Spotify introduce anche i testi delle canzoni e tante altre novità

Da qualche giorno i fruitori di musica in streaming troveranno un nuovo alleato in Spotify.

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Spotify, servizio che offre musica in streaming on demand con ben 50 milioni di utenti in tutto il mondo, ha annunciato l’introduzione di una nuova funzionalità che permette di visualizzare i testi dei brani ascoltati tramite la sua app per desktop.

Grazie alla partnership con Musixmatch, il cui enorme catalogo di testi è stato integrato nella versione software del servizio, gli utenti Spotify potranno fare clic sul nuovo pulsante Testo per visualizzare le parole della canzone in ascolto. Inoltre, sono stati introdotti anche le classifiche dei brani più condivisi e un contatore che indica il maggior numero di ascolti per ciascun Paese.

L’implementazione delle nuove funzionalità risponde, di fatto, ad una concorrenza sempre più agguerrita. Sebbene il download di file musicali sembrerebbe ormai in declino, i servizi di streaming musicale on demand stanno aumentando sempre più la loro popolarità. Tra questi, Spotify detiene certamente la leadership, ma numerosi sono i concorrenti che scalpitano alle sue spalle, tra cui Deezer, al secondo posto con 16 milioni di utenti.

Ma a rovinare la festa alla londinese Spotify Ltd e alla parigina Orange SA (proprietarie rispettivamente di Spotify e Deezer) ci si mette l’onnipresente Google, che con il suo nuovo servizio Youtube Music Key rischia di sbaragliare tutti i suoi rivali. Music Key è ancora in fase di beta test ma tutto lascia supporre che il suo sarà un esordio più che fortunato. Analizzando le capacità di queste tre grandi realtà della musica in streaming, al momento i rapporti di forza non sembrano così evidenti da identificare facilmente un potenziale detentore della leadership.

Spotify può contare su una libreria di 30 milioni di brani musicali, mentre Deezer ne conta 5 milioni in più. Spotify raggiunge 58 paesi contro i 180 di Deezer. Google, con Youtube e il suo miliardo di utenti, rende disponibili ogni giorno milioni di brani, non solo sotto forma video ma anche con una semplice immagine fissa riprodotta per tutta la durata della traccia musicale e, pertanto, il numero di brani disponibili su Youtube non è facilmente identificabile.

Va anche aggiunto il fatto che tra gli utenti di Youtube è ormai diffusa l’abitudine di “catturare” l’audio dei video musicali attraverso speciali servizi online di conversione, come 2conv.com o flvto.com, che permettono di scaricare video da Youtube e convertire Youtube in mp3,ottenendo file audio ad alta risoluzione da conservare sul proprio desktop e ascoltare offline ovunque e in qualsiasi momento. A proposito di quest’ultimo fattore, tutti e tre i servizi prevedono la fruizione gratuita dello streaming audio a bassa risoluzione, mentre solo per gli abbonati è prevista la possibilità di ascoltare audio a 320bpm e scaricarlo sul proprio computer.

Se confrontiamo poi l’interfaccia grafica dei tre servizi, quella di Deezer sembra risultare più user-friendly rispetto a quella di Spotify. Il servizio Google Music Key, però, sarà basato sull’app Youtube, la cui interfaccia è ormai familiare a qualsiasi utente con una connessione Internet.

Pertanto, è davvero difficile prevedere chi vincerà la battaglia tra questi tre colossi della musica in streaming. Google parte sicuramente da una posizione di vantaggio grazie all’enorme popolarità di Youtube ma, dal punto di vista dell’utenza, i tre servizi si equivalgono e probabilmente alla fine la spunterà quello che sarà più bravo a “fare tendenza” tra gli utenti.

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