Harvey Weinstein colpevole di stupro, da Asia Argento a Reese Witherspoon, le attrici festeggiano la sentenza

Una sentenza a New York ha dichiarato Harvey Weinstein colpevole di stupro: le sue vittime e le attiviste del movimento #MeToo celebrano la vittoria in aula

Quasi due anni e mezzo dopo l’esplosione del caso sulle pagine del New Yorker grazie all’inchiesta di Ronan Farrow, Harvey Weinstein è stato dichiarato colpevole di aver commesso un crimine sessuale e uno stupro di terzo grado. Nella stessa sentenza è stato assolto da altre due accuse di aggressione sessuale.

La prima sentenza a carico dell’ex produttore della Miramax è stata emessa da una giuria di sette uomini e cinque donne a New York, dopo una camera di consiglio durata quattro giorni e mezzo: il verdetto è stato pronunciato lunedì 24 febbraio, di fronte all’imputato rimasto impassibile. Weinstein è stato arrestato e tradotto in carcere. La durata della sua pena sarà stabilita l’11 marzo.

Sono due i casi costati a Weinstein la condanna: oggi rischia fino a 25 anni di prigione per l’aggressione sessuale a Miriam Haley nell’estate 2006 e per stupro di terzo grado per aver aggredito Jessica Mann, un’aspirante attrice e parrucchiera violentata in un hotel a New York nel 2013. Invece è stato dichiarato non colpevole per l’accusa di stupro di primo grado di Mann, perché il rapporto sarebbe avvenuto senza “costrizione forzata“. Non è stato ritenuto colpevole, al di là di ogni ragionevole dubbio, dello stupro dell’attrice Annabella Sciorra, che aveva denunciato l’aggressione nel suo appartamento di Gramercy Park nei primi anni ’90.

Durante una conferenza stampa, il procuratore distrettuale Cyrus Vance, Jr. ha sottolineato l’importanza di questa sentenza come l’inizio di una nuova era” per le vittime di violenza sessuale, perché “lo stupro è uno stupro, che sia commesso da uno sconosciuto in un vicolo buio o da un partner sessuale, da una persona indigente o da un uomo di immenso potere, personalità e prestigio”. Il rappresentante della pubblica accusa ha definito Weinstein senza mezzi termini “un malvagio predatore sessuale seriale che ha usato il suo potere per minacciare, stuprare, aggredire, ingannare, umiliare e mettere a tacere le sue vittime“, riferendosi non solo alle aggressioni sessuali ma anche alla violenza psicologica perpetrata nei confronti delle numerose vittime del produttore.

La difesa ha già annunciato che farà ricorso contro la sentenza: Weinstein continua a professarsi innocente sostenendo di aver avuto solo rapporti consensuali. La richiesta di libertà condizionata su cauzione, presentata adducendo motivi di salute, è stata respinta dal giudice. Weinstein si è detto “sbalordito” dalla sentenza: “Le parole che mi ha ripetuto più volte sono: ‘Sono innocente, sono innocente, sono innocente. Come è potuto accadere in America?” ha dichiarato alla stampa il suo legale Arthur Aidala fuori dal tribunale.

Le reazioni alla sentenza non sono mancate. “Questa vittoria in tribunale è dovuta al coraggio di ragazze e donne coraggiose e diverse che hanno osato dire la verità” ha dichiarato l’attivista per i diritti delle donne Gloria Steinem, mentre Tarana Burke, l’attivista che ha fondato il movimento #MeToo che invita le donne a denunciare le molestie subite, si è chiesta quali siano i danni collaterali dei crimini commessi da Weinstein e accertati dalla sentenza: “Quante carriere sono deragliate? Quanti assistenti sono stati licenziati o messi a tacere? Quanti lavori sono andati persi? Quante notizie, che avrebbero potuto denunciare prima Harvey, sono state censurate?” ha dichiarato la Burke, ricordando come il magnate della Miramax abbia “operato impunemente e senza rimorsi per decenni a Hollywood” prima che molte voci si sollevassero contro di lui portandolo in tribunale. 

Asia Argento, tra le prime a parlare di Weinstein nell’inchiesta di Ronan Farrow per il New Yorker che fece scoppiare il caso a settembre 2017, ha festeggiato la sentenza in lacrime e dedicato la vittoria al defunto compagno Anthony Bourdain.

Lo stesso Farrow ha elogiato le donne che hanno avuto il coraggio di esporsi, i giornalisti che le hanno ascoltate e i pubblici ministeri che hanno perseguito Weinstein.

Anche le attrici Mira Sorvino, Tandie Newton, Ashley Judd, che hanno raccontato di essere state molestate da Weinstein, hanno esultato per la sentenza. Reese Witherspoon, tra le fondatrici dell’associazione per i diritti delle vittime di violenze Time’s Up, ha parlato di “una testimonianza del coraggio e della capacità di resistenza delle donne che hanno rotto il silenzio e una vittoria per tutte le sopravvissute. Questo è solo l’inizio“.

Alyssa Milano, attrice di Streghe e attivista tra le prime promotrici del movimento #MeToo su Twitter, ha protestato contro l’assoluzione per la violenza denunciata da Annabella Sciorra e con lei molte altre si sono schierate in favore dell’attrice rilanciando l’hashtag #IBelieveAnnabellaSciorra.

Per Weinstein non è finita qui: l’ex produttore cinematografico deve affrontare quattro ulteriori accuse a Los Angeles, per presunti crimini sessuali risalenti al 2013.

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