La turbolenza dei Placebo al Festival di Sanremo, 18 anni fa Brian Molko sconvolse l’Ariston in diretta (video)

Il frontman ricorda: "Appena siamo entrati in scena abbiamo trovato un pubblico disgustato, e in quel momento è scattato qualcosa nella mia testa"

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Il pubblico dell’Ariston che nutriva un certo timore per l’esibizione del rapper Eminem non aveva fatto i conti con l’arrivo dei Placebo al Festival di Sanremo. Era il 2001 e il 51° appuntamento con la più grande manifestazione della canzone italiana diede la vittoria a una giovanissima Elisa con il brano Luce (Tramonti a nord est), seguita da Giorgia con Di sole e d’azzurro e dai Matia Bazar con Questa nostra grande storia d’amore.

Il Teatro dell’Ariston era diventato il luogo dei contrasti: al pubblico posato ed elegante, alla conduzione di Raffaella Carrà, Enrico Papi, Massimo Ceccherini e Megan Gale si contrapponevano l’arrivo di Eminem dal mondo “maledetto” del rap e dei Placebo dal mondo “ancora più maledetto” del rock.

Addirittura Giampiero Gamaleri, consigliere di amministrazione, scrisse una lettera alla Rai per chiedere la sospensione dell’esibizione di Eminem per rispettare il dolore in cui versava l’Italia a seguito della strage di Novi Ligure. Lo stesso Roberto Zaccaria, presidente della Rai, aveva declinato l’invito. Eminem salì sul palco insieme ai D12 e si esibì in un medley dei brani I’m back, Purple hills e The real Slim Shady. Spuntò un dito medio, qualche provocazione, ma tutto andò liscio.

Con l’arrivo dei Placebo al Festival di Sanremo, invece, lo stato di grazia di Brian Molko si rivelò ingannevole. Il frontman della band britannica – ma anche i suoi soci – arrivò sul palco dell’Ariston già insofferente. In quell’anno i Placebo stavano per lanciare il nuovo singolo, Special K, estratto dal terzo album in studio “Black Market Music” (2000) e il brano fu scelto proprio per l’esibizione al Teatro dell’Ariston. Mentre il cameraman inquadrava Molko dal lato destro, dal basso e a distanza ravvicinata, il cantante poggiò il dito medio sulla telecamera.

Quel gesto, però, non era che una carezza rispetto a quanto sarebbe accaduto dopo. Una volta terminata l’esibizione, che tra l’altro era avvenuta in playback, Brian Molko afferrò la sua chitarra e la schiantò con insistenza sulla testata dell’amplificatore, facendola cadere. Iniziarono i fischi, le urla e gli insulti del pubblico in sala e Brian Molko avanzò verso di loro con aria di sfida, spalancando le braccia e gli occhi in un gesto che voleva dire: «E allora?». Poco dopo, ironicamente, fece un inchino e abbandonò il palco.

Qualche mese dopo lo stesso frontman raccontò a Repubblica il motivo di quella disastrosa uscita di scena dei Placebo al Festival di Sanremo: «Ci siamo trovati nelle maglie di una manifestazione troppo lontana da noi: la reazione di disgusto che il pubblico del teatro ha avuto al nostro ingresso in scena, aggiunta all’alcol che avevamo bevuto in gran quantità nei camerini, ha provocato il resto».

La band lamentava il fatto che nessuno li avesse avvertiti sul tipo di pubblico presente al Teatro dell’Ariston:

Eravamo nervosi perché nessuno ci aveva detto come sarebbe stato il Festival. Ci sembrava di essere finiti in mezzo a una sciarada. A nessuno gliene fregava assolutamente niente di noi. Quando venne il nostro momento, c’erano in platea tutti questi vecchi grassi in giacca e cravatta, con le loro donne in abito da sera. Qualcosa ha fatto click nella mia testa ed è scattata una reazione primordiale.

La presenza dei Placebo al Festival di Sanremo, dopo quell’episodio, è rimasta indimenticabile e ha diviso il pubblico: esiste ancora chi grida “Buffone!”, mentre i fan più fedeli della band sostengono che quella fosse una giusta reazione.

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