Terminator – Destino Oscuro, finalmente la resistenza è donna

Torna Linda Hamilton che interpreta una Sarah Connor più grintosa che mai. Ritorna sullo schermo anche Arnold Schwarzenegger nei panni del T-800 che ha ucciso John Connor. Il sesto capitolo della saga ha un buon ritmo ed è pieno di citazioni. I seguaci della saga sono serviti

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Un film costruito bene, non sorprendente, ma pieno di ritmo. In Terminator – Destino Oscuro, finalmente la resistenza è donna e veste i panni di Natalia Reyes, nel film Dani Ramos, Mackenzie Davis, Grace, la soldatessa potenziata inviata dal futuro per protegge Dani e ovviamente Linda Hamilton che dopo ventotto anni torna ad interpretare Sarah Connor.

Terminator 6 si apre con la storia di Sarah Connor. La donna ha salvato l’umanità e vinto sul sistema computerizzato Skynet che il 29 agosto 1997 avrebbe cominciato le attività di annientamento dell’umanità. Skynet provò più volte ad uccidere sia Sarah Connor che suo figlio John, il futuro capo della resistenza. Una storia raccontata nei pluripremiati film Terminator (1984) e Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991) e nei meno riusciti Terminator 3 – Le macchine ribelli (2003), Terminator Salvation (2009), con Christian Bale nel ruolo di un John Connor  finalmente adulto e nel film detestato dai fan, Terminator Genisys (2015).

In questo capitolo, Skynet ha perso, e Sarah è su una spiaggia del Guatemala insieme a suo figlio John. All’improvviso un T -800, uno Schwarzenegger per intenderci, inviato dal futuro da Skynet prima di essere sconfitto, uccide il ragazzo che non raggiungerà mai l’età adulta.

Da allora Sarah insegue in ogni parte del mondo le macchine che si materializzano sulla terra e sfoga la sua rabbia di madre, dandogli la caccia e annientandoli. In Terminator – Destino Oscuro ad arrivare dal futuro sono il Terminator capace di sdoppiarsi, interpretato da Gabriel Luna e Grace, una soldatessa proveniente da un futuro senza Skynet, con ossa e muscoli potenziati per combattere le macchine. La missione di Grace è proteggere Dani Ramos, futuro capo della resistenza del 2049, mentre quella del nuovo Terminator è ovviamente di ucciderla prima che questa lo diventi.

Grace non sarà sola nella lotta. Al suo fianco ci sarà Sarah Connor, che in un primo momento finisce per identificarsi nella ragazza pensando che possa essere la madre del futuro capo della resistenza, come lo era stata lei. Non mancherà il sostegno più importante, quello di Arnold Schwarzenegger da metà film in poi.

Scwarzenegger, alla  veneranda età di 72 anni, interpreta proprio il T-800 che ha ucciso John Connor davanti agli occhi della madre. Da quel giorno, senza ulteriori missioni e ordini da Skynet, è cambiato. Si è ambientato sulla terra e ha cominciato a provare amore, a modo suo, per gli essere umani. Ha addirittura messo su famiglia e ora ha deciso di espiare le sue colpe, di combattere al fianco di Sarah e Grace per salvare Dani dal nuovo temibile Terminator.

Epica la scena in cui preparandosi per la battaglia finale, Scwarzenegger sta per indossare i famosi occhiali resi famosi dal primo capitolo della saga. Desisterà dal gesto, mandando volutamente su tutte le furie gli appassionati della saga.

Arnold Schwarzenegger con occhiali da sole su Honda CB750 nel film Terminator (1984)

Tim Miller, che ha esordito alla regia solo nel 2016 con Deadpool, riesce a mettere in piedi tutto sommato un buon sequel della saga Terminator. Non era di certo facile il compito di essere all’altezza del lavoro di James Cameron. Fortunatamente per lui, gli ultimi paragoni, quelli con Alan Taylor (Terminator Genisis) e Jonathan Mostow (Terminator 3) hanno aiutano il pubblico a non giudicare in negativo quest’ultimo capitolo.

La sceneggiatura forse non convince perfettamente, ma non fa acqua da tutte le parti. Linda Hamilton è perfettamente nella parte ed è forse la vera protagonista del film. In definitiva Terminator – Destino Oscuro tiene fede ai primi capitoli della saga: molti scontri nei centri urbani, lotte fisiche senza troppi fronzoli e un buon numero di esplosioni.

Ora la parola passa ovviamente agli appassionati dell’umanoide più famoso della storia del cinema che avranno di certo notato l’assenza nella pellicola di inseguimenti e sparatorie in motocicletta. Un accessorio indispensabile per ogni Terminator che si rispetti.

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