Tentativi di truffa a nome di Vodafone anche ad agosto, come riconoscere i falsi operatori

Le occasioni di raggiro non vanno in vacanza, i clienti dell'operatore sono tenuti a prestare attenzione

16
CONDIVISIONI

Ci risiamo. Ad inizio agosto come a giugno e anche a luglio registriamo tentativi di truffa a nome di Vodafone ma con i quali lo storico operatore rosso del nostro paese non ha proprio nulla a che fare. Sfruttando la riconoscibilità del brand, non sono pochi coloro che cercano di irretire dei clienti del vettore e non certo per avvantaggiare questi ultimi.

Nel mese di giugno, sulle pagine di OM, sono già stati presentati alcuni tentativi di truffa a nome di Vodafone appunto. In quel caso, come oggi, più di qualche utente era stato raggiunto da chi si presentava come operatore dell’azienda (via WhatsApp), con la proposta di un passaggio ad una nuova tariffa, almeno sulla carta più conveniente. Nulla di vero naturalmente.

Anche oggi, registriamo dal profilo Twitter dell’operatore dei nuovi tentativi di truffa a nome di Vodafone e pure da un numero ben preciso 014760786. La tariffa proposta dal finto interlocutore è decisamente ghiotta, ossia di 6,99 euro mensili ma la procedura per ottenerla alquanto anomala. Di qui dunque la necessità di mantenere alta l’attenzione.

Sulla vicenda è intervenuta la stessa Vodafone con un suo tweet ufficiale, consigliando al suo cliente di fare estrema attenzione e dunque di non dare peso alla proposta ricevuta. In questo caso ma pure in molti altri non sono i reali operatori a chiamare. Il campanello di allarme, molte volte, deve essere rappresentato dalla richiesta di documenti e di dati personali che Vodafone stessa non ha motivo di chiedere ad un suo già cliente di cui possiede tutta l’anagrafica e pure altre informazioni. Pure senza senso è il tentativo di contatto via WhatsApp o altro canale non ufficiale. Meglio dunque non dare peso a queste comunicazioni e semmai sincerarsi della loro veridicità solo tramite il 190.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.