“Eppoi cominciatti a fa’ l’attore”: da Optima Italia la biografia su Bombolo di Ezio Cardarelli

“Sono Tomas, er Monnezza!”: così si presentò al telefono Tomas Milian all’autore. E poi gli raccontò della grande amicizia per Bombolo e lo convinse a scriverci un libro, la prima biografia su un talento comico naturale.

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Quando presentò in Italia il film di Quentin Tarantino, Inglourious basterds, l’attore Eli Roth lasciò di stucco i giornalisti, perché li accolse al grido di “Viva Bombolo! e poi disse che l’italiano l’aveva imparato dai suoi film. L’aneddoto lo riporta Marco Giusti, inventore di Stracult e grande (ri)scopritore del cinema minore italiano, nell’introduzione a Eppoi cominciatti a fa’ l’attore, pubblicato da Ad Est dell’Equatore, prima biografia dedicata a Franco Lechner in arte Bombolo da Ezio Cardarelli.

Un libro in ristampa dopo dieci giorni, segno dell’enorme affetto che tuttora circonda Bombolo, guardato con sufficienza quando cominciò a recitare in film scollacciati e poliziotteschi, ma che oggi è stato “sdoganato” e rivalutato come un grande attore popolare. Ezio Cardarelli, di professione poliziotto, “come Nico Giraldi”, ha scritto questo volume mosso dalla grande passione per quel cinema e dall’amore “snaturato” per Bombolo.

La storia dell’attore è particolarissima, ricorda Cardarelli: “Bombolo a 44 anni piomba nel cinema come un meteorite, nessuno se lo aspettava”. Lo scopre il regista Pier Francesco Pingitore, in una vecchia trattoria romana, “Picchiottino”, dove si incontravano gli ambulanti. Perché Bombolo vendeva i piatti per strada, “e come diceva lui, quando cambiava tempo e pioveva, vendeva gli ombrelli”. Pingitore restò folgorato dalla fisicità e dai tempi comici naturali e gli propose di recitare.

Il libro è una miniera di aneddoti e incontri, su tutti quello rocambolesco con Tomas Milian. “Sono riuscito ad avere il suo indirizzo attraverso un giro di carte di credito, siti internet a pagamento, insomma ho fatto il poliziotto. Sono arrivato al suo indirizzo a Miami, ma lui non c’era”. Qualche mese dopo gli arriva una telefonata: “Sono Tomas, er Monnezza!”. È stato proprio Milian, prodigo di racconti in cui emergeva la grande amicizia per Bombolo, a convincere Cardarelli a scriverne la biografia.

L’autore ripercorre la vita dell’attore, che nasce nel 1931 e attraversa fascismo, guerra e ricostruzione. Anni di povertà, in cui si arrangia come può, mentra matura la sua comicità, fatta di battute taglienti e cattive, come nella miglior tradizione romana. “Se volessimo fare della sociologia, potremmo dire che quella comicità era il frutto di una Roma proletaria. C’è in Bombolo quella comicità aggressiva che viene da una situazione di difficoltà e dalla voglia di riscatto”.

Bombolo muore nel 1987, senza assistere alla sua rivalutazione. Cosa sarebbe successo se fosse vissuto più a lungo? L’avrebbero riscoperto, come è capitato a tanti attori comici, grazie a un ruolo drammatico? “Non sarebbe mai stato un attore drammatico – dice Cardarelli -, Pingitore aveva capito qual era la strada di Bombolo, che era stato utilizzato al cinema nella chiave meno interessante. Lui era da considerare una sorta di one man show. Martufello dice che con la sua comicità oggi sarebbe stato estremamente attuale”.

Tutto ciò non è accaduto, ma fortunatamente resta un esempio embrionale di questo progetto: uno special televisivo della Rai, Bombolo: un comico preso dall’osteria, diretto da Pingitore, in cui emerge la sua comicità, fatta di naturalezza e una sottile malinconia. Adesso finalmente, per apprezzarne a pieno il talento, abbiamo anche il bel libro di Ezio Cardarelli.

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