17 anni fa moriva Layne Staley, Rainier Fog degli Alice in Chains nel film Black Antenna

La sua vita precipitò nel 1996 quando morì il suo grande amore, e da quel momento il frontman si chiuse in se stesso

“Rainier Fog” degli Alice in Chains è entrato nella storia e il film Black Antenna lo conferma. Possono passare millenni e si possono scoprire nuovi mondi, ma la parabola magica della band di cui Jerry Cantrell ha preso le redini non ha fine. Lo diciamo oggi, perché il 5 aprile è un giorno triste, e la mestizia di questa triste ricorrenza ha un duplice nome: Kurt CobainLayne Staley. La morte dell’angelo caduto dei Nirvana, nel 1994, divenne un monito per tutte generazioni future, ma a quanto pare il crudele destino delle rockstar ribelli del grunge non era ancora sazio: nel 2002 Layne Staley giaceva esanime nel suo appartamento, ucciso da una dose letale di speedball.

La sua vita precipitò quel maledetto 29 ottobre 1996, quando il suo grande amore Demri Lara Parrott morì stroncata da un’endocardite batterica. Il suo problema con la tossicodipendenza degenerò fino a portarlo a rinchiudersi nella sua casa a Seattle, stroncato dal dolore e dalla paura. Il suo corpo era devastato e i suoi denti avevano iniziato a cadere. Smise di farsi vedere in pubblico. Insieme ai Class of ’99, una superband di cui faceva parte anche Tom Morello, incise la cover dei Pink Floyd Another brick in the wall. Dall’ascolto si nota, tristemente, che Layne Staley era completamente privo di denti.

L’anima degli Alice in Chains era nella sua voce: canzoni di rara bellezza come RoosterDown in a holeConfusionAngry chair trovavano nell’interpretazione di Staley una sinusoide perfetta. La voce di Jerry Cantrell era la perfetta compagnia, grazie a cori che rendevano i brani un manifesto canoro e accurato, un muro vocale che era divenuto il marchio di fabbrica della band. La band si riunì quasi per caso, dopo la morte di Staley, e continuò in maniera dignitosa. La prova della riuscita scommessa, oltre agli ottimi album pubblicati dopo la morte del frontman, è arrivata al termine del 2018 con l’annuncio di un film ispirato a “Rainier Fog” degli Alice in Chains, l’ultima prova in studio di Jerry Cantrell e soci.

Da qualche mese, infatti, tutti i brani presenti all’interno del disco fanno parte di un film sci-fi dal titolo Black Antenna firmato dal regista Adam Mason. 90 minuti di pellicola sono suddivisi in 10 parti, lo stesso numero delle tracce dell’album, e ogni episodio – disponibile gratuitamente su YouTube – rispetta i titoli presenti nella tracklist. Nelle ultime ore la band ha annunciato, infatti, la messa in rete dell’episodio Fly, dall’omonima quarta traccia del disco. Sul web sono già presenti gli episodi precedenti: The one you know, Rainier fog Red Giant.

“Rainier Fog” degli Alice in Chains è un disco ruvido, che alterna riff potenti a intensità emozionali di cui solo la band di Jerry Cantrell è capace, e il film di Adam Mason ci fa capire che il grunge, forse, non è morto.

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