Fatti Sentire Ancora di Laura Pausini è la consapevolezza che resiste, la recensione

Tra una ballad e un brano pop, la cantante de "La Solitudine" cerca forme nuove ma non perde il suo smalto da portavoce dell'amore e della sua rivalsa

431
CONDIVISIONI

Una finestra socchiusa su una distesa verde, all’esterno, illuminata dal sole di un mattino di primavera, è il dipinto che “Fatti Sentire Ancora” di Laura Pausini compone nell’immaginario di chi ascolta. La ragazzina che cantava La solitudine è cresciuta, è donna, si è fatta strada e non si ferma. Il disco si affaccia al pubblico dopo un periodo di travaglio artistico, quello che capita a chi fa musica da tantissimi anni, quello della paura di diluire fin troppo il lavoro, di non essere più sinceri. Laura Pausini, però, è una cantante che non cede al silenzio: per lavorare su questo nuovo album ha cercato il supporto di più produttori, tra i quali non manca il suo chitarrista e compagno di vita Paolo Carta.

Il risultato è nelle quindici tracce ben assortite, una in più rispetto all’album “Fatti Sentire”. “Fatti Sentire Ancora” di Laura Pausini, infatti, è un’edizione speciale con una traccia in più rispetto al disco uscito nei primi mesi del 2018, e la novità è nel duetto con Biagio Antonacci per Il coraggio di andare. La cantante di Faenza offre sempre una voce, una valvola di sfogo per chi ascolta le sue canzoni e si ritrova, miracolosamente, capito e meno solo. Cuori infranti e anime salve, spiriti liberi e sorrisi felici trovano in Laura Pausini una rappresentante, una voce comune che crea un territorio alla portata di tutti, presso il quale accomodarsi e lasciarsi trasportare.

Ballad e movimento si alternano in tutto l’album e la vera sorpresa è Nuevo, la seconda traccia, prodotta da Ettore Grenci, lo stesso che ha firmato Despacito di Luis Fonsi, capace di mettere il reggaeton nelle stesse mani che impugnavano il microfono per Resta in ascoltoIncancellabileStrani amori, offrendo al disco quel tocco estivo e festoso che si fa sentire anche con E.STA.A.TE, da ascoltare a occhi chiusi spalancando le braccia al mondo sotto una pioggia estiva. «Dipende tutto da noi, dai nostri limiti», recita il testo nel gioco di parole, con il nome di una stagione che diventa un monito motivazionale (E sta a te): «Ed è già estate, la voglia di notti infinite sta a te», in un accorato invito ad abbattere ogni muro e lasciarsi andare alla vita.

Fantastico (Fai quel che sei) è il brano in cui Laura Pausini parla col cuore e riprende, in parte, i concetti che aveva espresso in E.STA.A.TE: «Fai quello che sei, fallo con orgoglio, e dove stai andando arriverai» su un arrangiamento sostenuto e movimentato, pop e dance.

Il difficile e toccante tema della fine di una relazione, però, non può mancare in un album di Laura Pausini. Arriva a gran voce nel coro che si alza per Frasi e metà. La canzone è un brano perfetto per la dimensione live da cantare a squarciagola quando arriva il ritornello: «Sarà che hai preso tutto e l’hai buttato via, qualsiasi cosa fu, qualunque cosa sia». Celebrativa e potente, Laura Pausini intona il suo canto di rivalsa d’amore, il suo inno alla forza d’animo difficile da trovare quando si esce dalla vita di qualcuno.

L’ultima cosa che ti devo, meno potente e più riflessiva, resta sullo strazio degli innamorati che si lasciano con frasi lapidarie: «Il silenzio che mi dai mi fa decidere: non ho bisogno di te». Il caso è chiuso, già dal titolo, suggerisce un forte messaggio che suggella un addio tra due persone che si sono amate tanto in passato, ma che non hanno più nulla da dirsi. Ciò che in “Fatti Sentire Ancora” di Laura Pausini davvero funziona, come in tutti i suoi concerti e come ricorda il suo repertorio, sono le ballad. Non è un caso se Non è detto è stata scelta come opening, alla quale seguiranno La soluzioneLe due finestre. Pianoforte, chitarre acustiche, archi e un sound che ha reso la musica italiana una realtà impossibile da imitare caratterizzano i tre brani, firmati dal produttore Dado Parisini che ha lavorato anche con Umberto Tozzi, Nek e Paolo Vallesi.

Dado Parisini ritorna a collaborare con la cantante dopo “La mia risposta” (1998) e “Tra te e il mare” (2000), ma “Fatti Sentire Ancora” di Laura Pausini è anche il frutto della collaborazione con il produttore Rik Simpson, lo stesso che ha lavorato con i Coldplay, con i Portishead, con i Black Rebel Motorcycle Club e anche con PJ Harvey. Simpson firma la produzione di Un progetto di vita in comuneIl caso è chiuso, brani dall’arrangiamento quasi etereo: l’impronta è apparantemente soft, ma ciò che li accomuna è un’appuntita tensione che ben conosciamo in buona parte delle produzioni britanniche contemporanee. Se Un progetto di vita in comune è un brano fondamentalmente pop con timidi approcci di tastiera e synth, Il caso è chiuso è un crescendo di inquietudine, un’angoscia fatta di occhi lucidi e pugni chiusi.

Tre canzoni, tuttavia, si distinguono come realtà quasi eterogenee al disco, o piuttosto come oasi, stazioni di sosta che in “Fatti Sentire Ancora” di Laura Pausini sono necessarie a seguito della sinusoide emozionale che unisce tra loro le tracce. Tra le ballad come Le due finestre, le canzoni d’amore perduto come L’ultima cosa che ti devo e brani dalla forte carica come E.STA.A.TE troviamo, silenziosamente, No river is wilderZona d’ombraFrancesca (piccola aliena)No river is wilder è un brano acido travestito da ballad. Lo dicono i suoni: batteria e voce hanno una forte saturazione e rendono la canzone oltremodo fuori dagli schemi presenti nel disco. Pop e altamente trascinante, anche orecchiabile, No river is wilder si chiude con un rintocco di pianoforte riprodotto al contrario, in reverse, lasciando una sorta di concetto in sospeso per lasciare spazio alla traccia successiva, L’ultima cosa che ti devo.

Zona d’ombra, quasi quanto No river is wilder, è una contemporaneità forse nuova per Laura Pausini, che sceglie un riff di batteria r’n’b e una distorsione alla voce che si sdoppia in due ottave nel ritornello in perfetta stereofonia. Suoni e rumori in riverbero colorano l’arrangiamento, con un synth in lontananza che scimmiotta la musica house degli anni ’90. Ciò che Zona d’ombra racconta è quel punto cieco che tormenta chi non ha fiducia in se stesso, chi non ha autostima e chi vorrebbe solo restare nel proprio mondo per nascondersi.

Francesca (piccola aliena), infine, è un canto accompagnato da un semplice pianoforte al quale, da metà brano, si unisce una sessione d’archi. È il brano più intimista del disco, dedicato alla nipotina scomparsa durante la Pasqua del 2017 a seguito di una sindrome da delezione 1p36, un’anomalia cromosomica. Laura Pausini canta con voce sottile, come se volesse intonare una ninna nanna e non svegliare l’angelo, la piccola aliena alla quale ha dedicato il brano.

“Fatti Sentire Ancora” di Laura Pausini nasce come riedizione di “Fatti Sentire”, uscito anche nella versione in lingua spagnola “Hazte Sentir” e vincitore della categoria Best Traditional Pop Vocal Album dei Latin Grammy Awards. L’edizione speciale includeva, oltre al featuring con Biagio Antonacci, anche un libro di 100 pagine scritto interamente da Laura Pausini e contenente alcuni suoi pensieri. In più la special edition includeva un DVD del concerto che l’artista aveva tenuto al Circo Massimo nel luglio 2018.

“Fatti Sentire Ancora” di Laura Pausini, il terzo album più venduto in Italia nel 2018, è la conferma della forza del disco originale, dalle tante dimensioni convergenti, però, nella passione di una cantante instancabile e preziosa per il panorama musicale italiano: dal pop alla ballad, dalla dance al reggaeton, la cantante sa dare una voce a ogni stato d’animo che sia vicino all’amore, circondandosi di ottimi produttori e autori che diano il maggiore risalto a ogni sua nuova opera.

Lascia un commento: