25 novembre: la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ecco il contributo di Grazia Di Michele, “La gente che parla”

La cantautrice, da sempre impegnata sui temi sociali, ha deciso di scrivere una canzone per sostenere le donne ed aiutarle a parlare di violenze domestiche.

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Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La cantautrice Grazia Di Michele, da sempre impegnata su temi sociali, ha scritto la canzone “La gente che parla”. Grazia ha eseguito per la prima volta questa canzone dal vivo sul palco del Teatro Ariston di Sanremo il 16 novembre scorso, in occasione della finale Fiat Music. Lei ha suonato il Merlin, una piccola chitarra, ed era accompagnata da Marco Dirani al basso e Tommy Graziani alla batteria. Sotto, una base del brano che in origine è stato suonato da tutti strumenti etnici e strani. Nel presentare questa canzone, Grazia ha detto che ogni giorno dovrebbe esserci un faro acceso su questo problema. Lei in tutte le canzoni parla di donne e di condizioni difficili in cui si trovano. Il motivo per cui molte donne non parlano della violenza domestica in cui vivono è la paura di non essere creduta o avere ritorsioni. La donna protagonista della canzone, una storia vera, non ne parla perché vive in un paese e teme il giudizio della gente. Vive nell’indifferenza delle persone che sanno e fanno finta di non sapere e lei nasconde i lividi che ha esteriormente e  dentro.

Nel video, scritto, prodotto e diretto dall’attore Gabriele Lazzaro, Grazia Di Michele interpreta una donna vittima di violenza domestica che teme il giudizio delle persone e non riesce a comunicare il suo disagio. Le stesse persone sanno ma fingono di non sapere, primo fra tutti il vicino di casa, interpretato dall’attore Max Pieriboni, già noto al pubblico televisivo di Colorado (Italia1).

Ed è già la prima immagine del video a trasmettere la solitudine in cui vive la protagonista (interpretata da Grazia Di Michele), che esce dal portone di casa nascondendo sotto il berretto l’ennesima ferita sul volto e nell’anima. Si rifugia nel solito locale di periferia, attorniata dal disinteresse di persone, che probabilmente la conoscono ma optano per l’omertà. Può contare sul suo migliore amico (Lazzaro), che cerca in tutti i modi di salvarla da quella dipendenza emotiva pericolosa. Con il suo aiuto riesce a trovare solidarietà e vicinanza da parte di tutti.

“Da attore, ho pensato a un piccolo corto che rispecchiasse l’anima delicata ed intimista del brano – ha detto Gabriele Lazzaro – Grazia nella clip non canta, si è calata perfettamente nel ruolo della vittima. L’obiettivo era permettere allo spettatore di entrare in completa empatia col dolore della donna. La scena finale è un flashmob simbolico, che lancia un messaggio diretto: la battaglia contro la violenza sulle donne deve riguardare ciascuno di noi, uomini inclusi”.

Nel video, alla fine, la protagonista supera la paura di comunicare e la gente quella di avvicinarsi a chi vive una situazione così difficile.

Qui sotto il testo della canzone.

                       

LA GENTE CHE PARLA

A messa la domenica ci vado

perché lo so che lì ci posso andare

e alla mattina vado anche al mercato

In chiesa sento il prete che ripete

che l’uomo non deve separare

ciò che sull’altare è stato unito

e poi penso alla gente che parla

che parla

È cattiva assai la gente e noi

bisogna rimanere decorosi

ma se potessi  io andrei lontano

Magari in un posto di quelli che vedo

sempre alla tv, magari a Rimini

io me lo sogno sempre mentre stiro

 

E se potessi dirtelo mio Dio

come sanno essere pesanti

i piatti da lavare e le parole

e le nocche sugli occhi, le nocche sugli occhi

       

È che ci sono i figli da crescere

e quella figlia già troppo cresciuta

lei e il suo petto che lui guarda sempre

La fede all’anulare che incatena

tra calze sporche e lui che manca il sale

la famiglia, la vergogna, i lividi da coprire

 

E se potessi dirtelo mio Dio

che tutto ciò che voglio in fondo

è solo non essere più io

 

Chissà se te lo immagini mio Dio

che per  pulire le macchie della vita

non basta  usare un po’ di varechina

per terra in cucina sui muri in cucina  

 

E se potessi dirtelo mio Dio

che tutto ciò che voglio in fondo

è solo non essere più io

 

E se potessi dirtelo mio Dio

come sanno essere pesanti

i piatti da lavare e le parole

e le nocche sugli occhi

e la gente che parla che parla

 

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