Il video di Mio fratello di Biagio Antonacci con Beppe e Rosario Fiorello per una parabola del figliol prodigo 2.0

Il video di Mio fratello di Biagio Antonacci diretto da Gabriele Muccino, con protagonisti Beppe e Rosario Fiorello ma anche Mario Incudine e il suo "cuntu" siciliano

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Rosario e Beppe Fiorello sono protagonisti per la prima volta di un video musicale in Mio fratello di Biagio Antonacci, per la regia di Gabriele Muccino.

Il terzo singolo estratto dall’album Dediche e Manie di Antonacci è una ballata popolare che si avvale della partecipazione di Mario Incudine, musicista e interprete che porta avanti la tradizione del cunto siciliano: Mio fratello contiene infatti un’intera strofa cantata da Incudine a metà tra rap e “cuntu”, un esperimento voluto dal cantautore di Rozzano per arricchire il suo album di sonorità nuove ed originali.

Il testo del brano è quello che Biagio Antonacci ha definito una “nuova visione della parabola del figlio prodigo, una parabola 2.0, laica, moderna, contemporanea“, la storia di un uomo ambizioso e arido di sentimenti che abbandona la sua famiglia provocando un immenso dolore ai genitori e al fratello. Quando però torna a casa, ritrova quello stesso fratello pronto a perdonarlo e a sospendere ogni giudizio, perché come canta Incudine “tiri la pietra chi è senza peccato“.

Nella clip diretta da Muccino, che di drammi familiari al cinema ne ha diretti un bel po’ e porta qui la sua predilezione per i piani sequenza, l’altra guest star oltre a fratelli Fiorello è proprio Mario Incudine. Insieme ad Antonacci, i quattro protagonisti si ritrovano intorno ad un tavolo per mettere da parte ogni rancore e invocare una nuova vita, all’insegna del perdono, della salvezza e della speranza di non dover provare, come invoca il ritornello, “mai più dolor“.

Ecco il testo e il video ufficiale di Mio Fratello di Biagio Antonacci.

Mio fratello era forte ribelle e più bello di me
Avevamo una donna in comune e una macchina in tre
Mi faceva conoscere gente che poi malediva
Mi parlava di stati sovrani e di nuove famiglie
Mio fratello rubava le sedie per stare più su
Mi diceva che tanta fortuna sarebbe arrivata
In un piccolo pezzo di terra mio padre pregava
Lo guardava negli occhi e temeva di averlo capito
Salvo l’uomo che bussa alla mia porta
Salvo l’uomo che canta alla finestra
Salvo l’uomo che scrive
Salvo l’uomo che ride
Salvo l’uomo e sarà un giorno di festa
Mai più mai più mai più mai più dolor
Mio fratello un bel giorno è sparito
E non ha ringraziato
C’è mia madre che ancora lo aspetta per l’ora di cena
Lui non era cattivo ma aveva un destino scolpito
Non lo cerco perché se lo trovo lo ammazzo da me
Salvo l’uomo che bussa alla mia porta
Salvo l’uomo che canta alla finestra
Salvo l’uomo che scrive
Salvo l’uomo che ride
Salvo l’uomo e sarà un giorno di festa
Mai più mai più mai più mai più dolor
Tu ça talii a mia pensa a taliari a tia
Lassami campari nuddu mi po’ giudicari
Tu ça talii a mia pensa a taliari a tia
Lassami cantari chista è sulu na canzuni
Calatili tutti li occhi se vi truvati davanti a li specchi
Ca tuttu chiddu ca nun si pò ammucciari
Agghiorna come la luci do suli
Tira la petra cu è senza piccatu
Nun c’è cunnanna nun c’è cunnannatu
Haiu vistu lu munnu vutatu
La pecura zoppa assicuta lu lupu
Salvo l’uomo che bussa alla mia porta
Salvo l’uomo che canta alla finestra
Salvo l’uomo che scrive
Salvo l’uomo che ride
Salvo l’uomo e sarà un giorno di festa
Mai più mai più mai più mai più dolor
Mai più mai più mai più mai più dolor.

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