Vera la tassa sulla patente? Rincari sulle lezioni di guida per 150 euro

Purtroppo la nuova tassazione delle lezioni di guida è realtò, cosa cambia esattamente

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C’è chi l’ha già battezzata come la tassa sulla patente e purtroppo va confermata la veridicità di rincari appena entrati in vigore per tutti coloro che sono in prossimità di fare l’esame di guida. In effetti, l’operazione in se costerà non poco i, più, ossia fino ad una somma di 150 euro aggiuntivi rispetto al recente passato.

Perché si parla di tassa sulla patente e i rincari su quale aspetto dell’emissione del prezioso documento di guida vanno ad impattare? Ogni aspirante automobilista, come risaputo, deve affrontare un’esame teorico che consiste in quiz a risposta multipla e un secondo di tipo pratico alla guida di una macchina. Mentre per la prima fase non sono pochi coloro che decidono di studiare anche autonomamente, per i test su strada ci si affida (tranne qualche rara eccezione) ad una scuola guida appunto che ha a disposizione mezzi con doppi comandi e istruttori professionisti dedicati allo scopo. Ebbene, proprio sulle lezioni su strada degli appositi centri si concentreranno i rincari, perché le sessioni d’ora in poi (a differenza che in passato) saranno tassate.

Il cambiamento in atto con la tassa sulla patente, non certo positivo per gli aspiranti automobilisti, si concretizza a seguito della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Quest’ultima, lo scorso marzo, ha stabilito la revoca del regime di esenzione dell’IVA proprio per le lezioni di scuola guida. Di qui l’aumento in 150 euro subito messo in evidenza in questo articolo, seguendo le proiezioni degli stessi centri di formazioni chiamati a quantificare il ritocco dei loro listini per i neo-patentati.

La nuova misura colpirà di certo i futuri automobilisti ma anche le scuole guidq. Queste ultime verranno impattate dalla retroattività della decisione della Corte europea. A loro spetterà pagare la differenza della mancata IVA corrisposta per le guide dei loro studenti fino all’anno 2014. Su questo fronte, tuttavia, si aspetta un intervento del nuovo Governo per evitare l’aggravio fiscale.

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