuto cogliamo numerosi riferimenti al possibile impatto materiale ed emotivo di decisioni più o meno lontane nel tempo. Blanca, anzitutto, si lancia con una certa incoscienza in una nuova attività imprenditoriale. Damon accoglie Ricky, finalmente di ritorno dal suo tour ma portatore di cattive notizie. E infine Angel e Lil Papi sono sempre più vicini e complici.

Pose 2 continua quindi a essere la serie che conosciamo e amiamo. L’amore di una famiglia scelta e non assegnata, la coesistenza di varie identità, culture e sottoculture, il dolore per il pregiudizio e la malattia, la celebrazione del voguing rimangono elementi cruciali della seconda stagione.

Al contempo, però, si assicura un’attenzione maggiore al contesto sociale e politico dell’epoca. La battaglia contro la discriminazione e l’idea dell’AIDS come punizione divina non viene condotta su un piano ideale, ma vede i nostri protagonisti rimboccarsi le maniche e provare a fare la differenza.

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