Il deathmatch muore in DOOM Eternal: id Software spiega il nuovo multiplayer

La nuova incarnazione della leggendaria saga sparacchina promette un comparto multigiocatore diverso dal solito. E con meccaniche che potrebbero fare felici tutti gli amati degli FPS

Gli amanti degli sparatutto in prima persona farebbero bene a tenere d’occhio DOOM Eternal, nuova incarnazione di una saga che non ha certo bisogno di presentazioni. In uscita il prossimo 22 novembre su PC, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e Google Stadia – il servizio per il gaming in streaming del colosso di Mountain View – il demoniaco FPS promette di essere ancora più indiavolato del suo predecessore, che nel 2014 ha segnato un vero e proprio reboot per il franchise di id Software e Bethesda Softworks. Il team di sviluppo ha intenzione di proseguire sulla stessa apprezzatissima strada, che ha saputo proporre ai videogiocatori moderni uno shooter frenetico e senza fronzoli, assolutamente legato alla sua gloriosa tradizione, senza però andare a snaturare l’esperienza originale.

Pare allora naturale che DOOM Eternal, date le premesse, possa andare ad imporsi a vertici delle migliori produzioni sparacchine dell’attuale generazione. Questo anche grazie ad alcune novità che vogliono dare “carattere” a quello che è già di per sé un brand incisivo e assolutamente noto. Novità che non andremo ad incontrare solo nella Campagna principale, ma anche nel comparto multiplayer, pronto a dire addio alla modalità deathmatch tradizionale. A spiegarcelo è nientemeno che il game director Marty Stratton, che ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine del portale GamesIndustry.

Doom Eternal - Deluxe - PlayStation 4
  • Disintegra intere armate di demoni, ognuno dotato di specifici...
  • Armature ed equipaggiamenti potenziati

A quanto pare, la scelta di eliminare il deathmatch dal multiplayer di DOOM Eternal deriva dalla volontà di offrire maggior coinvolgimento ai fan:

Quando si è l’uno contro l’altro, e tutto si affida al fatto di dover mirare e sparare, da un punto di vista del design, di conseguenza ci saranno sempre delle persone che mireranno e spareranno meglio delle altre, non c’è niente che si possa fare in merito. Questo rendeva l’esperienza di morte frustrante, perché se morivo significava che tu eri più forte di me. In questo gioco, invece, si può superare questa cosa con tantissime abilità, con il lavoro di squadra, con la strategia, in modo che anch’io possa avere una possibilità. Questo consente a questo gioco di avere una cosa che nel 2016 non avevamo: il meta.

Di fatto, il prossimo capitolo di DOOM farà affidamento per il comparto multigiocatore sul Battle Mode. Questo includerà sei mappe uniche e cinque demoni giocabili diversi. In seguito, gratuitamente, saranno integrati anche nuovi contenuti aggiuntivi.

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