Come funziona il film interattivo di Black Mirror Bandersnatch, un’esperienza diversa per ogni spettatore

Ecco l'esperimento di Netflix con il film interattivo di Black Mirror Bandersnatch, che permette una visione unica per ciascuno spettatore

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Una sola storia ma più piste narrative per ciascuno spettatore: il film interattivo di Black Mirror Bandersnatch è uno degli esperimenti più coraggiosi realizzati da Netflix finora, un tentativo decisamente inedito in questa forma e per una produzione così imponente.

Per questo stand alone, episodio-evento autonomo rispetto alla quinta stagione attesa nel 2019, i creatori della serie distopica hanno optato per una scommessa rischiosa e coraggiosa: un film dalla struttura non lineare che utilizza il formato della narrazione ramificata, consentendo agli spettatori, attraverso il touch screen o il classico telecomando a seconda del dispositivo usato per la visione (non tutti consentono l’interattività), di stabilire la prosecuzione del film attraverso la libera scelta tra due opzioni che appaiono in determinati momenti e che permettono di decidere gli sviluppi successivi per creare la propria personale esperienza filmica che somiglia più a quella di un videogame che alla tradizionale fruizione di una pellicola.

Una funzionalità che dà la sensazione (o l’illusione) che sia lo spettatore, con le proprie scelte tra le opzioni possibili, ad avere il controllo sullo svolgimento della trama, imperniata su un giovanissimo nerd dal passato familiare traumatico che nel 1984 sviluppa un gioco per computer a partire da un romanzo d’avventura per bambini. La sfida di creare un gioco interattivo a partire da un libro permette di esplorare una serie di temi cari all’universo di Black Mirror e tutti legati al rapporto tra l’uomo e la tecnologia, ma soprattutto fa del film un meta-racconto, in cui al processo creativo del giovane Stefan fa eco anche quello dello spettatore che decide l’evoluzione della storia.

Come spiega The Hollywood Reporter, Bandersnatch prevede cinque diversi finali ai quali si arriva dopo le scelte binarie tra le opzioni previste lungo tutta la trama: si stima che gli spettatori abbiano bisogno tra i 40 e i 90 minuti per raggiungere almeno una delle conclusioni possibili, ma potrebbero essere necessarie fino a due ore e mezza per percorrere tutte le opzioni e riprodurre il film completamente. I vari percorsi narrativi possibili sono il risultato di diverse combinazioni che si generano dalle scelte interattive di chi guarda a partire da apparenti banalità come scegliere ciò che il protagonista mangerà per colazione o quale musica ascolterà, fino ad arrivare a decisioni comportamentali più complesse in uno script non tradizionale che consente milioni di permutazioni.

Il film interattivo di Black Mirror Bandersnatch pone dunque il pubblico più volte davanti ad un bivio, con una serie di porte scorrevoli attraversando le quali si decide la prosecuzione della storia, per un totale di 312 minuti di scene che mediamente diventano un’ora e mezza circa di racconto definito in base alle scelte di ciascuno. Scelte che ovviamente possono cambiare visionando il film più volte in modo da esplorare le numerose combinazioni possibili frutto dell’interazione con lo schermo (che avviene tramite un banner colorato che invita a selezionare l’opzione desiderata). Se si sceglie di riavviare il film da capo, infatti, si perdono tutte le scelte fatte precedentemente.

I creatori Jones e Brooker hanno dichiarato che non c’è un finale corretto tra i tanti possibili, ognuno è valido perché non esiste un percorso originale a fronte di altri derivati. E d’altronde quando gli spettatori raggiungono un finale, viene visualizzato l’avviso “Crediti finali”: a quel punto possono tornare indietro per cambiare alcune scelte cruciali o continuare con una nuova serie di scelte.

Certo, l’illusione del controllo sta tutta nel fatto che trattasi pur sempre di scelte tra opzioni limitate e tutte inserite coerentemente nell’ambito di un’unica storia dagli sviluppi diversi, ma questo rompicapo di fine anno è un’ambiziosa sfida di Netflix e dei creatori Charlie Brooker e Annabel Jones per stimolare lo spettatore a vivere un’esperienza immersiva che apre le porte a futuri progetti interattivi.

Commenti (2):
    Andrea

    L’idea stessa è molto diversa dalle parole, ma solo le parole aiutano a non dimenticarsene. Ricordando l’idea, inizi a gettare le basi per tradurre questa idea nella lingua del https://altadefinizione.page film, ma ciò non accade immediatamente, ma per molto tempo, quando devi passare attraverso le varie fasi della creazione di un film. Pertanto, devi sempre stare all’erta sull’idea originale.

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