Recensione Sniper Ghost Warrior 3: La dura vita del cecchino – PS4, Xbox One, PC

Avrete la pazienza e il sangue freddo per portare a termine tutte le missioni senza farvi scoprire?

7
CONDIVISIONI

Giunto alla sua terza iterazione, Sniper Ghost Warrior 3 era atteso dai puristi degli shooter più atipici: tutti coloro che tendono ad evitare di seguire il filone mainstream dettato dai vari Battlefield 1 e Call of Duty Infinite Warfare riponevano infatti molte speranze nel titolo sviluppato dai ragazzi di CI Games, le cui dinamiche si discostano sostanzialmente dai canoni classici dello sparatutto duro e puro grazie ad alcune feature proprie dei cecchini che consentono di dar vita a situazioni tattiche decisamente atipiche per il genere, ma comunque interessanti.

Nei panni di Jon North i giocatori avranno un duplice compito all’interno di Sniper Ghost Warrior 3, rispettivamente quello di destabilizzare il regime separatista che imperversa in Georgia, set in cui si svilupperà l’azione di gioco, e ritrovare il proprio fratello Robert, rapito nel corso della prima operazione mostrata dai CI Games nel loro titolo, e che sembrerebbe essere stato avvistato dai servizi di intelligence proprio nel luogo in cui il protagonista della vicenda è stato inviato per porre rimedio a suon di piombo alle problematiche venutesi a creare.

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Un plot narrativo che ovviamentenon sorprende per brillantezza, certo, ma che consente di lanciarsi subito nell’azione di gioco senza soluzione di continuità, con una mappa decisamente ampia che permetterà ai giocatori di alternare le canoniche missioni principali, utili a proseguire nell’avventura confezionata dagli sviluppatori, alle interessanti subquest, sparpagliate un po’ ovunque e raggiungibili grazie agli indicatori che le localizzano all’interno del mondo di gioco: ognuna delle diverse missioni consentirà agli utenti di accumulare punti esperienza, che varieranno a seconda dello stile di gioco adottato, della precisione nell’esecuzione e garantiranno l’accesso a numerosi oggetti utili al crafting per migliorare il proprio armamentario all’interno base operativa che fungerà da hub, e da cui si potranno gestire le operazioni di Sniper Ghost Warrior 3.

Un esercito di un solo uomo

Sotto il profilo meramente tattico, varie saranno le opzioni disponibili per i giocatori, con tre diversi stili di combattimento, da potenziare sfruttando appositi punti, che garantiranno determinati benefit sotto il profilo dell’approccio alla battaglia: punto cardine intorno a cui ruota l’intera esperienza ludica di Sniper Ghost Warrior 3 sono ovviamente le abilità da cecchino, con gli utenti che potranno contare su un drone che consentirà di mappare l’area d’interesse, segnalando i nemici e rendendone quindi la localizzazione, una volta posto l’occhio dietro al mirino, molto più semplice. Bisognerà ovviamente, in questo caso, tenere sempre in considerazione numerosi fattori, dalla resistenza del silenziatore (che andrà riparato dopo un uso prolungato) alla forza del vento, passando per il respiro del proprio alter ego digitale (che come sempre destabilizzerà il fucile, facendolo oscillare, ndr) finendo per la disposizione dei soldati nemici sul campo di battaglia per evitare di allertare i commilitoni nelle vicinanze: un compito che richiederà quindi attenzione e soprattutto la calma che si confà ai tiratori scelti, che sanno attendere il momento giusto per un unico, preciso headshot. Ovviamente non mancherà la possibilità, come in ogni buon sparatutto, di lanciarsi a testa bassa nel conflitto, spianando il proprio fucile e falciando avversari a profusione: ovviamente Sniper Ghost Warrior 3 sotto questo profilo non brilla, dal momento che basteranno pochi colpi per finire al tappeto, e sebbene la sagacia tattica delle truppe nemiche non sia delle migliori il numero esiguo di colpi a propria disposizione consiglia un approccio più prudente, che può arrivare dall’azione stealth fatto di infiltrazioni silenziose e corpo a corpo per mettere fuori gioco gli antagonisti nella maniera più rapida e senza far troppo rumore.

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Un colpo a segno, uno a vuoto

Un titolo che riesce a divertire Sniper Ghost Warrior 3, nonostante non manchi qualche piccola magagna: sotto il profilo del gameplay bisogna purtroppo segnalare una sostanziale piattezza delle missioni che, sebbene cambino nella forma, si rivelano essere ben presto un more of the same, e il tutto non beneficia di animazioni scriptate nelle sequenze di headshot perfetto, dove il foro d’entrata del proiettile non corrisponde quasi mai a quello d’impatto reale, un aspetto che avrebbe meritato maggiore cura anche per gratificare, sotto il profilo visivo, la cura certosina dei giocatori più pazienti e che sanno cogliere l’attimo giusto per premere il grilletto.

Sebbene poi il titolo scimmiotti in maniera più o meno palese un altra serie FPS Open World del calibro di Far Cry, è fuori discussione che l’eccessiva meccanicità del recupero oggetti tenda a tediare l’utente medio, che ben presto potrebbe stancarsi di andare a reperire consumabili utili per un crafting che, sostanzialmente, aggiunge ben poco pepe alla minestra di Sniper Ghost Warrior 3.

Sotto il profilo tecnico, il gioco si dimostra un filino altalenante: se alcuni scorci si rivelano decisamente suggestivi, per merito anche e soprattutto del CryEngine, dall’altro bisogna segnalare alcune texture decisamente grezze (basti dare uno sguardo ai ciuffi d’erba che risultano piatti, se visti da una determinata angolazione, ndr) che unitamente ad alcuni cali di framerate nelle situazioni più concitate potrebbero minare, seppur in parte, l’esperienza ludica.

Conclusioni

Un titolo che mostra alcuni aspetti decisamente positivi, questo Sniper Ghost Warrior 3, sebbene una maggiore attenzione e cura di alcuni aspetti avrebbe permesso a CI Games di sfornare un degno concorrente, seppur outsider, per i vari Battlefield 1 e Call of Duty Infinite Warfare: gli spunti per un sequel migliore ci sono, staremo a vedere se e come verranno raccolti dagli sviluppatori i feedback ricevuti.

Pro

  • Tatticamente interessante
  • Pochi fronzoli e subito nel vivo dell’azione

Contro

  • Script alla lunga fastidiosi negli headshot
  • “More of the same” nel gampelay
  • Qualche magagna tecnica di troppo

VOTO FINALE: 6.5/10

 

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