Telegram contro Apple “ladrona”: parte l’accusa per concorrenza sleale

Telegram ha denunciato Apple alla commissione Antitrust dell'Unione Europea per concorrenza sleale: ecco perché

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Ancora guai per Apple. Se solo poche ore fa è tornata alla ribalta l’annosa questione degli iPhone rallentati, ora è Telegram a scagliarsi contro il colosso di Cupertino. Il tutto per presunta concorrenza sleale, con la compagnia capitanata da Pavel Durov ad aver sporto denuncia direttamente all’ufficio di Margrethe Vestager, responsabile della commissione Antitrust dell’Unione Europea. Quella stessa Vestager che in anni recenti è salita alle cronache per aver inflitto multe salatissime ai giganti della tecnologia e della comunicazione online.

La denuncia di Telegram non arriva comunque inattesa. Mentre Tim Cook, Mark Zuckerberg, Sundar Pichai e Jeff Bezos venivano interrogati dal Congresso degli Stati Uniti per decretare se il potere di Apple, Facebook, Google e Amazon sia ormai troppo grande, la rivale di Whatsapp aveva infatti già pubblicato un post al vetriolo in cui andava a smentire punto per punto le sette motivazioni fornite dalla mela morsicata per giustificare le ingenti trattenute imposte agli sviluppatori sull’App Store, pari a ben il 30% sui ricavi e finalizzate a confezionare iPhone migliori. In particolare, a sentire Telegram, Apple avrebbe in realtà oltre 200 miliardi di dollari di liquidità che non sa come spendere, senza contare che i costi di manutenzione dell’App Store sono decisamente più bassi delle cifre trattenute da Cook e i suoi.

Non solo, allo stato attuale sarebbe praticamente impossibile per le aziende esterne realizzare un servizio globale evitando di fare parte dell’ecosistema Apple. Per avvalorare la sua accusa, Telegram cita un esempio assai esplicativo, riportato pure sulle pagine del Financial Times. Nel 2016 aveva provato a lanciare una sua piattaforma dedicata al gaming, con Apple ad averla avvisata di una violazione non ben specificata delle policy dell’App Store, con un rischio concreto di eliminazione dal negozio virtuale. Cosa che ha costretto a fermare l’intero progetto già avviato.

Insomma, Telegram chiede che sia data la possibilità agli utenti di installare app per iOS anche da fonti esterne e non solo su App Store, così da evitare le pesanti trattenute e le regole troppo spesso inutilmente stringenti.

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