Optima incontra Patrizio Rispo per festeggiare vent’anni di “Un posto al sole”

Negli studi di OptiMagazine il popolare attore napoletano, che nella soap interpreta il portiere Raffaele Giordano. “Ormai sono schizofrenico, un po’ Patrizio, un po’ Raffaele”. C’è spazio anche per la politica: e Rispo, attivista dei Cinque Stelle, dice la sua sulle prossime elezioni per il sindaco di Napoli.

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Ma è Patrizio Rispo o Raffaele Giordano? Forse nemmeno Rispo, che si accompagna da tanti anni al suo alter ego, il portiere del palazzo Palladini di Un posto al sole, sa rispondere a questa domanda. “La mia ormai è una vita parallela – scherza, ma non troppo, il popolare attore napoletano –, io non faccio più Raffaele, sono sanamente schizofrenico. Non convivo più con il mio personaggio, io sono il frutto di due personaggi: il primo ero io, Patrizio, prima di fare Un posto al sole, l’altro è Raffaele”.

E non potrebbe essere altrimenti dopo due decenni esatti di Un posto al sole, la soap opera nata nel 1996 e giunta a festeggiare una storia ventennale. Un successo legato alla natura assai particolare di questa soap, che nel tempo si è trasformata in un vero e proprio real drama. “Partimmo da un format anglosassone – ricorda Patrizio Rispo – ma poi, anche grazie al sostegno della Rai, siamo stati capaci di reinventarlo, trasformandolo in qualcosa che in Italia non si era mai visto. E alla fine la protagonista è diventata Napoli”.

Sfogliare vent’anni di Un posto al sole significa vedersi passare davanti agli occhi la storia recente di Napoli, con le trasformazioni e gli avvenimenti della città raccontati con la precisione di una cronaca, giusto un po’ romanzata: “Sì, abbiamo scelto temi che toccano la storia di Napoli e, chiaramente, l’interesse personale degli spettatori. Abbiamo parlato di omosessualità e, giustamente, di violenza. Che noi raccontiamo sempre mandando un segnale positivo, anche perché – aggiunge Patrizio Rispo – sappiamo che uno dei nostri pubblici più affezionati sono i carcerati. E allora con le nostre storie cerchiamo di metterli davanti a uno specchio per aiutarli a riflettere sulle conseguenze delle loro azioni. E alla fine, ne ridicolizziamo anche gli atteggiamenti”.

Nonostante la sovrapposizione con il personaggio Raffaele, nel curriculum di Patrizio Rispo c’è molto altro: gli inizi nel cabaret con Francesco Paolantoni e Mario Porfito, il teatro accanto a primattori come Vittorio Caprioli e Valeria Moriconi. E il cinema, da Ricomincio da tre con Troisi ai film di Mario Martone, Nanni Loy, fino al recente Benvenuto Presidente! accanto a Claudio Bisio.

Parlando di cinema, affiora un’altra delle anime di Patrizio Rispo, quella dell’attivista politico. L’attore è  vicino al Movimento 5 Stelle e nel 2010 fu protagonista del mockumentary diretto da Enrico Caria, L’era legale, nel quale interpretava un battagliero sindaco di Napoli, capace con coraggio e buonsenso di raddrizzare le sorti della città. Cosa chiederebbe quindi Rispo, al futuro sindaco di Napoli, dato che le elezioni sono alle porte? “I problemi li conosciamo tutti, la questione è che sembrano irrisolvibili, ma così non è. Quanto vogliamo ancora aspettare per legalizzare le droghe leggere, bonificare Bagnoli, ristrutturare la Villa Comunale? Io comunque – aggiunge l’attore – mi auguro che De Magistris venga rieletto, perché è una persona onesta e che ha dimostrato di volere combattere per la città. E lo dico da 5 stelle: perché per il Movimento non è il momento di eleggere il sindaco, altrimenti passeremmo quattro anni solo a difenderci dagli attacchi. Il nostro ruolo sarà quello di una opposizione seria e costruttiva a De Magistris”.

Anche l’sms dei sogni finale è nel segno della politica e della partecipazione: “Lo mando agli italiani: basta con la corruzione. L’onestà è un click mentale. Facciamolo, ritorniamo a essere onesti”.

Patrizio Rispo in Optima

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