Bufala e truffa dei reggiseni Adriana Ferrutti che non provocano il cancro al seno: tutti i chiarimenti

Disinformazione scientifica senza precedenti e un tentativo di raggiro nelle vendite online

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A più di qualche donna il marchio di reggiseni Adriana Ferrutti non risulterà nuovo: magari proprio in questi giorni (come accaduto anche a chi scrive) sarà capitato di ritrovarsi in bacheca Facebook un video promozionale relativo al prodotto. Un filmato che, almeno all’inizio sembra un reportage sulla pericolosità dei comuni reggiseni con ferretto che provocano il cancro sul seno e su una specifica ricerca scientifica condotta sulla questione. Tutto vero? Certo che no e in questo caso ci tocca esaminare due aspetti della vicenda: quello di bufala per le informazioni fornite e di truffa relativa proprio alla vendita del marchio.

Il sito internazionale Signal-Arnaques che sventa bufale, truffe e quant’altro di losco nella rete, ha una scheda dedicata proprio ai presunti rivoluzionari reggiseni Adriana Ferrutti. Si parte con lo smascheramento della bufala relativa proprio alla ricerca scientifica. Secondo quanto riportato nella clip molto condivisa su Facebook le dottoresse Denise Freedman e Abigail Wentworth avrebbero scoperto che i reggiseni con ferretto provocano il cancro al seno, senza alcun dubbio. Peccato che le due scienziate non esistano realmente e neanche ci sia uno studio reale sulla correlazione tra il particolare tipo di tumore e il particolare indumento indossato dalle donne.

Oltre alla bufala anche la truffa dei reggiseni Adriana Ferrutti e le due cose, naturalmente, sono fortemente concatenate. Sempre il video social afferma che contro il fantomatico rischio di contrarre un cancro al seno per il semplice fatto di indossare reggiseni con ferretti (questi ultimi tra l’altro continuano ad essere commercializzati per interesse dei soliti brand) c’è appunto la soluzione dei prodotti Ferrutti. Il collegamento ad uno store che vende proprio questi prodotti è praticamente automatico al termine della clip ma sempre il sito Signal Arnaques segnala la non ricezione della merce acquistata pure a caro prezzo. Gli stessi identici indumenti sono in realtà venduti sul noto sito Ali-Express ad 1 euro e non certo ai quasi 30 di quello che si definisce l’e-commerce ufficiale del brand.

Occhi aperti dunque: l’informazione scientifica che attesta il rischio del tumore al seno per chi indossa i reggiseni con ferretto è assolutamente falsa. Allo stesso tempo i prodotti venduti costano troppo e comunque, in molti casi, non vengono spediti.

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Commenti (7):
Pandella

Anch’io scopro,dopo una serie infinita di email, che sono stata raggirata.
Ho imparato a mie spese che gli acquisti su fb non sono, assolutamente, sicuri.
Anche i fallimenti sono utili per gli apprendimenti.

Pasc

In questi casi perche’ non viene impedita questa pubblicita’ dalla polizia postale o chi per loro? Come si fa a bannarla o a farsi rimborsare?

Margheritab

Anch’io ho ordinato due reggiseni invogliata dalla pubblicità su fb e, intendiamoci, io non acquisto quasi nulla sul web!!! Proprio adesso, tracciando il pacco, mi accorgo che proviene dalla China e…resto di stucco! A questo punto spero almeno che arrivino, per poter piangere con un occhio!!!
Mai più acquisti dal web senza aver fatto prima una ricerca accurata!
Grazie per le informazioni!
MargheritaB

GraziaL

Io purtroppo ci sono cascata. Non tanto nelle affermazioni circa il ferretto e il suo legame con il cancro, quanto per la vestibilità dell’indumento…. Oggi mi hanno avvisata che è stato spedito…. dalla Cina!!!!!!!!!!!!! Incrocio le dita?

marty.goodman

Ho notato che i frame con cui è stato montato il video fanno parte anche di altri spot promozionali in circolo su FB (ad esempio quelli relativi alla ricerca scientifica). Il prodotto, inoltre, non viene mai inquadrato in toto perché i testi si sovrappongono alle immagini in scorrimento. Infine la qualità dei frame in alcuni momenti è davvero scarsa. Viene facile pensare che siano frame raccolti qui e lì nel web e montati ad hoc per questo fantomatico ed inesistente Adriana Ferrutti “wonderbra”. Grazie per la segnalazione, Enza B.

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