Spadafora Ministro dello Sport che non crede nella ripresa dello Sport

Il compito di chi governa è durissimo. Ma stupisce che sia proprio il Ministro dello Sport Spadafora il principale “oppositore” alla ripresa del Campionato di Serie A al tempo del Coronavirus

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Vincenzo Spadafora Ministro dello Sport

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ipotizza la ripresa degli allenamenti il 18 maggio e pochi minuti dopo il suo Ministro dello Sport Spadafora comincia a smontare ogni road map per la ripresa dell’attività.

Governo nazionale, Lega e FIGC avanzano proposte e programmi, il Ministro Spadafora continua – a reti unificate – a dire no! Anzi suggerisce al governo del calcio di pensare o alla prossima stagione come già accaduto in Olanda e Francia arrendendosi al  Coronavirus.

La Fase 2 sarà ancora più complicata da gestire della Fase 1, per tutti compreso il ministro Spadafora. In qualche misura è molto più semplice chiudere tutto piuttosto che gestire il ritorno alla normalità tenendo conto della priorità di tutela della salute.

La salute personale e collettiva rappresenta il bene primario specialmente per chi ne ha la responsabilità ai più alti livelli. Al tempo stesso però chi , come il Ministro Spadafora, governa ha anche il dovere d’incoraggiare la ripresa senza stroncare ogni tentativo sul nascere a prescindere. 

Giusto riflettere, approfondire, valutare minuziosamente; sbagliato suggerire di deporre le armi proprio da parte di chi come il Ministro dello Sport Spadafora dovrebbe esser in prima linea per guidare la ripresa.

Il calcio e lo sport hanno un valore simbolico, sociale ed economico enorme nel nostro paese. Un patrimonio collettivo che riguarda circa un milione di lavoratori e decine di milioni di praticanti ed appassionati. Il compito del Ministro dello Sport dovrebbe esser quello di far di tutto per giocare la partita e non far di tutto, al contrario, per non scendere in campo.

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