Il messaggio di Morgan per Ennio Morricone: “La sua lezione deve servire all’Italia di oggi”

"La sua lezione deve servire a questa Italia di oggi pavida e incapace di innovare, di ricercare e portare stili e generi mai sentiti" scrive Morgan che ricorda Morricone nel giorno della sua scomparsa

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Il messaggio di Morgan per Ennio Morricone arriva sui social pochi minuti dopo la notizia della scomparsa del Maestro, oggi, 6 luglio 2020.

Morgan ne parla come “il più grande musicista italiano nel mondo della nostra epoca” per via della grande produzione musicale di Morricone e della sua intensa attività nella composizione delle colonne sonore per il cinema.

Poi si chiede: “Perché è riuscito a sfondare?” e trova anche la risposta perfetta al suo interrogativo: Morricone ha trovato l’equilibrio perfetto tra la musica classica e il pop. Il Maestro non ha mai dovuto scegliere,. non ha mai trascurato l’una per l’altra, non ha mai preferito esplicitamente, nelle sue musiche, un genere piuttosto che l’altro. Questo è stato il segreto del suo successo e della sua notorietà sul piano internazionale.

“Nella musica di Morricone c’è audacia”, continua Morgan che parla di “maneggiare la canzonetta trasformandola in gioiello”, una delle attività compiute da Morricone che ha messo mano anche al sinfonismo rendendolo fruibile per il pubblico medio.

Non solo il cinema americano ma anche la musica leggera deve qualcosa a Morricone, spiega Morgan, “soprattutto per gli arrangiamenti degli anni sessanta che sono stati ispiratori di molte correnti musicali pop/rock internazionali”.

Poi conclude con un messaggio di speranza: spera che la lezione di Morricone possa servire all’Italia di oggi che definisce “incapace di rinnovare”.

“Morricone non aveva paura della dissonanza”, continua, che è invece oggi il principale problema della musica italiana.

Il messaggio di Morgan per Ennio Morricone

È morto Ennio Morricone…

Ennio Morricone è stato senza dubbio il più grande musicista ‘italiano nel mondo’ della nostra epoca. Perché è riuscito a sfondare? Perché ha trovato l’equilibrio perfetto tra la musica classica e il pop senza mai rinunciare all’una per l’altra. Nella musica di Morricone c’è audacia, il suo approccio gli ha permesso di maneggiare sia la ‘canzonetta’ -trasformandola in un gioiello (il cielo in una stanza, se telefonando, cuore, il barattolo…) e sia il grande sinfonismo – rendendolo fruibile per tutti. Tutto il cinema Americano degli ultimi 50 anni deve qualcosa a Ennio Morricone così come la musica leggera, soprattutto per gli arrangiamenti degli anni sessanta che sono stati ispiratori di molte correnti musicali pop/rock internazionali come il triphop, l’acid jazz, tutto il suono chiamato ‘lounge’, che discende dalla schiera di autori delle musiche da cinema italiani (Piccioni, Trovaioli, Carpi, Piovani…) di cui Morricone è considerabile il capostipite.
La sua lezione deve servire a questa Italia di oggi pavida e incapace di innovare, di ricercare e portare stili e generi mai sentiti. Morricone non aveva paura della dissonanza, questo è il principale problema che invece coinvolge la quasi totalità della musica italiana odierna.

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