Un’Altra Estate per Diodato, il singolo inedito che racconta la normalità sospesa dal Coronavirus

Il vincitore di Sanremo 2020 torna in radio con Un'Altra Estate, scritto durante il lockdown

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Ph: Mattia Zoppellaro

Venerdì 22 maggio esce Un’Altra Estate, il nuovo singolo di Diodato. Il brao inedito sarà disponibile in radio e in digital download, dopo il successo di Fai Rumore, brano vincitore del Festival di Sanremo 2020.

Un’Altra Estate è stato scritto da Diodato durante il lockdown quando ha sentito l’esigenza di dare vita a qualcosa di nuovo occupando il suo tempo con la musica e con le emozioni che ne scaturiscono.

Diodato allora scrive un inedito che racconta una normalità sospesa e una quotidianità cambiata, con lo sguardo di chi si affaccia al mondo dalla finestra di casa, scrutando ciò che accade fuori da un punto di vista nuovo, quello di chi osserva da dentro.

Una delle cose ad avermi impressionato e incuriosito di più in questo periodo di lockdown è stato ciò che mostrava la mia finestra. Costretto a rimanere in casa, ho lasciato vagare lo sguardo sul paesaggio cittadino che quello spiraglio dipingeva. Ho visto gli ultimi giorni d’inverno raccontare già la primavera che sarebbe arrivata, mentre nei nostri cuori rimaneva un freddo doloroso, un gelo che ancora ora fatica a sciogliersi”, racconta Diodato.

Antonio poi aggiunge qualche riflessione sulla natura, che con l’assenza dell’uomo è riuscita a riconquistare i suoi spazi e i suoi profumi mostrandosi in splendida forma.

L’arrivo della primavera e la finestra aperta su un inedito profumo del mare, che ha avuto la sensazione di sentire a Milano, dal sapore di libertà.

La natura andava avanti, nonostante la nostra assenza e proprio grazie ad essa riconquistava i suoi spazi, i suoi profumi. Una primavera potente e insieme immobile sembrava volerci incoraggiare, quasi stuzzicare in modo crudele o forse solo indicarci la via per tornare con una consapevolezza diversa. Ho aperto la mia finestra a Milano e ho sentito il profumo del mare. Sono gli scherzi che fa il desiderio di tornare a vivere. Arrivare su una spiaggia e ritrovarsi davanti quella distesa misteriosa e potente, densa terra di confine che ti insegna a respirare e a confrontarti con la libertà. Nei miei occhi chiusi, ho mosso i primi passi verso di lei, fino ad arrivare pian piano a farmi avvolgere dal suo infinito abbraccio. Ho scaldato il mio corpo con movimenti lenti ma sempre più costanti, puntando all’orizzonte, perché in fondo io, a quell’orizzonte, ci credo ancora”, conclude.

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