Aladdin, Will Smith è un Genio della lampada con poca verve, aiutato da grandi effetti speciali (recensione).

Tanta magia nelle notti d’Oriente targate Disney con un pizzico di Bollywood e una spolverata di Prince of Persia.

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La versione live action della storia di Aladdin, remake in carne ed ossa del film di animazione del 1992 è in linea con la sequenza dei nuovi film Disney (uno degli ultimi in ordine di apparizione è stato Dumbo).

Aladdin è un film godibilissimo per tutta la famiglia. Grazie ad un sapiente utilizzo degli effetti speciali, nel film non manca la magia, ma non è tutt’oro quel che luccica, persino nella caverna delle meraviglie.

La storia in breve

Aladdin è un giovane ladruncolo, che ruba per necessità. Si innamora della bella principessa Jasmine, ma solo un principe può sposarla. Quando Aladdin trova nella caverna la lampada magica non ha dubbi sul primo dei tre desideri da esprimere al Genio: “Voglio diventare un principe”. Ad opporsi all’unione tra i due giovani ci sarà Jafar, il Consigliere fidato del Sultano con ambizioni malvagie…

Il Genio della lampada

La presentazione del Genio è spumeggiante come l’esordio in pista di The Mask. Tutto merito di uno degli attori più apprezzati e pagati di Hollywood? Non esattamente.

Will Smith è perfettamente a suo agio nei panni del Genio della lampada e a pensarci,  non potremmo immaginare  nome più adatto ad interpretare la parte. La figura dell’omone blu nella versione diretta dal regista Guy Ritchie è più umanizzata e molto meno briosa e simpatica dal Genio disegnato nel ’92. Per gli italiani il successo del personaggio, nella versione animata, era dovuto anche alla voce di Gigi Proietti che in questo film 2019 si presta invece a doppiare il vecchio Sultano interpretato da Navid Negahban.

Il principe di Bel-Air in versione azzurra arriverà solo dopo ben 45 minuti di lungometraggio e tutto sommato nella marginalità che riveste in questa nuova versione il suo personaggio, troverà anche il tempo per distrarsi, innamorarsi e soffrire per amore di Dalia, l’ancella della bella principessa Jasmine, interpretata da Naomi Scott che ruberà il pane per i bambini affamati ad inizio film e canterà una nuova canzone pop  “Speechless” sul tema del girl power.

Curiosità

Anche questa canzone, nella versione italiana è cantata da un’altra Naomi. Classe 1992, esattamente l’anno di uscita del cartone animato Aladdin, Naomi Rivieccio è una cantante napoletana diplomata al Conservatorio di Salerno, solista nella nuova Orchestra Scarlatti di Napoli e finalista alla dodicesima edizione di X Factor. Le sue canzoni sono le più riuscite all’interno del film.

Potere alle donne

Jasmine vuol convincere il padre e il suo entourage di essere più che in grado di governare il regno da sola. Non serve per forza un marito per gestire il potere.

In queste ore il dibattito sul film si sta soffermando molto sulla figura femminile della protagonista e ci si chiede se Jasmine possa rappresentare un assist sul trema dei diritti civili e politici da parte degli autori della Disney. Forse questa lettura è un po’ forzata, ma il dibattito è aperto.

Il Cast

Il protagonista, Aladdin, è poi ben interpretato da Mena Massoud e il suo personaggio in questo film si rivela un buon ladro, un grande ballerino e soprattutto un esperto di parkour, tanto che le prime scene del film ricordano molto un altro film della Walt Disney tratto a sua volta da un videogioco di successo e ambientato sempre tra i vicoli di una città antica orientale, “Prince of Persia”.

Le movenze del ladruncolo che scappa da morte certa tra palazzi, lanciandosi nel vuoto, flessibile come una fionda, ricordano davvero tanto le scene di Jake Gyllenhaal nei panni del principe Dastan.

Marwan Kenzari  interpreta invece Jafar, più che antieroe si tratta di un coprotagonista per tempo  di presenza sulla scena e per frasi salienti come “Se rubi una mela sei solo un ladro, se rubi un regno sei uno statista”. Una frase dal profondo significato politico che non ci aspetta facilmente in un film per famiglie.

In sintesi

I più piccoli, non resteranno comunque delusi. I balli all’interno del palazzo sono coloratissimi, pieni di musica e vitalità e riproposti esattamente come nelle commedie indiane girate a Bollywood. Non manca neanche il corteggiamento danzate tra Aladdin e Jasmine, mentre gli effetti speciali sono davvero ben fatti.

Il giro sul tappeto volante sulle note di “Il mondo è mio” è in grado di far emozionare e l’inseguimento finale è degno dei migliori lavori della Disney. Ora attendiamo i live action di Mulan e chissà, forse un giorno, anche quello di Robin Hood!

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