Limitazioni per i selfie con Samsung Galaxy S10 tramite WhatsApp e Facebook

Alcune precisazioni in merito alla fotocamera attivata tramite app di terze parti. Tutti i dettagli emersi

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Da alcune ore a questa parte si parla molto del Samsung Galaxy S10 e di alcune limitazioni che sarebbero trapelate per tutti coloro che sono soliti scattare selfie tramite app di terze parti. Basti pensare all’abitudine che tutti abbiamo di avviare la fotocamera anteriore all’interno di applicazioni come WhatsApp, Facebook e Skype. In contesti simili, infatti, pare vengano imposti dei veri e propri ritagli al campo visivo, senza dare la possibilità agli utenti di raccogliere l’intero scenario alle proprie spalle.

Ritagli di cui ha parlato anche SamMobile in queste ore, menzionando anche il fatto che il limite in questione non sia mai stato trattato dall’azienda coreana durante la presentazione degli smartphone. Un modo per uniformare gli scatti che si possono immortalare con le varie applicazioni da parte di Google, che non poteva certo vedere il Samsung Galaxy S10 come eccezione.

Questione che, a quanto pare, non è stata affrontata nemmeno con il secondo aggiornamento ufficiale che in queste ore è stato messo a disposizione dei primi utenti che hanno deciso di acquistare un Samsung Galaxy S10 o un S10 Plus, trattato sulle nostre pagine di recente. Allo stato attuale dei fatti, non è detto che in futuro ci possa essere un intervento software da parte del produttore coreano in grado di mettere la parola fine a questa vicenda.

Tutto questo cosa comporta? Alcuni valori aggiunti del Samsung Galaxy S10 possono essere limitati dall’alto, in particolare da Google, almeno per quanto riguarda l’utilizzo delle app di terze parti. Per questo motivo, se da un lato al momento non ci sono i presupposti per aspettarsi aggiornamenti rivoluzionari in futuro, dall’altro resta vivo il consiglio di scattare selfie con il software originale della fotocamera, in dotazione con il top di gamma 2019. Anche voi avete notato questo “problema”? Fateci sapere commentando l’articolo qui di seguito.

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