Da Gomorra a Game of Thrones, perché è sbagliato parlare di “sindromi” e promozione di violenza

Secondo uno studio di un'università americana, serie tv come Gomorra sono responsabili degli episodi di violenza adolescenziale. Siamo sicuri sia così?

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Ci risiamo. Tra le piaghe di questo terzo millennio ci sono quegli pseudo studi scientifico-psicologici che, periodicamente, tentano di demonizzare uno o più media addossandogli la colpa per la tendenza alla violenza dei ragazzini d’oggi. Nel mirino dell’ennesima ricerca sono finiti non più i soliti videogiochi, bensì le serie tv, e in particolare Gomorra, House of Cards e Game of Thrones.

Il Fatto Quotidiano riporta che uno studio della Drexel University College of Medicine di Philadelphia, il cui oggetto di analisi era il comportamento dell’amigdala – ovvero la centrale emotiva del cervello umano – quando sottoposta all’esposizione reiterata di immagini di violenza, somministrata sotto forma di film, tv, videogiochi e quant’altro.

Il risultato sarebbe la cosiddetta ‘Sindrome da Gomorra’, un disturbo molto simile al Disturbo Post Traumatico da Stress, quello, per intenderci, che colpisce i soldati di ritorno dalle missioni di guerra. Lo psichiatra Michele Cucchi, sempre secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, ha sostenuto che “osservare troppo spesso situazioni relazionali di aggressività interpersonale, favorisce soprattutto negli adolescenti episodi e modalità aggressive in un follow up di tre anni“.

La tesi è stata confermata anche dalla Brigham Young University, che addirittura vorrebbe spiegare comportamenti aggressivi, bullismo e omicidi e suicidi (!) con la visione di serie tv contenenti scene violente.

Non sono nessuno, io, per confutare questi studi, sia chiaro. Non ho prove scientifiche, perché non sono una psicologa o un medico. Sono solo una persona cresciuta con quelli che a quanto pare sono i peggiori demoni per la psiche dei giovani, le serie tv e i videogiochi, e udite udite non sono una pregiudicata. La mia fedina penale è ancora pulitissima, non sono mai stata una bulla e non ho mai tentato di togliermi la vita. E state certi che, se anche avessi provato a farlo, sarebbe stato per ben altri motivi, non certo perché ispirata dalla televisione.

Parlare di me non vuol dire parlare di tutta l’umanità, certo. Non posso prendermi da sola come esempio universale. Certo è che penso, immagino, spero, che la maggior parte di chi sta leggendo abbia avuto un’esperienza simile alla mia. Che sia cresciuto in tutta tranquillità senza rimanere traumatizzato dalla televisione. Che abbia guardato Grey’s Anatomy da quando aveva dieci anni e non sia diventato ninfomane, o che abbia iniziato la visione di Lost alle scuole elementari o medie e che sia ancora qui per ricordarne la bellezza nel complesso, e non le scene violente. Che, soprattutto, si renda conto insieme a me che una discussione su quanto pericolose siano le serie tv sia utile come tentare di friggere l’aria.

L’educazione dei ragazzini, come succede da quando l’umanità esiste, sta alla famiglia. È compito dei genitori, dei tutori o di chi per loro far capire ad una mente che è ancora tabula rasa cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Oltre al fatto che far vedere Gomorra, House of Cards (le cui tematiche sono complicate per gli adulti, figuriamoci per i bambini) e Game of Thrones a dei ragazzini è una scelta e non un obbligo, bisognerebbe spiegare loro che si tratta di finzione, che non sono comportamenti adatti alla realtà. Oppure, banalmente, bisognerebbe dimostrarglielo vivendo una vita tranquilla e senza scene di violenza interne alla famiglia, che non facciano intendere in alcun modo che il mondo televisivo e violento possa in qualche modo essere assimilabile a quello reale. Lasciare dei ragazzini davanti alla televisione a guardare i ‘prodotti violenti’ quali Gomorra e compagnia bella da soli è una scelta, ma a questo punto la colpa è di chi prende questa decisione, non del prodotto in sé.

Il discorso sembra ancora più assurdo quando si pensa alle serie tv (o a tutti questi prodotti mediali demonizzati da questi studi) come ad un coltello. Il coltello, nella vita quotidiana, ha uno scopo: tagliare il cibo. Il genitore spiega al bambino che il coltello si usa per quello, e fino ad una certa età non glielo fa usare, poi lo usa insieme a lui, poi, quando il ragazzino è pronto e capisce che il coltello non va usato per altri scopi, glielo fa usare da solo. Mettere un coltello in mano ad un bambino che non sa cosa farne è pericoloso, certo, ma non si può certo colpevolizzare l’oggetto per questo.

Voi cosa ne pensate? Serie tv come Gomorra, House of Cards e Game of Thrones possono davvero intaccare negativamente la psiche dei ragazzini che le guardano?

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