The Politician 2 su Netflix si disinteressa della politica (e di tutto il resto) ma si salva col duo Light-Midler (recensione)

Come nella prima stagione, anche nei nuovi episodi la politica è un puro espediente, ma Judith Light e Bette Midler salvano la baracca

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[Netflix]

Per i fan di Ryan Murphy avere troppo o troppo poco fa ormai parte del gioco, e le cose non cambiano neppure con The Politician 2, su Netflix dal 19 giugno. La nuova stagione della political dramedy creata, scritta e prodotta con Brad Falchuk e Ian Brennan prosegue infatti sulla falsariga della precedente, alle prese con l’ambizione di voler essere rilevante ma ritrovandosi invece persa fra molteplici spunti inconcludenti.

[Attenzione, spoiler!]

La seconda stagione di The Politician ammette di essere poco interessata alla politica in sé, ai suoi meccanismi e al degrado che ne fa un gioco d’azzardo tra megalomani – potenzialmente deciso da una partita a morra cinese –, per concepirla piuttosto come strumento di analisi dell’identità del protagonista. Esattamente come nella prima stagione, anche in The Politician 2 Payton (Ben Platt) è corroso dai dilemmi interiori fra la necessità di agire eticamente e il desiderio di far tutto ciò che serve per raggiungere i suoi scopi politici.

Ed esattamente come nella prima stagione il punto di arrivo del suo viaggio è pressoché identico a quello di partenza. Né gli scambi d’opinioni con la madre né i numerosi ostacoli di una campagna elettorale incentrata su scandali e ricatti riescono ad aiutarlo a definire dei valori ai quali aggrapparsi, e così lo si vede oscillare fra sprazzi di umanità vuota e più frequenti attacchi di cinismo politico. Non che Payton sia l’unico Hobart confuso, comunque.

Anche la madre Georgina, in The Politician 2 più ridicolmente esasperata che mai, promette tutto e il contrario di tutto nelle campagne elettorali a governatrice della California e poi presidente degli Stati Uniti. Dalla prospettiva di una secessione della California dal resto del paese alle relazioni libere e libertine, dalla noia per la politica alle perle di saggezza d’ispirazione orientale, la Georgina di Gwyneth Paltrow emerge come una figura satirica scombinata, con richiami alle uscite folli di Trump e all’approccio new age dei più disparati guru dei nostri tempi.

Il clima febbrile, esasperato, quasi isterico di The Politician 2 su Netflix contamina anche gli spunti più ambiziosi della serie, tutti egualmente promettenti ma trattati senza particolare riguardo. C’è il percorso di emancipazione di Alice (Julia Schlaepfer) dai sogni di Payton, ad esempio, o lo spaesamento di Astrid (Lucy Boynton) da cui emergono nuove certezze sul suo rapporto con i genitori. Ci sono le tante istanze ambientali promosse da un’Infinity Jackson (Zoey Deutch) più energica che mai, all’attacco delle malsane abitudini consumistiche contemporanee in stile Greta Thunberg. C’è la rivendicazione dei desideri e della sensualità delle donne di mezza età e oltre, a dispetto di ogni limite perbenista imposto dalla società.

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Ciascuno di questi temi ha il potenziale di elevare la serie a qualcosa in più di un batti e ribatti di scorrettezze e tiri mancini – soprattutto grazie a un cast davvero inclusivo, come di consueto nelle serie prodotte da Ryan Murphy –, ma si riduce invece a un vago spunto che, al più, può spingere lo spettatore a documentarsi in autonomia in un secondo momento. Perché la maggior parte delle domande rimane senza risposta.

A dispetto del suo frenetico e inconcludente vagare da un obiettivo all’altro, The Politician 2 resta comunque un passatempo piacevole, al pari o forse più della prima stagione. Il merito va al cast della serie, e soprattutto al duo Judith Light-Bette Midler, che in Dede Standish e Hadassah Gold riversa decenni di gloria passata e una verve comica perfetta per due personaggi così chiaramente Murph-eschi.

Queste due donne giocano magistralmente con la soap, il camp, il melodramma, la comicità a tratti demenziale che così spesso si percepiscono in qualsiasi serie di Murphy che non sia American Crime Story o Pose. E chissà che non sia questo, il punto. Che per godersi davvero una sua serie non basti tener presente che difficilmente potrà raggiungere il favore universale di Pose, Il Caso O.J. Simpson e L’Assassinio di Gianni Versace, prodotte da Murphy ma scritte da altri.

Gli episodi di The Politician 2 sono disponibili in streaming su Netflix.

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