Needle – Omar Pedrini, Timoria, “Viaggio senza vento” . Guarda il video!

Perché il vinile è tornato per restare, parola di Red Ronnie!

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25 anni fa usciva un album storico per il rock italiano: Timoria “Viaggio senza vento”. In occasione di questo anniversario ne è stata pubblicata una riedizione in vari formati, tra cui quella con doppio vinile.

Omar Pedrini, autore di quel disco e chitarrista dei Timoria, è venuto al Barone Rosso lunedì 21 gennaio e, oltre a chiedergli del suo nuovo libro “Angelo Ribelle”, ho fatto l’unboxing di “Viaggio senza vento”

Capisco adesso che è stato un disco storico – mi ha detto Omar – All’epoca non ci rendevamo conto di dare una svolta così importante al movimento rock italiano. In effetti è il primo disco d’oro delle band anni ’90. Ci chiamavano Indie Rock. Prima c’erano i Diaframma, i Litfiba etc. e a Milano eravamo i primi nuovi gruppi, con i Ritmo Tribale, i Rats di Wilko qui a Modena. Con questo album arrivò un grosso successo di vendita e oggi è indicato come il disco della svolta degli anni ’90. L’album aveva in origine 21 canzoni, ma sul CD non ci stavano tutte, quindi oggi abbiamo inserito “Angel”, brano dedicato a Kurt Cobain, ma solo nell’edizione speciale in CD. “Viaggio senza vento” è un concept album che racconta una storia unica. Non è fatto da 21 canzoni singole, ma come un’opera lirica. I testi parlano della stessa persona dalla prima canzone alla ventunesima, un po’ come se fosse un film o un’opera teatrale. Racconta la storia di Joe, che era il mio alter-ego, un ragazzo con problemi ovviamente di droga che finisce in carcere. Poi però reagisce, fugge dal carcere, va in oriente dove trova l’amore, la spiritualità che gli mancava e quindi torna in Italia sotto forma di guerriero; è un po’ la trasformazione di un ragazzo perdente che rinasce guerriero dopo un viaggio, un lavoro su se stesso.

Quando ho chiesto a Omar cosa ascoltare dal disco, mi ha detto:

O “Senza vento”, che dà il titolo, oppure “Verso oriente” con Eugenio Finardi… sono tutte belle. C’è la “Cura giusta”, canzone meravigliosa, scritta da Illorca.

Decido di far scendere il needle (la puntina) su “Senza vento”.

Poi ho chiesto a Omar perché ami la frase “senza vento”, visto che l’ha inserita anche in “Sole spento”

Perché avevo definito la nostra generazione degli anni ’90 una generazione un po’ sfigata, senza vento – ha risposto Omar – Perché non aveva il vento della storia alle sue spalle che gonfiasse le vele. Gli amici più grandi ci dicevano: voi siete degli sfigati perché noi negli anni ’60 abbiamo fatto le rivoluzioni, la lotta, andavamo in piazza. Siamo stati l’ultima generazione analogica, mentre i nostri figli sono nativi digitali. Siamo stati l’ultima generazione a usare la lira e a trent’anni ci hanno fatto conoscere l’euro. Quando avevo 19 anni e gli ormoni mi esplodevano ci raccontavano che a far l’amore si poteva morire di una malattia chiamata AIDS che nessuno conosceva, quindi avevi paura a baciare le ragazze… a vent’anni!!! La prima generazione a cui veniva consegnato un pianeta in peggiori condizioni della generazione che ci precedeva. Perché da sempre, dal 3.000 avanti Cristo, ogni padre consegnava ai figli un mondo migliore. Da noi in poi si consegna ai figli un mondo peggiore, all’ultima in particolare. Ecco perché cerco di parlare alle nuove generazioni, di cui troppo spesso sento dire male dai miei coetanei. Invece credo che questi ragazzi siano delle bombe perché devono affrontare un futuro pieno di incognite, col pianeta a pezzi. Quindi se anche noi non gli perdoniamo nulla a questi ragazzi, diventa difficile.

Poi ho mostrato a Omar una registrazione del 1993 al Roxy Bar dove lo intervistavo sulla canzone “Sangue impazzito”, che oggi è forse la preferita di tutto il doppio album. Omar me la raccontò così:

A questo punto del disco Joe, che è il protagonista del viaggio, si trova fuori da una chiesa, semisvenuto, privo di sensi e vedendo la gente che va a messa si chiede come abbia potuto perdere la fede che da ragazzino aveva. E da lì nascono i dubbi che lo spingono a partire. Quindi è il momento di distacco da questa realtà per intraprendere il viaggio. Non sa se fuggire o rincorrere qualcosa, ma sente questa necessità di andarsene

Poi nel 1993 al Roxy Bar i Timoria, con Francesco Renga alla voce, hanno eseguito dal vivo al Roxy Bar “Sangue impazzito”. Mentre il video andava, Omar sul palco ha iniziato a cantare il brano, così ho chiesto a Filo, il regista del Barone Rosso, di mixare l’esibizione dei Timoria in video con quella di Omar che stava accadendo.

Qui sotto la lista dei 21 brani presenti in questo doppio album storico e imperdibile in ogni collezione.

  1. Senza vento– 3:36 (Pedrini)
  2. Joe– 0:52 (Pedrini)
  3. Sangue impazzito– 4:37 (Pedrini)
  4. Lasciami in down– 3:02 (testo: Pedrini, Pellegrini – musica: Pedrini)
  5. Il guardiano di cani– 4:16 (testo: Renga – musica: Pellegrini)
  6. La cura giusta– 4:50 (Pellegrini)
  7. La fuga– 4:11 (Pedrini, Ghedi)
  8. Verso oriente– 5:35 (Pedrini) – duetto con Eugenio Finardi
  9. Lombardia– 3:52 (Pedrini)
  10. Campo dei fiori jazz band– 0:56 (musica: Timoria)
  11. Freedom– 2:33 (Pedrini)
  12. Il mercante dei sogni– 3:44 (Pedrini)
  13. La città del sole– 3:06 (Pedrini)
  14. La città della guerra– 1:32 (musica: Timoria)
  15. Piove– 4:19 (Pedrini)
  16. Il sogno– 3:30 (testo: Renga – musica: Pellegrini)
  17. Come serpenti in amore– 4:08 (Pedrini)
  18. Frankenstein– 3:19 (Timoria)
  19. La città di Eva– 5:25 (Pedrini)
  20. Freiheit– 1:40 (Timoria)
  21. Il guerriero– 3:59 (Pedrini)

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