Lui è tornato – Adolf Hitler ai giorni nostri, e in piena forma…

Sarà nelle sale italiane solo per pochi giorni, il film tratto dal successo letterario di Timur Vermes. Lui è tornato racconta di un Hitler risvegliatosi ai giorni nostri, in una Germania totalmente irriconoscibile ai suoi occhi. Una visione sarcastica e anacronistica, che smorza però la risata in una spiazzante amarezza, se fatta combaciare con tangibili e dilaganti nostalgie degli ultimi anni

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C’è poco da ridere, mi verrebbe da dire. Punti di vista. Dipende da come si vuole leggere certi avvenimenti, certe nostalgie. Perché non c’è dubbio che il libro al quale si ispira questo film trovi sicuramente, quella che potremmo definire ispirazione, anche grazie a certi ritorni non certo in carne ed ossa, ma vivi e vegeti in quanto pensieri, parole e, per certi versi, anche azioni. Lui è tornato è un lungometraggio che affonda il mito di Adolf Hitler nel magma del sarcasmo: quasi a voler operare l’ennesima opera purificatrice e demistificatoria verso personaggi eternamente noti che, lo vogliate o no, continueranno ad essere presenti nella loro perdurante attualità schizofrenica ed allucinata.

Il film comincia il suo racconto con un Adolf Hitler che si risveglia nel punto preciso dove è esistito il bunker, all’interno del quale si suicida all’indomani del suo 56° compleanno. La storia più o meno è questa: Hitler torna tra le strade della sua Germania e, riconosciuto da un reporter che lo filma, improvvisa un’improbabile carriera nel mondo dello spettacolo. Il suo credito è dovuto al fatto che tutti lo scambiano per una perfetta imitazione del reale personaggio, non credendo al fatto che in realtà è invece proprio il fondatore del partito nazionalsocialista. Il girovagare del cancelliere suscita reazioni e situazioni surreali nella loro comicità, anche se l’anacronismo del suo modo di essere vacilla un po’ al cospetto di certi riscontri più o meno celati nella Germania contemporanea. Riscontri fra l’altro piuttosto verosimili. All’originalità di questo lungometraggio ha contribuito infatti in larga parte lo stesso regista David Wnendt: ha letteralmente catapultato Oliver Masucci, l’attore protagonista nei panni del fuhrer, tra le strade tedesche, osservando e filmando le reazioni della gente; il tutto è stato poi abilmente montato con il resto del girato del film. Il risultato? Le persone che lo incontravano, lo accoglievano con una familiarità piuttosto amichevole e disinvolta, quasi al pari di un famoso personaggio del jet set.

Lui è tornato ha registrato un ottimo riscontro di sala in Germania, d’altronde lo stesso libro di Timur Vermes, dal quale è stata tratta la pellicola, è risultato essere ai vertici delle classifiche, vendendo oltre 2 milioni di copie solo in Germania, con traduzioni in corso in oltre 40 paesi. Il cast, oltre il bravissimo Oliver Masucci, comprende anche Fabian Busch, Christoph Maria Herbst e Katja Riemann. Lui è tornato sarà distribuito nelle sale italiane il 26, 27 e 28 aprile da Nexo Digital. A seguire c’è il trailer ufficiale in italiano. Ridete, ridete pure.

Trailer:

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