Cinque motivi per cui i Reality Show non moriranno MAI.

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Vi diranno che il Grande Fratello è morto, che L’isola dei famosi è attaccata al respiratore, che Amici sta dallo psicologo e che Temptation Island ha bisogno di un donatore.
La tanto millantata crisi del Reality ha due genitori a suo modo irresponsabili: da un lato il populismo dilagante (DATE AI POVERI ITALIANI SENZA LAVORO I SOLDI PER COSTRUIRE LA CASA, CICISBEI DA DUE SOLDI!) e dall’altra la crisi economica (PERCHÈ STATE DANDO DEI SOLDI ALLA SORELLA DI BELEN PER STARE NUDA SU UN’ISOLA QUANDO A CASA LO FA GIA GRATIS?!).

Aiutate anche voi i vostri amici a superare questa crisi mistica, convinceteli del fatto che arrendersi è l’unica scelta giusta, fate leggere loro i cinque motivi che spiegano perché i Reality Show non moriranno MAI.

1. Il trash non morirà mai. È l’undicesimo comandamento, quello non scritto e più vero di tutti. Devi solo imparare a non essere troppo duro con te stesso: seguire le vicende di Alessandro, Lidia e Federica al Grande Fratello non scalfirà quell’immagine da duro intellettuale di sinistra che ti sei costruito dai tempi in cui giravi con una kefiah durante le assemblee di istituto al liceo. Take it easy.
2. La gente vuole il particolare. Vuole la roba morbosa. Vuole vivere i baci fino all’ultima traccia di saliva e vuole seguire le gravidanze fino all’ultima goccia di liquido amniotico. Vuole la passione, vuole il tradimento, vuole il conflitto. E per quanto tu possa convincerti di fare delle scelte fuori dall’attuale contesto televisivo, prima o poi ti sorprenderai a guardare soprappensiero Barbara D’Urso che fa ballare Loredana Lecciso. E ti sentirai pure in colpa per aver sorriso.
3. Molto spesso i più agguerriti detrattori dell’intrattenimento leggero sono stati in fila per le selezioni di Amici, per i casting del Grande Fratello e hanno fatto pure domanda per fare il pubblico a Forum. Quelli del “non mi hanno mai preso, quindi è tutto finto, allora li odio”. Prima o poi la scienza ci darà delle risposte anche su di loro.
4. Abbiamo capito, devi demolire un certo tipo di televisione perché hai il bisogno fisiologico di sentirti migliore di qualcuno. Ci sta. Ehi, lo capiamo. Il fatto è che così facendo permetti comunque al programma di vivere, non raggiungi il tuo scopo, e ci fai la figura di quello furbo quanto Charlotte Caniggia all’Isola dei Famosi.
5. Andiamo signori, è intrattenimento. Avrà il peso dell’ovatta, ma c’è bisogno anche di questo. L’alternativa sarebbe un Maurizio Crozza trasmesso a reti unificate, ma fate pace col concetto che non tutti possono appassionarsi alla fine satira d’attualità. Così come dubito neanche voi riuscireste a mantenere una stabilità mentale davanti a una maratona di tre settimane di Milena Gabanelli.
Dateci Crozza, dateci la Gabanelli, dateci Mentana e dateci pure Iacona ma per vivere c’è bisogno pure di Playa Desnuda, del Confessionale e dei Kolors che ci urlano compulsivamente che uò-oh-oh-oh è l’unica risposta sensata a tutte le domande della vita.

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