F1 Rosberg fermo come un automobilista normale

Rosberg in panne come un qualsiasi automobilista. Immobile alla partenza del GP di Singapore. Una vendetta di Hamilton? Piuttosto la dipendenza sempre più esasperata dall'elettronica che anche noi sperimentiamo quando si blocca un alzacristalli. Rosberg di certo avrebbe preferito l'avviamento a manovella del secolo scorso.

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Povero Rosberg piantato sulla linea di partenza con la sua Mercedes. La macchina non dava segni di vita, a Rosberg non entrava neanche la prima. Proprio come succede a noi comuni mortali con le nostre modeste ma utilissime utilitarie ( che immagino si chiamino così proprio perché utili).
La Mercedes di Rosberg ha poi dato qualche timido segnale di vita, ma dopo pochi giri il ritiro definitivo dal Gran Premio di Singapore. Rosberg ha tolto via il volante ed è uscito dall’abitacolo senza riuscire a capacitarsi di quanto potesse esser successo.
Una macchina di Formula Uno costa svariati milioni di euro, vi lavorano centinaia di persone eppure finisce in panne come la più modeste delle vetture familiari dopo il rattoppo del meccanico sotto casa.
Probabilmente a metter ko la vettura di Rosberg sarà stato Hamilton il suo compagno di squadra. Avrà infilato lo zucchero nel serbatoio per vendicarsi dello speronamento di qualche GP orsono. Eppure sarà stata la complessa alchimia elettronica che ormai governa questi bolidi. Qualche chip di Rosberg sarà andato in tilt mettendo ko tutta la vettura.
La Formula Uno è ormai dominata dall’elettronica più sofistica, la meccanica sembra un trascurabile dettaglio. Quando si blocca un computer non c’è nulla da fare come ben sappiamo noi automobilisti normali alle prese con il blocco delle portiere o dell’alzacristalli elettrico. Di recente ho avuto una disavventura stradale. La macchina si è bloccata in autostrada dopo aver gettato fuori del fumo nerissimo. Il mio meccanico è stato gentile ed efficiente provvedendo al recupero dell’auto ed alla successiva riparazione. Quando però gli ho chiesto la causa dell’accaduto ha allargato le braccia “è successo, e basta!”.
Presumo che anche a Rosberg abbiano più o meno detto la stessa cosa, ma sinceramente resto sbalordito per questi incidenti che evidenziano il paradosso contemporaneo: più la tecnologia diventa sofisticata, più diventiamo dipendenti dalla sua enorme fragilità. Certo i progressi della tecnologia rendono la nostra vita più comoda e veloce, ma state pur certi che sulla pit lane di Singapore Nico Rosberg avrebbe certamente preferito l’avviamento a manovella.

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