A Giffoni 2016 Ivan Cotroneo “Ragazzi fate cose nuove. È questo che ci aspettiamo da voi”

Il regista di “Un bacio”, il film su bullismo e omofobia, incontra i ragazzi del Giffoni Film Festival. Parla del suo cinema, dell’amore per la cultura pop, dei suoi lavori televisivi.

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Ivan Cotroneo incontra i ragazzi del Giffoni Film Festival. Non è una novita per lui parlare con i giovani. Il suo ultimo film, Un bacio, che racconta una storia di bullismo e omofobia con al centro tre diciottenni, è tratto dal romanzo omonimo del 201o scritto dallo stesso Cotroneo. Il quale aveva già incontrato tantissimi ragazzi delle scuole, utilissimi nell’aiutarlo a definire ancora meglio una psicologia il più possibile attendibile dei personaggi del film. E dopo l’uscita della pellicola il regista ha ricominciato il suo giro d’Italia tra le scuole.

È un film che si prende dei rischi Un bacio, a partire dai tre volti scelti come protagonisti, dei quasi esordienti: “Non ho cercato attori popolari – sottolinea Ivan Cotroneo –, “forti sul target”, come si dice. Sarebbe stata una scelta più semplice produttivamente, ma io volevo fortemente tre volti nuovi. Leonardo Pazzagli e Valentina Romani avevano qualche piccola esperienza alle spalle, lui studiando al Centro Sperimentale, lei con qualche lavoro sul set. Ma Rimau Grillo Ritzberger, che interpreta l’omosessuale Lorenzo, il personaggio principale, è un esordiente assoluto. In totale avrò visionato quasi 2000 ragazzi. Rimau l’ho incontrato per caso in un casting aperto e quando gli ho fatto fare un provino insieme agli altri due attori, ho capito che era la scelta giusta”.

Ivan Cotroneo ha apportato dei cambiamenti importanti al protagonista nel passaggio dal romanzo al film. “Eravamo diventati un po’ insofferenti in fase di sceneggiatura rispetto al personaggio di Lorenzo del libro – puntualizza Cotroneo –, che era troppo timido, angelico, quasi una vittima predestinata. Il Lorenzo del libro è più accattivante, è più facile volergli bene. Invece quello del film è eccessivo, fa battute ciniche e anche scelte non condivisibili. Secondo me è una scelta più giusta perché, lo dico da spettatore e cittadino, il senso è che dobbiamo rispettare anche una persona che possiede tratti che non ci piacciono”.

La storia di Un bacio sfocia in un finale fortemente drammatico: “Non volevo che Lorenzo si salvasse – sottolinea Ivan Cotroneo – perché intendevo raccontare  i pericoli di bullismo e omofobia. Sapevo che il film sarebbe stato più duro con il finale che ho scelto. Ma ci tenevo troppo, avevo bisogno di dire quello che ho detto perché avverto un forte senso di responsabilità verso le cose che scrivo. Che dipende da me, ma anche dalla considerazione del contesto in cui mi muovo”.

Un aspetto caratteristico dello stile di Ivan Cotroneo è la passione per la cultura pop, che regala accenti fantasiosi e colorati ai suoi film e alle sue sceneggiature. Accade anche ne Un bacio, in cui Lorenzo, per reagire alle brutture della realtà, si rifugia in un mondo fantastico in cui immagina di essere una popstar. Da dove arriva questa predilezione? “Il pop ha influito molto sulla mia giovinezza, è un fatto generazionale, tutti quegli artisti degli anni Settanta, penso a David Bowie, quindi questi riferimenti entrano quasi naturalmente nelle mie storie. Tutti pazzi per amore, per esempio, non nasce da una ricerca a tavolino, è stato tutto quasi automatico”.

“Durante una lezione, il grande Furio Scarpelli ci ammonì che non si poteva fare cinema nutrendosi di cinema. Dovete leggere molto, ci disse, anche le cose che non vi piacciono. E poi bisogna stare in mezzo alla gente, ascoltare musica. Questo significa, se parliamo dell’oggi, che bisogna frequentare anche internet, perché si può trovare un’idea interessante anche in un video di Justin Timberlake. Naturalmente – continua Ivan Cotroneo – un po’ ti deve piacere tutto questo. A me la cultura pop diverte tanto. Per questo finisce nelle mie storie”.

L’ultima battuta è dedicata al suo lavoro per la tv. Ivan Cotroneo è anche un autore televisivo, dal già citato Tutti pazzi per amore a Sirene, di cui è showrunner, una serie che sarà trasmessa nel prossimo autunno su Rai Uno. “Lavoro per la tv generalista anche perché voglio parlare a tutti i tipi di spettatori. Non nel senso di girare cose che vadano bene per tutti, ma per entrare in dialogo con pubblici che non la pensano come me. Non bisogna mai parlarsi addosso o cercare la complicità del pubblico. Pensiamo a Perfetti sconosciuti, il film di Paolo Genovese: ha avuto un grande successo, ma è un film molto duro, per niente conciliante. E lo dico a voi ragazzi – questa la lezione finale di Ivan Cotroneo –, fate dei prototipi, fate delle cose nuove. È questo che ci aspettiamo da voi”.