Subito app Immuni in 6 regioni: ultima parte di codice pubblicata su GitHub

Lancio finale ad un passo per un numero maggiore di cittadini italiani

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L’app Immuni è davvero ad un passo e sarà disponibile fin da subito per un numero più consistente di cittadini italiani, non più in sole tre regioni come previsto in un primo momento ma in sei. Chiaro segnale che il download dello strumento di tracciamento sia dietro l’angolo è anche la pubblicazione dell’ultima parte di codice dello stesso su GitHub. Tutti ora possono conoscere, in ogni suo aspetto, proprio il funzionamento del tool di Bending Spoons tanto chiacchierato nelle ultime settimane.

Lo scorso 25 maggio, come già raccontato, buona parte del codice sorgente dell’app Immuni è stato pubblicato. Nelle scorse ora è toccato ancora al codice back-end di Immuni, ossia a quella parte dell’app più importante che riguarda sia l’elaborazione che la trasmissione dei dati generati sui potenziali contagi. Insomma, ad ora, ogni dettaglio dello strumento di monitoraggio è disponibile e pure analizzabile, proprio come aveva promesso il ministero dell’Innovazione.

Oltre alle novità di carattere tecnico, va anche riferito qualche nuovo dettaglio sui tempi per l’imminente download dell’app Immuni. Intanto va detto che se, in un primo momento, sembrava dato per cero il via alla sperimentazione dello strumento di monitoraggio in sole tre regioni d’Italia nei primi di giorni di giugno, ora la platea di cittadini interessati è aumentata e non di poco. Ai primi territori individuati nella Liguria, Abruzzo e Puglia se ne dovrebbero aggiungere altri, fin da subito e fino al numero di 6 regioni. In particolare però non tutti sembrano interessati alla sperimentazione, anzi trovare candidati disponibili a questa fase sembra essere un’operazione abbastanza ardua. In particolar modo, nelle ultime ore, anche il Friuli Venezia Giulia ha fatto sapere di non essere affatto disponibile in questo primo momento. Il governatore Massimiliano Fedriga ha affermato che lo strumento di monitoraggio non fornirà (a suo avviso) le informazioni necessarie per fronteggiare l’epidemia Covid-19 ancora in corso e per questo non sarà adottato. Chissà se dopo il suo diniego ce ne saranno pure altri.

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