Perché scoprire BoJack Horseman su Netflix: l’ultima stagione in streaming dal 25 ottobre

Tre buoni motivi per guardare BoJack Horseman su Netflix, arrivata alla sua sesta ed ultima stagione che debutta in streaming il 25 ottobre con la prima parte

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Dal 25 ottobre è disponibile la prima parte dell’ultima, attesissima stagione di BoJack Horseman su Netflix: la piattaforma streaming che gli ha dato i natali ben sei anni fa è la stessa che ha imposto la chiusura della saga animata del cavallo più amato (o odiato, dipende dai punti di vista) del mondo delle serie tv.

Quello che approda nel catalogo degli abbonati dal 25 ottobre è l’inizio della fine, per la rabbia di Aaron Paul: l’attore di Breaking Bad e El Camino, doppiatore di uno dei personaggi, ha contestato duramente la scelta di Netflix di non rinnovare ulteriormente la serie. La seconda parte della sesta stagione, che segnerà la sua conclusione, sarà disponibile su Netflix solo a partire da gennaio 2020.

In occasione dell’arrivo al capolinea delle tormentate avventure di BoJack, proviamo a individuare alcuni motivi per cui vale davvero la pena scoprire una delle serie più innovative, surreali e chiacchierate del panorama televisivo degli ultimi anni.

Empatia

Quante volte capita allo spettatore di sentirsi tanto vicino ai personaggi di una serie da provare una forte e sincera empatia nei loro confronti? Probabilmente in numerose occasioni, ma quello di BoJack è uno degli esempi più lampanti. Nonostante si tratti di un personaggio d’animazione, per di più un cavallo parlante dunque ben lontano dal concetto di verosimiglianza, la sua caratterizzazione risulta talmente convincente e adatta al contesto in cui si ritrova che perfino un cavallo dal manto bruno sembra più umano di tanti personaggi in carne ed ossa visti sul piccolo schermo. Il declino della popolarità che colpisce la star di una vecchia sit-com hollywoodiana, che tenta disperatamente di tornare alla ribalta nel mondo dello spettacolo, rende BoJack il classico personaggio che, nonostante i suoi vizi e i suoi innumerevoli difetti, riesce a conquistare immediatamente la simpatia e il cuore dello spettatore. I dubbi e le insicurezze causate dalle sue rocambolesche vicende, infatti, fanno dell’antropomorfo protagonista di questa serie animata un’entità in cui tutti possano rispecchiarsi e immedesimarsi con facilità ed è per questo che si finisce per fare più di una volta il tifo per lui, con la speranza di vedere BoJack riuscire a risollevare le sue sorti, anche nei casi in cui (forse) non se lo merita del tutto.

Personaggi

Parlare di BoJack Horseman senza menzionare tutti gli altri comprimari della serie non renderebbe giustizia a questo piccolo gioiello. Pertanto, più di una parola andrebbe spesa per Todd, Diane, Princess Caroline e Mr. Peanutbutter, gli altri protagonisti delle vicende raccontate dalla serie. BoJack non sarebbe lo stesso se non fosse legato a questi e ad altri strambi personaggi sempre pronti a coinvolgerlo in qualche assurda situazione. Il legame tra questi ultimi e il protagonista è infatti la colonna portante che sorregge l’intera serie, poiché è questo che mette BoJack a confronto con l’ambiente che lo circonda e, di conseguenza, lo spinge a confrontarsi con sé stesso. Il suo percorso di crescita passa attraverso le spassose quanto impensabili avventure del suo convivente Todd, sempre pronto a lanciarsi in qualche idea inverosimile partorita dalla sua mente folle (o forse visionaria?); dalle preoccupazioni e le paturnie della sua cara amica Diane, che tenta con tutta sé stessa di trovare il suo posto in un mondo che non sembra adatto a lei; dall’instancabile marcia verso il successo di Princess Caroline, donna in carriera che con le sue nove vite tenta di emergere nel difficile ruolo di agente dello spettacolo, senza farsi schiacciare dall’inarrestabile competitività della concorrenza e dalla speranza di riuscire a mantenere una vita privata che possa definirsi tale; e, infine, dall’incredibile entusiasmo del collega attore Mr. Peanutbutter, compagno di vita di Diane sempre pronto a trovare dei lati positivi in tutto ciò che lo circonda, il che lo porta ad essere amato da tutti ma inevitabilmente odiato da alcuni.

Hollywoo(d)

Tutto questo avviene nello sfarzoso mondo di una Hollywood contemporanea, riproposta con caratteristiche ad hoc per il bizzarro mondo di BoJack Horseman. Umani e animali antropomorfi popolano un tempio dello showbusiness così diverso ma al tempo stesso molto simile a quella che conosciamo o almeno a come lo possiamo immaginare. Tutto ciò che possiamo aspettarci dalla frenetica ed esigente vita del mondo dello spettacolo viene rappresentato attraverso attori e registi stravaganti, feste mondane e spericolate e situazioni al limite dell’assurdo. I protagonisti di Hollywoo(d) sanno certamente darsi alla pazza gioia e assecondare gli istinti più sfrenati, ma dovranno anche confrontarsi con le ansie, lo stress e i malumori che tutto questo inevitabilmente comporta. Il tutto in una serie che non è solo permeata da tristezza e commiserazione, tutt’altro: BoJack Horseman nasce come serie comedy, in cui gag ironiche fanno da apripista a momenti più toccanti e riflessivi che ne derivano.

Come forse sarà apparso chiaro, descrivere a parole BoJack Horseman non è affatto semplice. È arduo collocare in un genere o in una tipologia di prodotto una serie che fa dei suoi punti di forza scenette strampalate tipiche di un cartone animato per adulti e, al tempo stesso, momenti di seria introspezione e messaggi che portano lo spettatore a riflettere su se stesso e le proprie relazioni con gli altri. Ma è proprio questa caratteristica a rendere BoJack Horseman la serie di successo che è oggi e il motivo per cui, in vista della sua conclusione, vale la pena scoprirla se non l’aveste ancora fatto.

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