My Name Is Michael Holbrook spiegato da Mika: “È il modo di far pace con la parte della mia identità che avevo rifiutato” (video)

My Name Is Michael Holbrook è un "reset", la possibilità di far pace con una parte di sé

21
CONDIVISIONI

Mika rilascia l’album My Name Is Michael Holbrook, un progetto al quale ha voluto affidare il suo nome di battesimo e il suo cognome. L’artista, che da 4 anni non rilasciava nuova musica, spiega l’esigenza di impiegare il suo nome reale al fine di riunire le sue molteplici personalità in una unica.

L’idea era quella di inserire le sue diverse parti in un unico progetto al fine di riunirle tutte sotto il nome di Michael Holbrook, un nome che in realtà non ha mai usato e che legge solo sui documenti ufficiali.

“La vita personale si è allontanata dalla persona che sta scrivendo e che sta cantando”, racconta Mika che motiva i 4 anni di lavorazione spiegando: “Ci voleva tempo per fare un album in cui mi sentivo una persona unica, non diviso in tre o quattro”.

Quel nome scelto da suo padre, quel nome che ad un’ora dalla nascita già non esisteva più, cambiato da sua madre in “Mika” ora torna nella sua vita all’interno di un disco che rappresenta una grande crescita artistica e personale. L’odio nei confronti del suo nome reale è da attribuirsi all’associazione di quel nome formale a documenti burocratici e multe ma c’è molto, molto altro: quel nome è il nome di suo padre.

Mika racconta il periodo in cui ha odiato chiamarsi come il papà perché “forse sono successe tante cose che mi hanno allontanato da lui e quindi My Name Is Michael Holbrook è un reset personale, una provocazione a se stesso per liberarsi di questa distanza che aveva posto tra sé e suo padre, tra sé e quel nome in comune; è il modo per fare pace con una parte della sua identità che aveva rifiutato.

A fare da apripista all’album My Name Is Michael Holbrook sono state la hit estiva Ice Cream, e i brani Tiny Love, Sanremo, Dear Jealousy e Tomorrow. Nel disco ci sono Paloma, dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente, la ballata Ready To Call This Love in duetto con Jack Savoretti, l’intimissima Blue, e poi Cry, Platform Ballerinas, I Went To Hell Lastnight e Stay High. Tutte le canzoni sono state scritte da Mika in collaborazione con David Sneddon, Amy Wadge, George Moore, Dan Black, Paul Fyfe Dickson, Dave Gibson, Mark Crew, Dan Priddy, Jodi Marr.

L’album è frutto di due anni di scrittura tra Miami, Londra e l’Italia. Mika è particolarmente legato al nostro Paese: se nella campagna toscana ha composto parte di My Name Is Michael Holbrook sulle spiagge della Liguria ha invece trascorso le sue vacanze con la famiglia, da ragazzo. Le ricorda raccontando il brano Sanremo, che nulla ha a che fare con il celebre Festival dedicato alla musica italiana.

Mika racconta Sanremo, l’idea del video ispirato all’omosessualità negli anni 50 e le sue vacanze in Italia:

Mika sarà in tour in Italia in autunno ed in inverno. Le date:
24 novembre Torino, Pala Alpitour
26 novembre Ancona, PalaPrometeo
27 novembre Roma, Palazzo dello Sport
29 novembre Casalecchio Di Reno (Bo), Unipol Arena
30 novembre Montichiari (Bs), PalaGeorge
2 dicembre Livorno, Modigliani Forum
3 dicembre Assago (Mi), Mediolanum Forum
1 febbraio Padova, Kioene Arena
2 febbraio Bolzano, PalaOnda
5 febbraio Napoli, Teatro PalaPartenope
7 febbraio Bari, Palaflorio
8 febbraio Reggio Calabria, Palacalafiore

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.