Rimborso voli cancellati con voucher? Enac pronta a usare il pugno duro

Pronte sanzioni per le compagnie che stanno trattenendo i soldi dei consumatori erogando voucher per i voli cancellati

C’è preoccupazione, e tanta, per tutti i viaggiatori che proprio nei prossimi giorni avrebbero dovuto spostarsi sfruttando mezzi aerei. Non permettono di tirare sospiri di sollievo le notizie relative ai voli cancellati nell’ultimo periodo. Una situazione che continuerebbe anche successivamente alla pandemia da coronavirus, con i diversi vettori che starebbero adottando approcci diversi per quanto concerne i rimborsi.

Proprio negli ultimi giorni sarebbe stata riportate una pratica piuttosto comune che vedrebbe diversi operatori permettere di acquistare i biglietti per voli che sarebbero destinati a non decollare. Con il tutto che si risolverebbe in un rimborso comminato agli acquirenti sotto forma di voucher da utilizzare successivamente per un altro volo.

In sostanza un metodo probabilmente utile a fornire un’iniezione di liquidità immediata alle compagnie, che in questo modo avrebbero modo di respirare dopo le criticità degli ultimi mesi. Ma l’Enac è pronta a intraprendere la strada della severità.

Voli cancellati, l’Enac non ci sta: pronte sanzioni

L’autorità che regola il trasporto aereo civile è stata abbastanza chiara. I voli cancellati dopo il 3 giugno non sono giustificabili con la pandemia di Coronavirus. Con le frontiere aperte e gli spostamenti consentiti, il tutto sembra essere un mero pretesto per trattenere in cassa i soldi degli acquirenti, con gli operatori che hanno quindi la possibilità di “temporeggiare” per un anno dall’emissione del voucher.

E proprio l’Enac si è espressa in merito.“Sembrerebbe che alcune compagnie aeree continuino a cancellare voli adducendo come causale l’emergenza Covid-19 (fattispecie previste nell’art. 88 bis della L. 24 aprile 2020, n. 27), e riconoscendo ai passeggeri solo un voucher – hanno reso noto i vertici dell’autorità, che ha poi continuato – Dato che a partire dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale e nell’area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni dopo tale data sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’emergenza”.

Le compagnie sono quindi chiamate a rispettare le normative e a non trattenere in questo modo i soldi degli acquirenti. Un’azione, quella dell’Enac, che ha riscosso il favore del Codacons, che però non si accontenterà di certo di un ammonimento verbale. Dello stesso avviso l’associazione nazionale dei consumatori, che ha chiesto all’Ente l’erogazione della sanzione massima prevista in tempi più brevi possibili.

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