Nintendo Switch avrà presto un successore? I piani della compagnia

Il ciclo vitale della console del colosso nipponico continua, ed è arrivato il momento di interrogarsi sul suo prossimo futuro

Si può dire che Nintendo Switch sia sostanzialmente nel centro della sua carriera. D’altronde di anni dal suo esordio ne sono ormai passati tre belli pieni (era il 2017), e il quarto è nel pieno del suo scorrimento. Un lasso di tempo durante il quale la console ibrida del colosso nipponico non ha lesinato su quantità e qualità. Diverse le prove muscolari che sono state sfoderate dall’hardware già in giovane età. L’esempio lampante arriva da due dei franchise iconici, vale a dire Super Mario e Zelda, protagonisti rispettivamente con Super Mario Odyssey e The Legend o f Zelda Breath of the Wild.

Di anni dinanzi Nintendo Switch ne ha indubbiamente ancora svariati, considerando la vita media di una console al giorno d’oggi. Ma c’è ovviamente chi, ai vertici della compagnia, pensa già al futuro. E quando gli ingranaggi cominciano a girare, la macchina è avviata.

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Nintendo Switch 2? Ci vuole ancora tempo

Difficile che si assista in tempi brevi al lancio di un successore di Nintendo Switch. È quanto emerge dalle parole di Shuntaro Furukawa, Representative Director e Presidente di Nintendo, che non ha lasciato spazio a dubbi. La vita della console ibrida (o anche solo portatile, nel caso del modello Lite) è destinata a essere estesa. Un rinnovato slancio quello di cui sta godendo proprio negli ultimi tempi, complice un affetto da parte della community che spinge ad allontanare qualsiasi idea di cambi all’orizzonte.

Vogliamo estendere il ciclo di vita di Nintendo Switch massimizzando al contempo tali vantaggi”: un virgolettato che è tutto un programma, e che non può che far gioire i possessori della console. Oltre chiaramente a risultare come una spinta propulsiva per le vendite dell’hardware, anche ad anni di distanza dalla sua effettiva uscita sul mercato.

I mesi di lockdown hanno visto una riduzione delle scorte in magazzino, ma il prossimo futuro non sarà da meno. Ai rivenditori toccherà attrezzarsi per riuscire a soddisfare un numero di richieste che parrebbe essere destinato a non diminuire.

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