Eminem è stato interrogato dai Servizi Segreti per il testo di Framed e per un freestyle contro Donald Trump

Durante l'interrogatorio il Real Slim Shady e gli agenti hanno rappato insieme

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Un’inchiesta riaperta da BuzzFeed ha confermato che il rapper Eminem è stato interrogato dai Servizi Segreti a seguito di due episodi: il primo riguarda il testo di Framed, brano contenuto nell’album Revival (2017) e il secondo si riferisce a un freestyle che Marshall Mathers improvvisò durante i BET Hip Hop Awards sempre nel 2017, nel quale attaccava ferocemente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Per comprendere al meglio la vicenda, però, è d’uopo fare un passo indietro. Nel 2018 Eminem lanciò il disco Kamikaze e al suo interno era contenuta la traccia The Ringer nella quale rappava:

Cause Agent Orange just sent the Secret Service to meet in person to see if I really think of hurtin’ him, or ask if I’m linked to terrorists. I said: “Only when it comes to ink and lyricists”

Perché l’Agente Arancione (Donald Trump, ndr) mi ha mandato i Servizi Segreti per vedere se veramente penso di ferirlo, o per chiedermi se ho contatti con i terroristi. Ho risposto: “Solo quando si tratta di scrivere e comporre testi”.

Da quel momento il team di BuzzFeed aveva cominciato ad interessarsi al caso ed era emerso che nel 2018 un “cittadino preoccupato” – poi scopertosi essere un redattore del TMZ – aveva contattato i Servizi Segreti per segnalare che nel testo di Framed erano presenti parole minacciose nei confronti di Ivanka Trump, figlia del presidente. Il testo del brano dice: “Che ca**o ci fa Ivanka Trump nel baule della mia auto?”. In quel tempo BuzzFeed aveva tentato di ricevere informazioni dai Servizi Segreti, ma questi si erano rifiutati e di confermare e di smentire la notizia.

Per bypassare il problema, dunque, nel 2018 la redazione si era avvalsa del Freedom Of Information Act e la risposta è arrivata negli ultimi giorni: Eminem è stato interrogato dai Servizi Segreti, dunque nel testo di The Ringer diceva il vero.

I documenti parlano di “parole inappropriate” verso Donald Trump e “parole minacciose” verso la figlia Ivanka nel testo di Framed, una tesi rafforzata anche alla luce di alcune dichiarazioni che Eminem aveva rilasciato durante un’intervista a Vulture nel 2017 proprio sul presidente americano: Donald Trump mi fa ribollire il sangue.

Il 20 dicembre 2017, dunque, gli agenti contattarono Eminem attraverso i suoi avvocati. L’interrogatorio con i Servizi Segreti si tenne il 16 gennaio 2018 alla presenza dei legali del rapper. Dal rapporto ricevuto da BuzzFeed emerge che gli agenti contestavano anche un freestyle registrato da Marshall Mathers durante i BET Hip Hop Awards del 2017, quando Eminem improvvisò delle rime oltremodo vivaci all’indirizzo del presidente Donald Trump.

Oltre al freestyle, come già detto, si contestavano i contenuti di Framed e Like Home, altra traccia presente in Revival in duetto con Alicia Keys. Nel rapporto è scritto, addirittura, che mentre gli agenti leggevano ad alta voce i testi presi in esame, Eminem aveva iniziato a rappare insieme ai presenti. Una volta terminato l’interrogatorio, tuttavia, l’indagine si fermò.

Eminem è stato interrogato dai Servizi Segreti, dunque, ma gli agenti non sono andati oltre: dopo una riunione tenutasi due giorni dopo, gli agenti avevano scritto: “Si è stabilito che questo caso non verrà consegnato al procuratore federale”.

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