American Crime Story 3 sull’affaire Clinton-Lewinsky nel 2020, polemiche per possibili influenze sulle elezioni Usa

La serie antologica prodotta da Ryan Murphy torna dopo un anno e mezzo con una terza stagione, una storia intrigante e un cast di prim'ordine

La notizia è che American Crime Story 3 arriverà su FX il 27 settembre 2020, ma le reazioni all’annuncio del network non sono state esattamente quelle che ci si sarebbe attesi. Impeachment: American Crime Story rievocherà gli eventi del Sexgate, lo scandalo causato dalla relazione fra Bill Clinton e Monica Lewinsky durante il secondo mandato del presidente democratico, e in tanti sui social si sono detti preoccupati per il suo possibile impatto sulle elezioni presidenziali del 2020.

John Landgraf, presidente di FX, ha immediatamente gettato acqua sul fuoco difendendo le scelte della rete. Noi guardiamo ad American Crime Story attraverso una lente revisionista, ha spiegato. Studiamo i momenti storici nei quali siano stati commessi dei reati e ne portiamo alla luce le sfaccettature e le complessità attraverso la scrittura e la caratterizzazione dei personaggi. Sono assolutamente orgoglioso di American Crime Story; questa storia ha tante sfumature di cui le persone non hanno ancora alcuna idea.

Gli eventi stampa organizzati per FX dalla Television Critics Association sono stati particolarmente spinosi per il presidente del network, il quale ha dovuto continuare a difendersi dalle critiche sulle tempistiche della serie. Molti, sia in sala che sui social, hanno sollevato il dubbio che la messa in onda della serie a settembre 2020 possa in qualche modo avvantaggiare la campagna elettorale del candidato repubblicano Donald Trump.

La risposta di Landgraf ha però lasciato scarsi margini di discussione. Non ha senso giudicare una serie prima di averla vista o senza sapere di cosa tratti. L’idea che non si possa avere l’arte, che non si possano avere delle sfumature, è tossica per il settore dei media. Io credo fortemente nell’arte che stiamo creando. Non penso che “Crime Story” deciderà le prossime elezioni presidenziali, è una cosa folle dal mio punto di vista. Voglio ribadire che continuerò a sostenere gli artisti e a creare cose meravigliose in momenti e luoghi in cui la gente le guarderà, ha commentato.

Perché dar spazio proprio ora alla vicenda dell’impeachment del Presidente Clinton, dunque? Perché la sceneggiatrice Sarah Burgess saprà raccontarla dal punto di vista di una donna giovane e femminista. Se ripensiamo alla maniera in cui la storia è stata raccontata a quei tempi, ci rendiamo conto che il modo in cui ne percepiamo molti aspetti, in particolare quelli legati alle donne, è stato trasformato dal periodo storico, dal movimento #MeToo, ha concluso.

La sceneggiatura elaborata da Sarah Burgess è ispirata al bestseller di Jeffrey Toobin A Vast Conspiracy: The Real Story of the Sex Scandal That Nearly Brought Down a President. I produttori esecutivi saranno Ryan Murphy, Monica Lewinsky, Nina Jacobson, Brad Simpson, Brad Falchuk, Larry Karaszewski, Scott Alexander, Alexis Martin Woodall, Sarah Paulson e Sarah Burgess.

Fra i primi interpreti confermati Sarah Paulson nei panni di Linda Tripp; Beanie Feldstein (vista in Lady Bird e Booksmart) nel ruolo di Monica Lewinsky e Annaleigh Ashford (già in American Crime Story 2 e Masters of Sex) in quello di Paula Jones.

La decisione di mettere l’affaire Clinton-Lewinsky e le sue conseguenze al centro di American Crime Story 3 è arrivata dopo la rinuncia al concept di Katrina: American Crime Story, per i quali erano già stati scelti Dennis Quaid (George W. Bush), Annette Bening (Kathleen BLanco) e Matthew Broderick (Michael D. Brown).

La produzione di Impeachment: American Crime Story inizierà a febbraio 2020 e il primo episodio andrà in onda il 27 settembre.

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