Venezia 2016, chi sono i favoriti per il Leone d’Oro?

Stasera si assegnano i premi della 73esima edizione della Mostra del Cinema. In pole position il biopic "Jackie", il musical “La La Land”, e il filippino Lav Diaz. Tra le attrici svettano Natalie Portman e Amy Adams, tra gli uomini Oscar Martínez. Poche speranze per gli italiani. Diretta alle 18.45 su Rai Movie, anche in streaming.

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Stasera il festival del cinema di Venezia 2016 chiude come aveva cominciato, nel segno di Hollywood, con la proiezione fuori concorso del remake del classico I magnifici sette, rifatto dal muscolare Antoine Fuqua e interpretato da un nutrito cast di star, Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke. Ma naturalmente, i riflettori oggi sono tutti puntati sulla cerimonia di premiazione per il Leone d’oro, diretta dalle 18.45 su Rai Movie (anche in streaming sulla piattaforma web, a partire dalla stessa ora).

Chi vincerà il Leone d’oro di questa 73esima edizione della Mostra del Cinema? Impossibile fare previsioni attendibili, ma si può azzardare qualche riflessione, aiutandosi soprattutto con i pareri di critici e addetti ai lavori. Due erano i titoli preferiti fino a ieri, il musical La La Land di Damien Chazelle e il biopic Jackie di Pablo Larraín. I quali, sommando i giudizi dei principali quotidiani italiani, hanno ottenuto la media voto più alta (calcolata da Ciak in Mostra, la rivista del festival, scaricabile qui), rispettivamente 4,1 e 3,8 (il massimo è 5).

E dico fino a ieri perché l’ultimo giorno si è profilato un nuovo autorevole candidato che potrebbe scompaginare le previsioni, e cioè The Woman Who Left, il rigoroso film d’arte – ma un po’ meno ostico del suo solito – del filippino Lav Diaz. Gli outsiders della categoria sono Une vie di Stéphane Brizé, il film in costume tratto da Maupassant, il fantascientifico Arrival di Denis Villenueve e il film sull’Olocausto Paradise di Andrej Končalovskij. Ai giudizi degli addetti ai lavori italiani andrebbero sommati quelli dei critici stranieri: gli americani hanno apprezzato molto Jackie (“Straordinario debutto in lingua inglese per Pablo Larraín”, sentenzia Guy Lodge su Variety; “Una perspicace riflessione sulla perdita d’innocenza dell’America” dice l’Hollywood Reporter), mentre in Francia, su Le Monde, Isabelle Regnier bacchetta tutti tranne La La Land e Lav Diaz.

In particolare, i rumours relativi a Jackie sono piuttosto consistenti: oltretutto Variety ci informa che, sull’altra sponda dell’oceano, al festival del cinema di Toronto, è cominciata una gara tra le grandi società di distribuzione per accaparrarselo, perché grazie all’interpretazione del già premio Oscar Natalie Portman il film potrebbe essere un protagonista dei prossimi Academy Awards – e a Venezia, così attenta a Hollywood, la cosa farebbe gioco.

Paradossalmente però, la presenza della Portman, data come favorita per la Coppa Volpi alla migliore attrice, potrebbe ostacolare la corsa al Leone d’oro di Jackie a Venezia 2016, dato che, da regolamento, lo stesso film può ricevere un solo premio (sono vietati anche gli ex aequo). La categoria delle attrici è particolarmente affollata. Oltre alla Portman c’è un’altra diva, la bravissima Amy Adams, già 5 nomination all’Oscar ma ancora in attesa di consacrazione. A Venezia 2016 è presente addirittura con due titoli, Arrival e Nocturnal Animals di Tom Ford (altro film accreditato), il primo da preferire al secondo. Le outsiders qui potrebbero essere la Emma Stone di La La Land, Paula Beer, protagonista di Frantz di François Ozon e Charo Santos-Concio, per il suo fortissimo ritratto femminile in The Woman Who Left.

Meno affollata la rosa dei favoriti tra gli uomini, dove svetta l’Oscar Martínez del film argentino El ciudadano ilustre, in uno dei pochi ruoli maschili davvero sfaccettati tra i film del festival. Le alternative più accreditate sono ancora una volta quelle divistiche, Ryan Gosling in La La Land o Jake Gyllenhaal di Nocturnal Animals, mentre è da escludere Michael Fassbender, affossato dal polpettone The Light Between Oceans (per la stessa ragione non ha possibilità Alicia Vikander nella categoria femminile).

Purtroppo per i film italiani ci sono ben poche speranze a Venezia 2016: sono stati tra i meno apprezzati al Lido. Feroci le polemiche dei critici intorno a Piuma di Roan Johnson, una gradevole commedia ma non un film da concorso, e anche Questi giorni di Giuseppe Piccioni non ha entusiasmato. L’unica flebile chance potrebbe essere legata a un innamoramento di qualche giurato per l’aristocratico documentario Spira Mirabilis, che potrebbe fare capolino nel palmarès in una di quelle categorie solitamente destinata ai film d’arte, ossia un Gran premio della Giuria o il premio per la miglior regia.

I giurati, appunto. Perché tutte queste considerazioni si appigliano alle valutazioni di critici e addetti ai lavori, ma nessuno sa quali riflessioni stiano maturando nella giuria presieduta da Sam Mendes. Che di suo, oltretutto, è regista eclettico, capace di districarsi tra raffinati scavi psicologici di famiglia (Revolutionary Road) e, con ottimi esiti, il franchise James Bond. Per cui le sue predilezioni sono difficilmente prevedibili.

Cerchiamo comunque di trarre delle conclusioni, le più ragionevoli e diciamo: Leone d’oro a Jackie (preferito a La La Land perché Larraín è un regista più maturo di Chazelle, e attende da tempo la doverosa consacrazione internazionale); Gran Premio della Giuria a Lav Diaz, Premio per la Regia a Tom Ford (seconda ipotesi Brizé); migliore attrice Amy Adams (per Arrival); miglior attore Oscar Martínez. La cosa che convince di meno in questo scenario è l’assenza di La La Land, motivabile proprio con la giovane età del trentunenne Chazelle. Ma ovviamente stasera ci saranno sorprese.

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