La classe operaia in televisione, i personaggi delle serie tv che conoscono bene il duro lavoro

Che primo maggio sarebbe senza una menzione d'onore a quegli uomini e a quelle donne che, proprio come noi, si rimboccano le maniche giorno dopo giorno?

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Potremmo pensare a una lista infinita di rampolli dell’alta società e vecchi magnati del petrolio, giovani privilegiati e adolescenti viziati vittime della ricchezza e di genitori assenti, ma non è questo il giorno. Per la Festa dei lavoratori vogliamo parlare di famiglie e personaggi delle serie tv recenti costretti a una quotidianità diversa, fatta di sacrifici e duro lavoro. Un po’ più simile alla vita reale, insomma.

Penelope Alvarez (Giorno per giorno)

Single, clinicamente depressa, affetta da disturbo da stress post-traumatico, eppure una roccia per la sua intera famiglia. È Penelope Alvarez (Justina Machado), la protagonista di Giorno per giorno, una tra le serie tv recenti più amate e nonostante ciò clamorosamente cancellata da Netflix. Questa sitcom racconta le piccole e grandi gioie e difficoltà di una nonna, una mamma e due figli di origine cubana e residenti a Los Angeles.

Penelope è una veterana di guerra tornata alla vita civile e costretta ad affrontare l’infinita gamma di esperienze che la vita da madre single e lavoratrice comporta. Il suo è un personaggio imperfetto ma ricco di sfumature, lacerato fra i desideri e le paure personali – il bisogno di amare di nuovo dopo la separazione dal primo marito, la voglia di coronare il sogno di diventare medico – e le responsabilità verso gli altri – proteggere e prendersi cura dei figli adolescenti, tenere a bada l’esuberanza della madre, essere una buona spalla per il suo datore di lavoro.

Marisol, Rosie, Carmen, Zoila (Devious maids)

Diciamo la verità, non abbiamo mai visto faticare davvero le Devious maids. Di Marisol, Rosie, Carmen e Zoila abbiamo sempre osservato un lato civettuolo e cameratesco, fatto di piccoli drammi tra amiche, segreti da mantenere, pettegolezzi sui datori di lavoro, flirt piccanti e relazioni alquanto volatili. Eppure questa è stata una delle prime serie tv recenti (e non telenovelas) a dare tanto spazio a personaggi e attrici di origine latinoamericana.

Il cast principale, composto da Ana Ortiz (Marisol), Dania Ramirez (Rosie), Roselyn Sanchez (Carmen) e Judy Reyes (Zoila), ha portato sugli schermi le figure vivaci, gentili, talvolta frivole ma in sostanza buone e dedite al lavoro, di quattro domestiche costrette dalle ristrettezze economiche a mettersi al servizio dei bisogni e dei capricci di famiglie ricche e privilegiate.

Fiona Gallagher (Shameless)

Fiona, interpretata da Emmi Rossum, è la più grande dei fratelli Gallagher, di cui è costretta a prendersi cura in seguito all’abbandono della madre. La sua è il classico esempio di famiglia disfunzionale, con un padre incapace di comportarsi da tale, costanti problemi di alcolismo, abuso di droga, costretta a sopportare tutto il peso di quel senso di alienazione che è ormai nel DNA della società americana.

Nonostante tutto Fiona rimane la spina dorsale della famiglia, capace di affrontare ogni sfida senza tirarsi indietro. Lavora duramente e accetta anche gli impieghi peggiori, perché non dimentica mai che lo scopo ultimo del suo sacrificio è favorire il sostentamento della famiglia. E in fondo a tutto questo, trova comunque dentro di sé la determinazione necessaria per prendersi cura dei propri sogni, sporcarsi le mani e, infine, spiccare il volo.

Greg Serrano (Crazy ex-girlfriend)

Le serie tv recenti abbondano di titoli un po’ fuori dagli schemi. Crazy ex-girlfriend non fa eccezione e si presenta al pubblico con l’espressione allucinata di una Rebecca Bunch ciondolante su un pretzel gigante.

In base a questo sembra difficile immaginare che uno dei suoi protagonisti possa essere un ottimo esempio di uomo realistico e dedito al lavoro, eppure Greg Serrano è proprio questo. Tra le pieghe delle sue insicurezze e del perenne sarcasmo brandito come una spada a difesa di sé stesso si nasconde un giovanotto serio, pulito, che accetta gli oneri della vita e adempie ai propri doveri.

Greg vive in casa col padre malato, più per senso di responsabilità che per una reale necessità economica, e per stargli accanto rinuncia a lungo al sogno di frequentare l’università Emory, accontentandosi di un lavoro da barista all’Home base di West Covina. Certo, dietro tanto altruismo si nascondono anche uno strisciante senso di inadeguatezza e una buona dose di paura, ma è innegabile che Greg Serrano conosca il valore del lavoro e il senso di abnegazione.

Homer Simpson (I Simpson)

No, non ci siamo sbagliati, abbiamo davvero inserito Homer Simpson in una lista di lavoratori veri. Perché sì, conosciamo tutti la pigrizia e i mille altri difetti di quest’uomo che accompagna i nostri pomeriggi da tanti anni, ma non possiamo dimenticare una cosa. Cioè che in più di un’occasione il nostro Homer ha dimostrato di possedere una tra le qualità più richieste dai datori di lavoro di questi tempi: l’attitudine al problem solving.

Pensiamo ai casi in cui salva – in maniera del tutto casuale, ammettiamolo – la città di Springfield dalla catastrofe nucleare alla centrale, oppure quando mette in salvo i compagni di una spedizione della NASA (dopo aver mandato all’aria l’esperimento).

Che dire poi di quando riesce a creare una coltura ibrida fra pomodoro e tabacco con giusto un pizzico di plutonio o quando il suo alter ego Mister X vince il Pulitzer per l’inchiesta sugli intrallazzi tra il signor Burns e il sindaco Quimby? Insomma, un uomo pieno di risorse.

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