Recensione Doom Trilogy, la storia degli sparatutto in un’imperdibile collection

Tre capitoli che hanno segnato il genere degli sparatutto in prima persona: un'occasione imperdibile per le nuove leve ma anche per chi ha avuto modo di gustarli a loro tempo

Correva l’anno 1993 quando Doom faceva la sua prima sontuosa apparizione sulla scena videoludica. Un’apparizione che da subito mise in chiaro che la produzione targata id Software non era di certo un pellegrino di passaggio, ma che sarebbe divenuta un vero e proprio punto di riferimento per l’intero genere di cui si faceva sostanzialmente portabandiera.

A distanza di ventisei anni da quel primo passo nel mondo dei videogiochi, possiamo tranquillamente dire che le premesse e le promesse siano state abbondantemente rispettate e che, almeno in piccolissima parte, tutti i prodotti videoludici che fondano il proprio gameplay sulle dinamiche sparatutto in prima persona debbano ringraziare la creatura di id Software.

E come fare per celebrare al meglio una carriera (ovviamente lungi dal concludersi) tanto scintillante quanto quella della serie Doom se non con una bella collection ad hoc che ne ripercorra i fasti degli esordi?

Ventisei anni e non sentirli

Chiaramente la prima cosa da fare quando si approccia alla Doom Trilogy è ovviamente quella di scendere a compromessi con determinati aspetti. Il titolo in questione è infatti una riproposizione sì migliorata, ma che fonda i propri pilastri sui primi tre capitoli originali. Non è un remake o una ricostruzione come avvenuto in altra istanza con i vari Crash Bandicoot Nsane Trilogy o Crash Team Racing. No. In questo caso il fascino pixelloso e poligonale dei capostipiti ritorna sullo schermo in tutta la sua spigolosità, sia grafica che di gameplay.

La storia di fondo è sempre la stessa: nei panni di un marine dell’UAC, l’Union Aerospace Corporation, bisognerà opporre strenua resistenza a tutte le aberrazioni che si pareranno sul nostro cammino, siano essi demoni o non morti. Per farlo si potrà fare affidamento chiaramente su un arsenale vasto e variegato, che metterà a disposizione dei giocatori sputafuoco dalla diversa potenza e dal diverso rateo di fuoco, utili a fronteggiare le diverse tipologie di minaccia che il gioco ci metterà davanti.

Restauro d’autore

Nulla di nuovo quindi sotto al sole per chi ha avuto modo di giocare già negli anni novanta i primi tre capitoli della serie Doom, mentre per tutti gli altri questa Doom Trilogy rappresenterà lo starting point ideale per poter apprezzare al meglio tutte le successive evoluzioni del franchise. La grafica poligonale con livelli ampiamente strutturati, attraversabili a velocità supersonica, rappresentarono per gli anni della prima pubblicazione una vera novità, e anche a distanza di oltre 26 anni riescono a mantenere inalterato il fascino che li ha fatti divenire delle pietre miliari per il media videoludico. Probabilmente risulterà difficile per le nuove leve interfacciarsi a meccaniche che potremmo definire senza dubbio grezze (nel caso il nemico sia su un piano rialzato bisognerà inquadrarlo orizzontalmente e attendere l’aggancio automatico, vista l’impossibilità di muovere verticalmente il mirino, ndr) ma che subito riescono a essere comprese e assimilate, appannaggio di una velocità di gioco che risulta fin da subito estremamente rapida.

Non mancano poi intriganti novità sul fronte contenutistico, vista la presenza nel primo capitolo di 9 livelli aggiuntivi, di venti livelli nel secondo episodio e di due espansioni nel terzo. Di carne al fuoco insomma non ne manca di certo.

A fare da corredo all’esperienza ludica offerta dalla Doom Trilogy troviamo poi una colonna sonora di altissimo profilo, che come sempre accompagna egregiamente gli elementi sullo schermo, donando profondità e ritmo a una produzione che non ha di certo lesinato sul mettere alla prova i riflessi dei giocatori.

Conclusioni

A chi è rivolta quindi la Doom Trilogy? Senza alcun dubbio a tutti gli appassionati di sparatutto in prima persona, siano essi stagionate cariatidi provenienti dagli anni novanta siano invece nuove leve di primo pelo. Conoscere la storia è indispensabile per poter apprezzare fino in fondo tutte le nuove tecnologie messe a disposizione dalle ultime generazioni di console, e ripercorrere quindi i primi storici tre passi della serie rappresenta un vero e proprio must per potersi definire Videogiocatori con la V maiuscola. Considerando poi il prezzo piccino a cui il tutto è proposto, non vediamo davvero motivi per cui ci si debba lasciar scappare una perla del genere.

Pro

– Il fascino inossidabile dei primi capitoli

– Ritmo sempre elevato

Contro

– Necessità di scendere a compromessi (grafici, perlopiù)

VOTO FINALE: 8.5/10

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