Il ban Huawei ad una svolta: Play Store e servizi Google non più un miraggio?

Tempesta passata con la concessione di nuove licenze da parte del governo USA?

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Sul fronte ban Huawei da parte del governo USA giungono decisamente buone notizie in questo primo lunedì del mese di novembre. Dopo i primi segnali di apertura degli Stati Uniti nei confronti di quelle aziende americane che desiderano collaborare con il produttore cinese, sembrerebbe proprio che ci sia l’intenzione di conferire le licenze e i permessi giusti per riprendere vecchie partnership, almeno per alcuni attori del mercato.

Le nuove dichiarazioni più che possibiliste in questa direzione provengono dalla viva voce del segretario al commercio Wilbur Ross. L’esponente del governo USA ha chiarito come negli scorsi mesi siano giunte 130 richieste di permessi da parte di aziende statunitensi volte a mantenere rapporti commerciali proprio con il partner cinese. Ora il numero degli interessati allo stesso obiettivo è salito a 260. Gli interessi in ballo per tante piccole e grande realtà aziendali sarebbero così tanti da aver spinto proprio l’amministrazione di Trump a pensare di concedere i permessi “molto presto”.

Superata la grande tempesta del ban Huawei dunque, Ross ha confermato a Bloomberg che molte domande sono già in fase di revisione e per questo motivo le licenze saranno concesse presto, anche se non proprio a tutti. La domanda delle domande ora è: tra le aziende che potranno ricominciare a collaborare presto con il produttore cinese c’è anche Google? La concessione aprirebbe uno scenario completamente nuovo.

Come tutti ben sanno, il ban Huawei ha inciso e non poco sul lancio commerciale della nuova serie Huawei Mate 30, presentata senza Play Store e tutti i servizi Google (tra l’altro) pure solo in alcuni mercati. Se una nuova licenza venisse garantita a Big G proprio per collaborare con l’azienda cinese, le vendite di quest’ultima riceverebbero di certo un nuovo slancio. Sulla tortuosa vicenda si attendono dunque dettagli più precisi e puntuali, magari sempre dalla bocca di qualche esponente del governo USA.

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