Recensione NBA 2K20, avanti senza fallo per le star del basket americano

È tempo di tornare a calpestare i più prestigiosi parquet del mondo con la simulazione cestistica di Visual Concepts

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La stagione cestistica per eccellenza è alle porte, ed NBA 2K20 ne è il più palese dei campanelli d’allarme. Come di consueto il mese di settembre accoglie a braccia aperte la simulazione cestistica targata Visual Concepts, con gli appassionati di pallacanestro che possono finalmente tornare a respirare (sebbene in salsa digitale) le grandiose atmosfere a stelle e strisce di quello che è uno degli sport più seguiti nel nuovo (ma anche nel vecchio, ndr) continente. Nessun orario improbabile (per noi italici) per poter quindi assistere ai duelli tra i giganti del basket, con i match tra le compagini più forti e pagate al mondo che prenderanno vita quando e come vorrete voi, comodamente sui vostri schermi.

La dura strada verso la fama

Come sempre il cuore pulsante dell’esperienza ludica offerta da NBA 2K20 è la modalità La Mia Carriera. Riuscire a sfondare nella lega nazionale non è mai facile, e come sempre anche in questo frangente bisognerà mostrare tutte le proprie abilità per scalare le gerarchie e strappare un posto nel quintetto che scende in campo. Si partirà in questo caso dal college, dove il nostro alter ego digitale – finemente personalizzato in ogni suo aspetto grazie al ricco e variegato editor – muoverà gli ultimi passi da dilettante per poi approcciare al mondo del professionismo.

Nulla viene regalato in questo sport, e le varie sequenze messe in scena da NBA 2K20 lo evidenziano particolarmente bene. Il draft di inizio stagione sarà il momento in cui si conoscerà la propria destinazione, e molta differenza lo faranno le abilità messe in mostra nel momento delle valutazioni che anticiperanno l’evento. Dare il massimo sul parquet permetterà di migliorare le proprie skill e di crescere quindi adeguatamente per andare a competere ad armi pari con quegli atleti che l’NBA l’hanno già masticata e digerita.

Come al cinema

La volontà di dare maggiore spessore alla modalità La Mia Carriera di NBA 2K20 è evidente fin dalle prime battute di gioco. La narrazione assume infatti immediatamente un ruolo centrale, con lo spessore che viene incrementato esponenzialmente dalla presenza di volti noti dello star system cinematografico (Rosario Dawson e Idris Elba ne sono gli esempi lampanti). A questo vanno poi aggiunte le comparsate dei maggiori atleti della lega nazionale americana, con LeBron James sugli scudi. Tutti piccoli accorgimenti che incrementano esponenzialmente il livello qualitativo della produzione targata 2K. Non mancheranno momenti importanti sotto il punto di vista emotivo, in cui le scelte prese dall’utente faranno la differenza. Sarete in grado di schierarvi al fianco di un vostro compagno di squadra abbandonato dalla propria società o penserete alla vostra carriera?

A ognuno il suo

Come di consueto grande rilievo è stato dato a un’altra delle modalità principe di NBA 2K20, vale a dire MyTeam. Si tratta come sempre di una traslazione in salsa cestistica della modalità di FIFA 20 Ultimate Team, e anche qui come nel titolo di Electronic Arts i giocatori potranno andare a comporre la propria compagine attingendo a carte da gioco. Assolutamente variegata l’offerta garantita da tale feature, con gli sviluppatori che hanno agito sull’importanza delle microtransazioni riducendone l’influenza sulle dinamiche ludiche. Le critiche pervenute dalla community hanno evidentemente sortito l’effetto desiderato, vista l’eccessiva deriva PayToWin che il titolo ha rischiato di intraprendere con gli ultimi capitoli della serie. Giocare permetterà quindi di accedere a ricompense che garantiranno un miglioramento lento ma costante della propria squadra. Ovviamente chi ha fretta di raggiungere subito i vertici della catena alimentare nel MyTeam di NBA 2K20 potrà decidere spontaneamente di aprire il portafogli e acquistare la valuta premium del gioco, i VC (Virtual Coins). Un passaggio in sostanza non obbligato, viste le modifiche apportate questa stagione.

Chiudono poi la carrellata delle modalità presenti in NBA 2K20 rispettivamente MyLeague e MyGM. La prima torna invariata rispetto alla passata edizione, mentre la seconda si presenta in formato esclusivamente online e con una veste semplificata. Il richiamo per quanto concerne il matchmaking è anche in questo caso a FIFA 20, con gli accoppiamenti che terranno in considerazione l’effettivo valore delle compagini e con un sistema di promozioni e retrocessioni che mira a equilibrare ulteriormente l’organizzazione degli incontri.

Realismo a tutto tondo

A livello ludico NBA 2K20 non delude di certo le aspettative. Il gameplay risulta infatti fluido e allo stesso tempo variegato, con le riproduzioni degli atleti che rasentano la realtà. Nulla è stato lasciato al caso, con la cura nei dettagli che ha un ruolo fondamentale per incrementare il valore della produzione. Se quindi i maggiori campioni della lega si presentano al cospetto dei videogiocatori equipaggiati di tatuaggi e accessori come le loro controparti reali, lo stesso si può dire delle movenze e delle skill messe in mostra sul parquet. Nessuna scheggia impazzita girerà all’interno dei palazzetti, con la fisica degli atleti che sarà corrispondente alla realtà. Spostare un colosso da oltre due metri per cento e passa chili richiederà il giusto tempo; al contempo, ostacolarne l’avanzata sarà ugualmente difficile, così come saltarne il blocco. Tutte feature che chiaramente mirano a rendere il gameplay di NBA 2K20 assolutamente ricco e stratificato, e che permetteranno di dare ancor più spazio alle pianificazioni tattiche in game: tante strade per andare a canestro, tutte ugualmente valide. Starà ai giocatori stabilire volta per volta quale sarà quella più utile alla propria causa. Durante la nostra prova è risultato forse parecchio difficile contrastare l’avanzata degli avversari, con le giuste scelte di tempo che risultano cruciali per portare a segno una stoppata e non fare fallo. Un elemento che però, è doveroso dirlo, rappresenta la realtà anche sul parquet reale.

Non deludono poi le atmosfere perfettamente ricostruite: i palazzetti gremiti e le grafiche ufficiali della competizione daranno uno spessore come sempre inconfondibile alla riproduzione, garantendo ai fan il consueto carico emozionale, vero marchio di fabbrica della serie.

Conclusioni

In sostanza NBA 2K20 rappresenta il non plus ultra per tutti gli appassionati di pallacanestro americana. Una simulazione dura e pura in grado di soddisfare tutti coloro che sono alla ricerca di un titolo profondo tatticamente ma che al contempo non sacrifichi la spettacolarità. È un po’ come avere le star dell’NBA sempre a disposizione, pronte a scendere in campo. Mica male, no?

Pro

  • Atmosfere coinvolgenti
  • Gameplay stratificato
  • Riduzione drastica del Pay To Win nel MyTeam

Contro

  • Parecchio difficile difendere profittevolmente

VOTO FINALE: 9/10

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