Movida ai tempi del COVID-19: da Milano a Napoli, si rischia il lockdown?

L'eccessivo entusiasmo di alcuni per la Fase 2 preoccupa gli scienziati: rischiamo un nuovo lockdown?

10
CONDIVISIONI

Weekend di movida per gran parte del popolo italiano. Allentate le restrizioni del lockdown, l’invito alla prudenza da parte di scienziati ed istituzioni non ha fermato la voglia di scendere in strada, condividere un drink e un accenno di sorriso con gli occhi, mentre la bocca dovrebbe essere coperta da una necessaria – e indispensabile – mascherina. Peccato che, da Milano a Napoli, passando per Roma e Torino, le misure di sicurezza siano state rispettate tristemente da pochi. Nel fine settimana in corso, partito nella sera di venerdì 22 maggio, sono state centinaia le segnalazioni fotografiche provenienti da un po’ tutto lo Stivale, che ritraggono persone sprovviste di ogni tipo di protezione o alla meno peggio che ne fanno un utilizzo scorretto.

Naturale di conseguenza che ora gli scienziati invitino ancor di più alla prudenza, con la movida notturna destinata ad intensificarsi dopo le ulteriori aperture del prossimo 3 giugno. La preoccupazione per una nuova ondata di contagi era già partita nelle precedenti giornate infrasettimanali, quando le immagini dei Navigli del capoluogo meneghino invase di gente ad orario aperitivo hanno fatto il giro dei social e delle principali testate nazionali. Una situazione che, come dicevamo, è andata a ripetersi tra venerdì e sabato. E non solo a Milano, scatenando la rabbia di molti, e in alcuni casi una caccia alle streghe ai tempi del COVID-19.

Movida senza limiti: alcune città italiane verso un nuovo lockdown?

La movida è diventata subito il tema più caldo dibattuto dal Comitato tecnico scientifico, allarmato da foto e video che testimoniano la ritrovata libertà dopo due mesi di lockdown forzato, tra ragazzi festosi ammassati fuori dai bar, nelle strade e nelle piazze. E se è vero che alcuni sindaci hanno disposto la chiusura anticipata dai locali – è successo ad esempio a Perugia, dopo i fatti di Piazza Danti -, e che pure le spiagge sono state prese d’assalto, il grido d’allarme degli scienziati del CTS è unanime: rischiamo un nuovo lockdown. Proprio dall’andamento della curva dei contagi dipenderà la terza ondata di riaperture del mese di giugno, tanto che ogni sgarro potrebbe generare non pochi problemi. Mai come in questa fase, ribadiscono Viminale e Ministero della Salute, è necessario che le prescrizioni di base vengano fatte rispettare.

Le regole, soprattutto ora che la movida muove i primi passi con entusiasmo burrascoso, sono sempre le stesse che vengono ripetute dall’inizio della pandemia da nuovo Coronavirus: non creare assembramenti, indossare mascherine e guanti, rispettare le distanze. Poche e fondamentali regole di comportamento che possono però davvero aiutare a contenere il virus. L’obiettivo è quello di arrivare alla prossima fase di ripresa delle attività, che prevede gli spostamenti tra diverse regioni e con i Paesi della UE. La richiesta degli scienziati è quindi quella di intensificare i controlli, come riportato sulle pagine de Il Mattino:

Ieri, di fronte a scene di feste, locali pieni, spiagge affollate e poca attenzione diffusa, anche i sindaci hanno avvertito i cittadini: se non ci sarà rigore, sono pronti a chiudere di nuovo tutto quanto.

Anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, di fronte ad una Brescia – tra le città più colpite – gremita di gente, annuncia di essere pronto a imporre “nuove restrizioni, per evitare che il lavoro svolto finora grazie alla maggioranza dei cittadini venga vanificato da alcuni incoscienti”. A Napoli, invece, il Comitato per la vivibilità cittadina e la quiete pubblica ha deciso di presentare un esposto alle forze dell’ordine denunciando la movida selvaggia delle ultime due notti.

Segui gli aggiornamenti della sezione Trending News sui nostri gruppi:

Commenti (1):
Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.