Grey’s Anatomy 16×08, il 350° episodio è ancora capace di emozionare, tra Derek e Cristina, solo con l’effetto amarcord

Il 350° episodio della serie cita Cristina, Derek e tanti ricordi del passato puntando sull'effetto amarcord: la recensione di Grey's Anatomy 16x08

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L’episodio di Grey’s Anatomy 16×08, My Shot, ha risolto la vicenda giudiziaria di Meredith Grey con la decisione di una giuria di medici sul futuro della protagonista. Il giudizio sulla licenza medica della Grey ha occupato l’intero episodio, il 350° della storia del medical drama di Shonda Rhimes, che ha dimostrato come la serie sia ancora capace di emozionare gli spettatori, ma soprattutto (per non dire soltanto) quando punta tutto sul suo passato.

L’intero episodio ruota intorno all’udienza da cui dovrà emergere la sentenza sulla riabilitazione della Grey allo svolgimento della professione medica, dopo che ha truffato un’assicurazione per garantire un’operazione chirurgica ad una bambina indigente.

Grey’s Anatomy 16×08 è un episodio corale, tutti sono chiamati a testimoniare, ma non tutti sono d’aiuto: molte delle persone coinvolte non possono mentire sulle responsabilità della Grey e finiscono per metterla in cattiva luce, descrivendone le capacità ma anche l’innata riluttanza a rispettare le regole. Si scopre che è stato Schmitt a riferire alla Bailey che Meredith ha sostituito il nome di sua figlia Ellis a quello della sua paziente per ottenere la copertura finanziaria dell’operazione, che è stato Richard a fare entrare nel programma di specializzazione dietro raccomandazione quella che considera sua figlia, mentre la Bailey non rinuncia ad infierire sulla donna che più volte l’ha delusa infrangendo le regole.

Ad aggravare la situazione c’è il primo riferimento al passato di Grey’s Anatomy e della protagonista che irrompe sulla scena: uno dei medici giudicanti è il dottore che si rifiutò di fare una TAC a Derek poco prima che morisse, un esame diagnostico che gli avrebbe salvato la vita. E via con i primi flashback sul povero Shepherd sul letto di morte, sul momento in cui Meredith riceve proprio da quel medico i moduli per la dichiarazione del decesso, su quel lutto mai completamente superato. Lo scontro tra i due scatenato dalla rabbia di Meredith di essere giudicata da un uomo che nemmeno si ricorda di lei e del dolore che le ha inferto porta al primo colpo di scena dell’episodio, la crisi neurologica dell’uomo che finirà per morire in ospedale sotto i ferri di Koracik.

Ma Grey’s Anatomy 16×08 è anche un continuo ricorso allo storico della serie ed è lì che trova la sua chiave narrativa più potente, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico: diversi flashback riportano alla memoria quante volte sia stata infranta la legge in ospedale, per coprire i colleghi o riparare ai loro danni, ma è nel finale con l’arrivo di un campione nutrito di pazienti della Grey di fronte alla giuria che si tocca il climax emozionale. C’è la prima paziente di Meredith, che l’ha fatta impazzire nel suo primo giorno di tirocinio, ci sono altri uomini e donne che devono la vita al suo intuito fuori dal comune, c’è la piccola protagonista del caso. E non è finita: una lettera di Cristina Yang dalla Svizzera tesse le lodi della brillante Meredith, perché “lei è il sole ed è inarrestabile“, mentre risuonano le note di una cover del brano che avevano ballato insieme prima di salutarsi, Where Does The Good Go di Tegan And Sara. E ci sono le lettere di Calliope Torres, Arizona Robbins, April Kepner, perfino Addison Montgomery.

Alla fine anche la Bailey deve arrendersi all’idea che non cambierà mai la natura spericolata di Meredith, donna capace di infilarsi in un camion ribaltato per salvare un paziente o pararsi di fronte ad un uomo armato di pistola per salvare altre persone o ancora di infilare una mano su un ordigno nel corpo di una paziente. Il suo confronto con Richard, pur nell’incomprensione della sua propensione a coprire sempre Meredith, finisce per convincerla a stare dalla parte della “famiglia”, quella che inevitabilmente si è creata dopo anni di lavoro gomito a gomito nelle emergenze. E sarebbe stato un confronto migliore e più credibile se solo Webber avesse messo anche la Bailey di fronte alle sue mancanze, come quando ha somministrato un virus dell’HIV depotenziato ad un piccolo paziente conto il volere dei genitori rischiando una denuncia o in numerose altre occasioni in cui lei stessa ha agito ai limiti della legalità.

L’episodio dall’esito scontato (la Grey conserva la sua licenza di operare) è di grande impatto per gli spettatori storici di Grey’s Anatomy, perché tiene insieme, pur con qualche mancanza come appena dimostrato, vicende che si sono dipanate in oltre quindici anni di storia della serie. E viene davvero da chiedersi se ormai Grey’s Anatomy viva di rendita, se sia capace di commuovere solo facendo leva sul suo passato, perché eliminando le variabili amarcord da quest’episodio resta davvero poco. Sono i riferimenti a Cristina, a Callie e Arizona, a Addison, al defunto Derek ad alzare l’asticella delle emozioni e a fare di questo episodio uno dei migliori della stagione.

Non è certo una novità. Negli ultimi anni gli episodi più toccanti di Grey’s Anatomy hanno tutti un velo di nostalgia e il numero 350 della sua storia non poteva fare eccezione. Difficile pensare che sarebbe stato lo stesso senza un bacino tale di citazioni e ricordi, che ancora oggi rappresentano il motivo per cui in tanti continuano a guardare questo medical drama trasformatosi in soap ospedaliera, ma ancora capace, quando vuole, di commuovere.

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